Caos centrodestra, effetto domino sulle candidature: dopo Roma, Torino

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L’effetto domino è partito e ora appare inarrestabile. Non a Milano, dove la partita ormai è chiusa e nessuno pensa di rimetterla in discussione. Ma per il resto, nel centrodestra tutte le candidature per le comunali sembrano essere tornate in ballo. La scelta di Giorgia Meloni di correre a Roma (con l’appoggio di Salvini) ha dato la stura: e così nella stessa giornata il leader della Lega va a Torino e annuncia il suo appoggio al notaio Alberto Morano, scaricando il forzista Osvaldo Napoli. E presto gli azzurri potrebbero ricambiare il “favore” schierando a Bologna Galeazzo Bignami contro la candidata del Carroccio, Lucia Bergonzoni. Geometrie variabili che a Napoli potrebbero invece vedere insieme Lega e Fi a sostegno di Gianni Lettieri mentre Fratelli d’Italia è pronta a schierare Marcello Taglialatela. Un quadro frastagliato su scala nazionale, anche se Roma resta l’epicentro di questo terremoto che ha come obiettivo finale quello di minare alla base la leadership di Silvio Berlusconi. E non è un caso che proprio sulla Capitale l’ex premier stia pensando di concentrare le sue energie. Al telefono con alcuni deputati ha continuato a ripetere quello che sostiene anche pubblicamente: “Con Bertolaso possiamo vincere”. Quanto ci creda davvero non è dato sapere, ma certo difendere l’ex capo della Protezione civile adesso vuol dire puntellare se stesso. “Dobbiamo aiutarlo, farlo apprezzare in giro”, è la consegna che ha dato ai suoi parlamentari. Ma sarà lui in prima persona ad affiancare, ogni volta che sarà possibile, il candidato forzista al Campidoglio: qualche appuntamento in piazza e ovviamente molta tv. L’ira di Berlusconi nei confronti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni non pare essersi placata. “Sono inaffidabili, non sanno mantenere la parola data”, si sarebbe sfogato ancora oggi. Ed è probabile che proprio questo sarà uno degli argomenti che il Cavaliere userà per mettere in cattiva luce i suoi (ex) alleati. Anche se l’ex premier ha al suo arco anche un’altra freccia, forse la più potente di tutte, se decidesse di scagliarla: sbarrare la strada degli studi Mediaset ai leader di Lega e Fratelli d’Italia. E’ lo stesso Matteo Salvini ha insinuare il dubbio che questo ostruzionismo abbia già avuto inizio. “Mi dispiace – dice – di avere un po’ litigato, in questi giorni, con Silvio Berlusconi. Dovevo andare a Canale 5, domani mattina, ma adesso mi hanno detto di non andare…”.

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