Cambia la Costituzione Ora la parola ai cittadini

Italy's Minister for Constitutional Reforms and Parliamentary Relations Maria Elena Boschi attends a confidence vote at the lower house of the parliament in Rome February 25, 2014. Prime Minister Matteo Renzi won his first confidence vote in parliament, pledging to cut labour taxes, free up funds for investment in schools and pass wide institutional reforms to tackle Italy's economic malaise. Facing parliament for the first time, the 39-year-old Renzi who is Italy's youngest premier, sketched out an ambitious programme of change in an hour-long speech delivered in his trademark quickfire style interspersed with occasional jeers from the opposition benches.   REUTERS/Giampiero Sposito  (ITALY - Tags: POLITICS BUSINESS)

Via libera definitivo alle riforme costituzionali. Il ddl Boschi viene approvato dalla Camera con 361 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti. Abbondantemente superata la maggioranza assoluta (316): alle forze che sostengono il governo si sommano i voti di verdiniani e tosiani, mentre le opposizioni (Sel, M5S, FI, FdI e Lega) non partecipano allo scrutinio e abbandonano l’Aula di Montecitorio. Con la sesta e ultima votazione l’ormai legge che porta il nome del ministro delle Riforme, secondo quanto disposto dall’articolo 138 della Costituzione, non avendo ottenuto la maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, può essere sottoposta a referendum, che si svolgerà in ottobre. L’ultima parola quindi spetterà ai cittadini.

Soddisfatto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che sulle riforme punta il suo futuro in politica. «Adesso l’Italia – spiega il premier – è il Paese più stabile d’Europa. Si è dimostrato che la democrazia vince e trionfa. È un passaggio importante per la politica che dimostra di essere seria. Meno politici, meno soldi alle Regioni, più chiarezza nel rapporto tra Stato centrale e il territorio. Si tratta di un gigantesco passo in avanti per la credibilità delle istituzioni. È una questione di serietà». «Dopo due anni di lavoro – esulta invece Maria Elena Boschi – il Parlamento ha dato il via libera alla riforma costituzionale! Grazie a quelli che ci hanno creduto». Quanto al referendum aggiunge: «Intanto godiamoci un risultato che è storico. L’approvazione definitiva delle riforme costituzionali dopo 30 anni di lavoro. Penso sia un risultato storico».

La presidente della Camera Laura Boldrini auspica ora «un confronto pacato» in vista del referendum di ottobre, «quando i cittadini esprimeranno la loro opinione. Sarà necessaria un’informazione puntuale. Che ad esprimere il loro voto siano cittadini consapevoli è nell’interesse sia dei sostenitori che di chi si è opposto. Ma è soprattutto nell’interesse della democrazia italiana». «Aspettiamo il referendum», dice il presidente del Senato Piero Grasso.

La minoranza Pd, capeggiata da Bersani, Cuperlo e Speranza pur con delle riserve, vota a favore della riforma, ma sposta la battaglia sulla modifica dell’Italicum. E in vista del referendum anche FI promette battaglia. «La Costituzione andava riscritta tutti insieme – dice Silvio Berlusconi – Renzi è stato arrogante, daremo battaglia al referendum, la posta in gioco è il futuro dell’Italia libera e democratica».

Il Tempo