Callejon e Mertens gol, è semifinale

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Il Napoli è in semifinale di Europa League con pieno merito. Le due gare con il Wolfsburg hanno premiato la superiorità degli azzurri che forti dell’uno a quattro dell’andata hanno però gestito la sfida del San Paolo non senza patemi. È finita due a due con le reti tutte concentrate nella ripresa.

APPROCCIO MOLLE — Doveva essere una formalità il passaggio del turno e forse il Napoli ha preso un po’ sottogamba l’impegno, almeno inizialmente. Così dopo un minuto a Benitez venivano già i brividi: volata di Caligiuri a destra, cross per Perisic che anticipa Mesto con la punta e indirizza all’angolino alto, Andujar compie un miracolo e smanaccia. Si vedeva lontano un miglio che il Wolfsburg aveva più voglia e la presenza in campo di Perisic dava maggiore vivacità alla manovra dei tedeschi rispetto a una settimana fa. L’ex juventino Bendtner fungeva da boa per gli inserimenti di Arnold mentre il Napoli aspettava e provava a ripartire senza però trovare fluidità di manovra. Al 18’ Perisic sfondava sinistra, traversone deviato da Ghoulam e botta al volo di Trasch di poco a lato. Stessa scena dieci minuti dopo, Perisic si invola e stavolta pesca Guilavogui che batte Andujar ma trova Albiol sulla linea pronto a respingere. Il Wolfsburg domina e alla mezz’ora Bendtner prende l’ascensore su assist di Caligiuri, la sua incornata è perfetta ma esce di qualche millimetro. Al 37’ è Arnold a scaldare i guantoni di Andujar da fuori area. Decisamente più difficile la parata sul mancino di Bendtner al 42’ da posizione defilata ma ravvicinata. Il Napoli, in pratica, non si vede nella metà campo avversaria fino a una incursione di Ghoulam che pesca Higuain all’altezza del dischetto: mezza girata volante che non trova lo specchio della porta.
QUANTE EMOZIONI — La prima frazione si chiude senza gol, ma il Wolfsburg avrebbe meritato di più. Nella ripresa, invece, il primo acuto era di Mertens: destro a rientrare dalla sua mattonella preferita senza però la dovuta precisione. Al quinto gli azzurri passano in contropiede, con appena due passaggi: palla recuperata al limite dell’area, Higuain da centrocampo fa venti metri con la sfera tra i piedi e pesca Callejon al limite dell’area: controllo e tiro deviato da Rodriguez che diventa imparabile per Benaglio. Per i tedeschi un colpo difficile da assorbire. Così Callejon prima e Britos dopo sfioravano immediatamente il raddoppio: prima era bravo il portiere ospite, poi la conclusione dell’uruguaiano sfilava a lato. Rodriguez al 14’ provava a riscattarsi ma sparava alto dalla distanza. Gli spazi in mezzo al campo aumentavano, Higuain e il neo entrato Insigne con un paio di serpentine infiammavano il poco pubblico presente al San Paolo. Da una loro combinazione nasce il raddoppio: Insigne disegna una parabola meravigliosa per il Pipita, che al volo mette Mertens davanti a Benaglio, la prima conclusione è respinta mentre il tap in del belga è vincente. Klose al 26’ accorciava le distanze con un colpo di testa da azione d’angolo. Il Napoli allargava le maglie della difesa e Perisic pareggiava, sempre di testa, su assist di Guilavogui. Tutto sommato, giusto così. I tedeschi ci credono, Naldo e Dost con un paio di conclusioni si rendono pericolosi, ma è Caligiuri a sfiorare nel finale il gol di una vittoria che comunque sarebbe stata insignificante. In semifinale ci va il Napoli e il San Paolo fa festa.
GAZZETTA DELLO SPORT