Calcio e diritti tv, perquisite società di serie A e B

Enrico-Preziosi

Sono state perquisite anche le sedi di alcune società di calcio di serie A e B, nel filone di indagine della Procura di Milano sulle presunte irregolarità nell’assegnazione dei diritti tv del calcio avvenuta la scorsa primavera. L’operazione della Gdf risale a venerdì scorso.

“Il Genoa – racconta all’ANSA Enrico Preziosi, n.1 del club ligure –  è una delle squadre le cui sedi sono state perquisite venerdì scorso: ma siamo tranquillissimi, i soldi che servivano al nostro bilancio li ha messi l’azionista di riferimento, cioè io”. “Il conto è tracciabile – prosegue Preziosi -, sono state fatte tutte operazioni semplici e chiare, ove servisse saremmo pronti a dare qualsiasi chiarimento a qualsivoglia autorità competente”. Il presidente rossoblù conclude: “Questo è un Paese davvero strano. Uno si sveglia e tira fuori un teorema e tutti quanti gli vanno dietro. Ma io non ho problemi, è tutto chiaro e la Covisoc della Federcalcio prima di tutti lo sa”.

Andrea Baroni, il fiscalista arrestato lo scorso venerdì dalla Gdf nell’ambito di uno dei filoni dell’indagine della Procura di Milano che, in un altra tranche, sta effettuando accertamenti sull’assegnazione dei diritti tv del calcio avvenuta la scorsa primavera, interrogato questa mattina dal gip Giuseppe Gennari, non ha risposto alle domande. Baroni, difeso dall’avvocato Roberta Guaineri, è accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale di clienti italiani assieme ad altre persone essendo, per i pm, uno dei soci della Tax and Finance (T&F), società di consulenza fiscale con sede a Lugano e di diritto inglese con uffici in tutto il mondo. Società che tra i clienti, come risulta dall’ordinanza del gip, ha anche la Infront Italy srl di Marco Bogarelli, advisor della Lega Calcio nella vendita dei diritti televisivi delle squadre di serie A e B per i campionati 2015/2017. Contestualmente all’arresto venerdì scorso, nell’altro filone di indagine, le Fiamme Gialle si sono presentate nella sede milanese della Lega Calcio con un ordine di esibizione di documenti nel quale si ipotizza a carico di Infront, Bogarelli, alcuni manager della stessa società e due di Rti (gruppo Mediaset) i reati di turbativa d’asta e turbata libertà degli incanti, in relazione alla compravendita dei diritti tv. Altro reato contestato a vario titolo è ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, in particolare, come è stato riferito in ambienti giudiziari milanesi, nei confronti della Commissione per la vigilanza e il controllo delle società di calcio, in relazione a presunti ritocchi al rialzo dei bilanci di alcune società calcistiche al fine di poter essere ammesse ai campionati.

Tra clienti Baroni manager Murray – C’è Luigi Ugo Colombini, manager sportivo di alcuni dei più noti tennisti a livello mondiale come Andy Murray e Shvedova Jarolslava, tra i clienti della Tax and Finance, la società di diritto inglese ma con sede operativa a Lugano e uffici in tutto il mondo al centro del filone di indagine della Procura di Milano che venerdì ha portato in carcere Andrea Baroni, il fiscalista e socio della stessa società accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale di clienti italiani. Colombini, “procuratore e manager sportivo”, che non è indagato, come emerge dai dialoghi intercettati con il suo “referente di T&F (…) – scrive nel suo provvedimento il gip Giuseppe Gennari – intrattiene conversazioni di carattere professionale in ordine alla movimentazione di diverse provviste di denaro relative ai compensi percepiti da tennisti professionisti”, e cioè appunto Andy Murray e Shvedova Jarolslava. “I servizi resi, dalla fiduciaria svizzera, in favore di Colombini – annota sempre il giudice – risultano dar luogo a tipici casi di “esterovestizione” (da parte di Baroni, ndr) affinchè gli utili siano sottoposti ad una minore tassazione, generando, contestualmente, risorse finanziarie fuori dal territorio nazionale”. Secondo il giudice è “evidente che il procuratore sportivo utilizza una società svizzera per gestire i rapporti con i propri giocatori” anche se “come giustamente osservato dal pm, troppo involuta è l’indagine per comprendere effettivamente beneficiari, destinatari e modalità delle operazioni estere. Quindi, non sussistono i gravi indizi” di reato.

ANSA