«Buzzi pagava anche l’affitto alla fondazione di Alemanno: è a secco»

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L’affitto della Fondazione Nuova Italia, presieduta da Gianni Alemanno, lo pagava la holding criminale. Massimo Carminati dava il suo assenso esplicito e i soldi venivano annotati dal ragioniere del re delle coop. Il riscontro incrociato tra le intercettazioni e il secondo libro nero sequestrato a Paolo Di Ninno, contabile per conto di Salvatore Buzzi, sarebbe l’ulteriore conferma delle accuse della procura. Nuovi elementi, emersi dopo le perquisizioni del 2 dicembre e contenuti in una nuova informativa dei carabinieri del Ros, che i pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli hanno depositato ieri, al Tribunale del Riesame.
I militari hanno anche calcolato i versamenti delle coop di Salvatore Buzzi alla Fondazione, quelli registrati. Scrivono i militari: «Franco Panzironi (ex ad di Ama ndr) da un lato riceveva regolarmente illecite dazioni di denaro, anche successivamente alla scadenza del mandato della sua giunta amministrativa di riferimento, dall’altro otteneva finanziamenti per la Fondazione Nuova Italia, organismo il cui presidente era lo stesso Gianni Alemanno». Le pagine del libro mastro, sequestrato a di Ninno, dimostrano che il ragioniere, per conto di Buzzi, tenesse una contabilità parallela ancor più precisa e dettagliata rispetto a quella riportata nel ”libro nero” delle tangenti custodito dalla segretaria Nadia Cerrito. La donna che tra l’altro ha ammesso, davanti al gip e ai pm, di avere preparato buste con i contanti.
L’AFFITTO

È il 28 luglio 2014 quando Buzzi parla con la sua segretaria e le dice: «So’ stato da Panzironi, m’ha chiamato perché dice che non c’anno più nemmeno i soldi per l’affitto alla Fondazione Nuova Italia..siccome noi poi gli dobbiamo dà 25mila euro ..lui si ricorda sempre tutto, è una cosa..è un fenomeno». Nadia risponde «15, guarda a noi ce conviene se li mandiamo alla Nuova Italia, tu li carichi sull’Eur, però facciamo 3 Eriches (una cooperativa ndr) e 10 Formula sociale (un’altra coop) come possiamo fa?». Il 25 agosto Buzzi ne parla anche con Massimo Carminati. «Il Panza non s’era scordato nulla», dice. E Carminati replica: «Immaginavo..il Tanche, il Tanche c’ha una memoria di ferro, amico mio». Il re delle coop continua: «Però allora siccome la Fondazione lì stà a morì de fame, non c’ha nemmeno più i soldi pe’ pagà l’affitto..so mesi che non pagano l’affitto m’ha detto se gli giriamo 15 sulla fondazione per pagare l’affitto». Il Nero è d’accordo: «Ve bene…va benissimo..è pure giusto. Va bene, va bene, sì sì». Il libro mastro di Paolo Di Ninno, sequestrato dal Ros dei carabinieri, conferma. I militari riportano i conti del ragioniere e il prospetto dell’agenda al 31 luglio 2014. ”Primi riscontri”, scrivono. Nella pagina, oltre alle entrate e alle uscite, si legge un appunto manoscritto: «15mila T. o F.P». (Tanca o Franco Panzironi annotano i militari). L’informativa del Ros contiene anche il prospetto dei versamenti da parte delle coop di Buzzi alla Fondazione di Alemanno: 265 mila euro versati tra gennaio 2012 e settembre scorso, quando Nuova Italia chiude. Assegni che vanno da 60mila a 5mila euro.
LO SPONSOR POLITICO

Il 10 ottobre scorso nel suo ufficio Buzzi spiega come funziona il sistema e il ruolo svolto da Panzironi durante la giunta Alemanno. Un uomo, che non è stato identificato, chiede al re delle coop se potranno entrare in un’associazione di imprese per partecipare a una gara o un subappalto. Buzzi risponde: «Se c’hai lo sponsor politico entri, se non c’hai lo sponsor politico non entri da nessuna parte ormai». Buzzi aggiunge poi: «Devi trovare sempre un consigliere comunale che ti porta, che lo paghi e che ti porta. Tutto il consiglio comunale piglia i soldi».
I PEDINAMENTI

Agli atti ci sono anche i pedinamenti e le immagini degli incontri tra Buzzi e Panzironi. Appuntamenti che seguono alle telefonate intercettate dai militari durante le quali il re delle coop e l’ex ad del’Ama hanno preso accordi sulle cifre e le mazzette e le successive conversazioni in cui, lo stesso Buzzi, chiede alla segretaria quanti soldi abbiano in cassa e quanto possano consegnare. Il giorno dell’appuntamento all’Eur il 2 maggio 2013, Buzzi arriva con un borsello pieno e, dopo avere incrociato Panzironi, lo porta via vuoto. Almeno secondo la relazione di servizio dei militari.

Il Messaggero