Buffon: «Totti? Io non ho mai inveito dopo sconfitta»

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E fanno centoquarantacinque. Dall’alto del suo record assoluto di presenze in nazionale, capitan Buffon riapre il capitolo di Juve-Roma. A dispetto dell’invito di Antonio Conte a tener fuori le beghe del campionato e nonostante domani l’impegno con Malta non sia – per raccomandazione del ct – da prendere troppo alla leggera. “Vi ricordate quanto ha sofferto la nazionale quando qui si giocava la qualificazione al Mondiale? Gigi ha anche parato un rigore…“, rievoca il ct dell’Italia, che quel tiro di Mifsud respinto dal portiere sull’1-0 per gli azzurri se lo deve essere rivisto in tv più volte. Buffon invece ha risentito spesso, rilanciate dai media, le parole dell’amico rivale Francesco Totti, quell’accusa alla sua Juve di vincere da anni con l’aiuto degli arbitri: “Io – la bacchettata da Malta, nell’esclusiva Rai –non ho mai fatto interviste in cui inveivo contro qualcuno o facendo illazioni. Neanche quando perdevo”. Gli ricordano le sue parole contro i giovani, dopo il Mondiale, e il duro giudizio di Zoff secondo il quale sbagliò a tracciare quel giudizio. “Rispetto Zoff, per quel che ha fatto e quel che è stato – dice l’attuale portiere della nazionale – Da uno come lui c’è sempre da ascoltare e da imparare. Ma chi ha interpretato le mie parole dopo la disfatta in Brasile nel senso in cui erano state pronunciate, ha capito, non ha equivocato. Il fine non era quello di dividere, anche se sono state riportate così…”.

L’ITALIA DI CONTE – Inequivocabili invece le parole su questa nazionale, che ha affidato a Conte il compito della rinascita. “Le critiche dopo l’Azerbaijan? Il finale è stato pulp, senza dubbio. Ma credo serva tempo per dare un giudizio autentico su questa Italia: le basi sono assolutamente buone,e daranno frutto. Alle volte si pretende da una squadra il calcio champagne, e si dimentica che per godersi lo spettacolo bisogna essere in due…se una delle due squadra difende e basta…”. “Contro gli azeri – prosegue Buffon – a un certo punto abbiamo temuto il peggio. L’autogol di Chiellini è una di quelle situazioni in cui il portiere qualsiasi cosa fa sbaglia. Ma guardate per una volta il bicchiere mezzo pieno, in un quarto d’ora abbiamo ripreso in mano la partita, abbiamo segnato di nuovo e sfiorato il gol due volte. Abbiamo creato le nostre 8-9 palle gol, come è giusto che sia, per carità. Ma pareggiare sarebbe stata un’ingiustizia, e nel giudizio dobbiamo tenerne conto…”. In attesa di una valutazione definitiva della nuova Italia. “Una cosa è certa, è appena nata ed ha già un’identità precisa: serietà, predisposizione al sacrificio. La strada è lunga, ma sappiamo che per fare la storia c’è solo una via: vincere agli Europei”.

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