Bufera su Volkswagen Italia, indagati presidente e dirigenti

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L’amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia, Massimo Nordio, e’ indagato assieme ad altri cinque dirigenti italiani della casa automobilistica, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Verona sulla manipolazione dei dati delle emissioni diesel di alcuni modelli. Il reato ipotizzato dai magistrati e’ frode in commercio. Tra gli altri indagati, figura Luca De Meo, responsabile marketing e vendite di Audi. L’indagine e’ stata delegata alla Guardia di finanza che stamattina ha eseguito perquisizioni nella sede della Vokswagen a Verona e in quella di Lamborghini, che parte del gruppo tedesco, a Bologna.
Esulta il Codacons: “E’ stata accolta in pieno la nostra istanza – spiega -. Solo pochi giorni fa avevamo chiesto di disporre perquisizioni a tappeto nelle sedi italiane di Volkswagen e presso le abitazioni private di dipendenti e manager, allo scopo di acquisire documentazione circa lo scandalo delle emissioni falsificate, al pari di quanto disposto dalla magistratura tedesca. La nostra ipotesi era proprio quella di una possibile frode in commercio a danno dei consumatori, per la quale ci siamo rivolti alla magistratura e all’Antitrust”. Intanto oggi la Kba, la Motorizzazione tedesca, ha ordinato il richiamo di 2,4 milioni di auto Volkswagen per lo scandalo delle false emissioni. “Stiamo ordinando il recall” fa sapere un portavoce della Kba. Secondo il giornale Bild, la Kba ha respinto la proposta di Vw secondo cui i proprietari delle auto interessate avrebbero dovuto decidere volontariamente di ricorrere alle riparazioni necessarie.
Oltreoceano, la Commissione federale americana per il commercio si e’ aggiunta alle agenzie che indagano sullo scandalo Volkswagen. “Confermo,che la commissione si sta coordinando con gli altri organismi”, ha riferito un portavoce in una mail all’agenzia France Presse. La commissione, che si unisce cosi’ agli sforzi investigativi sui software truccati per ingannare sulle emissioni, ha nel proprio mandato il monitoraggio della pubblicita’ ingannevole. L’azienda tedesca spacciava le proprie auto come tra le meno inquinanti sul mercato.
Questo pomeriggio il nuovo ad della societa’, Matthias Mueller, in un discorso ai suoi dirigenti ha dichiarato che Volkswagen ha “buone possibilita’” di riprendersi in “due o tre anni” dalle conseguenze dello scandalo ‘dieselgate’. Mueller ha spiegato che i “punti chiave” del piano al 2018 delineato dal suo predecessore, Martin Winterkorn, “restano validi” ma che occorre “calibrare una strategia” che guardi al 2025. In una lettera al ministro dei Trasporti tedesco, il numero uno di Wolfsburg ha inoltre garantito che verra’ presentata presto una soluzione che consenta di mettere in regola tutti i veicoli con il software che consentiva di frodare i controlli sulle emissioni.

AGI