BUFERA SU LOTITO CALCIO SPACCATO

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MILANO Giorni di fuoco per Claudio Lotito, l’uomo forte della Federcalcio. Dopo le rivelazioni del contenuto di una sua telefonata “inopportuna” con il dirigente dell’Ischia Pino Iodice (Lega Pro), ieri il presidente della Lazio e consigliere federale ha dovuto difendersi dagli attacchi, e spiegare le parole che suonano contrarie alle possibili promozioni in A di piccole realtà calcistiche, come quelle di Carpi e Frosinone. Lo ha fatto in occasione dell’assemblea della Lega di serie A, che ha dato il via libera alla Goal-Line Technology. La mattinata di Lotito è iniziata con quasi 50 minuti di monologo, trascorsi a spiegarsi. «Il sistema calcio, così com’è, sta per saltare. Io voglio trasparenza: se il Parma non paga le scadenze, lunedì salta. Questo è un sistema che non regge Carpi e Frosinone, a chi vendo i diritti con loro? Così facendo arriveranno in A certe squadre dai dilettanti. Lo dico pubblicamente: fra tre anni, come farà la Lega di A a vendere i diritti se ci sono squadre con al massimo 2mila spettatori? Che ricavi arriverebbero? Il sistema incassa 100 e spende 150. Se il sistema continua così, salta. Richiede una riduzione a 18 squadre per ciascun campionato». Un fiume in piena, Lotito non si è fermato: «Iodice? Andate a vedere chi è. Porterà pure sfiga. Nocerina fallita, Pro Patria fallita, Taranto fallito. Io non ho fini personali, voglio fare pulizia. Ditemi, che vantaggi ho? Mia moglie mi dice: chi te lo fa fare, ti sputano pure addosso. La vita è un set di un film. Lo vogliamo cambiare? Altrimenti si arriva al capolinea e si spegne la macchina».
LE REAZIONI
Quasi in contemporanea è arrivata la riposta di Andrea Abodi, presidente della Lega di B. «Il Carpi continuerà a fare quello che ha fatto fino ad oggi, con dignità, qualità e determinazione. In B sale e scende chi merita, come dimostra la storia del nostro campionato». Lotito aveva anche parlato di Beretta e del suo ”contare zero”. «Beretta non si è preoccupato. Conta zero non perché lui conti zero, ma perché il programma lo decide l’insieme dei 20 presidenti di A». Posizione confermata poi dallo stesso Beretta. «Il dato riferito al presidente di Lega era un modo un po’ spiccio per definire la realtà dei fatti, ovvero che tutte le deleghe sono nell’assemblea come previsto dallo statuto. Poi ci sono modi di esprimersi delle persone che possono essere più o meno divertenti, non scordiamoci che questa era una telefonata presumibilmente privata». Dura, invece, la presa di posizione di Carlo Tavecchio, presidente della Figc: «Toni e contenuto della telefonata sono da censurare, così come le modalità con cui è stata realizzata. La Federazione è garante della regolarità del campionato, le promozioni sono decise dal campo, ogni altra logica è inaccettabile». Così Mario Macalli, presidente della Lega Pro, anche lui citato nella telefonata: «In tanti anni di calcio una cosa così schifosa non l’avevo mai vista. Registrare la telefonata, sono allibito. Non ho neanche voluto sapere il contenuto».
L’INDIGNAZIONE
Da Carpi arriva invece l’indignazione più grande, come ha spiegato Alberto Bellelli, sindaco della città: «Siamo una città di 70mila abitanti, in un’area che da sola produce il 2% del Pil italiano. Non possiamo essere giudicati da Lotito sulla base dei diritti televisivi». In serata, Pino Iodice ha rincarato la dose, annunciando altri brani ben più pesanti della telefonata e auspicando che Beretta, Tavecchio, Abodi e Macalli abbiano un minimo di senso del pudore e rassegnino le dimissioni».

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