Buche e lavori stradali il controllo sarà online

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Se i soldi da spendere sono pochi, è ancora più importante non sprecarli. Un assunto che nella battaglia quotidiana contro le buche in città, si traduce anche nel sapere sempre, sul sito web del Campidoglio, chi sta portando avanti i lavori pubblici, chi li dirige, quanto si spende, quando si devono concludere i cantieri e, in caso di ritardi, a cosa sono dovuti. La piccola rivoluzione della trasparenza riguarderà tutti i lavori pubblici che saranno eseguiti in città. Con in prima fila i cantieri stradali, croce e (ben poca) delizia per i romani.
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I voti favorevoli in consiglio comunale, nessun contrario
o astenuto
A sancire le novità è una delibera di iniziativa consiliare, presentata da Alfio Marchini e Alessandro Onorato, approvata ieri all’unanimità dall’assemblea capitolina, con i pareri favorevoli dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Masini e della commissione presieduta da Dario Nanni. «L’unanimità con la quale l’assemblea ha approvato la nostra delibera per la trasparenza e l’anagrafe dei lavori pubblici è il riconoscimento a quelle migliaia di cittadini che hanno firmato le nostre proposte – sottolinea Marchini nel suo intervento in aula Giulio Cesare – È questo spirito di servizio che i romani si aspettano dalla politica».
LE NOVITÀ 
Sul sito Internet del Campidoglio saranno pubblicati, per ogni cantiere aperto in città di competenza comunale: il bando di gara per la concessione in appalto di quella data opera; il nome e i riferimenti completi dell’impresa che si è aggiudicata la gara e di eventuali ditte subappaltatrici; una scheda riepilogativa con tutte le indicazioni previste per il «cartello di cantiere», dal nome del progettista al direttore dei lavori; il contratto d’appalto stipulato con l’impresa vincitrice. E ancora: eventuali integrazioni e modifiche al contratto; le garanzie effettivamente prestate così come richieste dal contratto, come le fidejussioni; lo stato di avanzamento lavori con la relativa situazione contabile dei pagamenti effettuati dal Comune in favore dell’impresa; la dichiarazione dell’impresa sulla propria partecipazione in altre società o holding; eventuali lievitazioni dei costi con l’indicazione sintetica delle motivazioni; eventuali proroghe dei tempi di consegna con l’indicazione sintetica delle motivazioni. «I cittadini possono essere occhi in più per controllare l’operato delle istituzioni», spiega Onorato.
ODISSEA BUCHE 
I lavori pubblici più attesi dai romani riguardano sicuramente quelli della manutenzione stradale: a Roma ogni giorno si aprono decine di buche e voragini. Prenestino, Tiburtino, Tuscolano, Monteverde, Esquilino le zone più colpite secondo i dati dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale. Una vera odissea per i romani, centauri e non, ormai abituati alla cosiddetta «pelle a coccodrillo» che compare sulle strade. L’asfalto si apre, si sfalda mostra la caducità dei rattoppi e dei lavori fatti così male che bastano due gocce di pioggia per provocare mostruose voragini: tempo fa in via del Fosso di Santa Maura un’auto è stata letteralmente inghiottita da una buca. In via Montefalco, Appio-Tuscolano, ex IX municipio, recentemente è comparso un segnale stradale in mezzo alla strada che avvertiva della presenza di una voragine. «Chissà stavolta quanto ci impiegheranno a ripararla» borbottava un’anziana. Perché a pochi metri, in via Otricoli, ci sono voluti più di sei mesi per riparare una voragine che aveva inghiottito metà strada davanti agli uffici del Consiglio dei ministri. 
RATTOPPI 
Spesso si interviene con la tecnica «a freddo»: arrivano un paio di operai che riempiono le buche con asfalto che dopo poche ore si trasforma in un’onda di sassi che si espandono pericolosamente sulla carreggiata. Alcune voragini poi diventano quasi monumenti urbani: come quella che da più di un anno si è aperta in via Genzano, o come quella a Casal de’ Pazzi in via Bartolo Longo segnalata dal cartello messo dai residenti: «Si accettano scommesse sui tempi di riparazione». Buche a Montemario e a Prati in via Paolo Sarpi, via Costantino Morin e viale Angelico. Sul sito Voragini.it si fa la conta delle enormi buche che si aprono ogni anno: dal 2011 siamo arrivati a oltre 200 voragini, nel 2013 sono raddoppiate. L’associazione Codici nel 2013 ha segnalato 81 buche. Neanche il centro si salva con asfalto che si sgretola in viale Trastevere, viale Aventino, corso Vittorio, piazza Venezia. L’ultimo bollettino riguarda a macchia di leopardo un po’ tutta Roma: via Balduina, argo Forano al Salario, l’Aurelia (la voragine era di 7 metri), via Pietro Maroncelli (zona Villa Bonelli).