Brocchi: “Sì al trequartista. Non esiste l’io, ma il noi”

BROCCHI
L’approccio è morbido. Le aspettative alte. Cristian Brocchi si sta muovendo all’interno di queste due linee di pensiero in attesa di debuttare sulla panchina rossonera. La sua prima settimana di lavoro è stata improntata con decisione sul tipo di gioco e di atteggiamento che lui vorrà dalla squadra, ma ovviamente di tempo ce n’è stato poco. Così come ce ne sarà poco da qui a fine stagione. “Lo so, il tempo stringe, ma ci deve bastare”,sorride il tecnico, che poi racconta cosa si aspetta dai suoi: “Se io pensassi che domani il Milan giochi al 100 per cento il calcio che ho in mente, sarei un presuntuoso. Non esistono maghi che in pochi giorni stravolgono una squadra. No, io voglio vedere un 5 per cento a testa di avvicinamento, così ci sarebbe la consapevolezza che è stato iniziato un buon lavoro”.
REALISMO — Obiettivamente una percentuale bassa. Evidentemente Cristian è molto realista, e comunque è chiaro l’intento di non creare troppe aspettative dopo nemmeno una settimana di lavoro. Anche perché “quando cambia un allenatore c’è sempre una scossa, ma non dimentichiamo che alcuni giocatori erano molto legati a Mihajlovic, anche moralmente, e quindi per un paio di giorni c’è stata un po’ di tristezza”. Di certo Brocchi, che ha effettuato colloqui individuali con quasi tutti i giocatori, ha chiarito bene cosa pretende: “Tutti i calciatori, anche quelli più evoluti, hanno bisogno di certezze. Io mi aspetto che domani le cosa più semplici che ho richiesto, vengano fatte. Il pensiero dev’essere il noi, non l’io. Occorre ragionare da squadra, con me sarà sempre così”. Un ragionamento che sembra cucito apposta per Balotelli: “Ci ho parlato, e di certo non mi aspetto che faccia il lavoro di Kucka. L’importante è che ogni singolo giochi per la squadra. Se uno si muove solo quando ha la palla fra i piedi, non mi serve. Ho trovato Mario voglioso, mi ha promesso che darà tutto. In passato sapeva che avrebbe avuto altre possibilità, ora sa di non averne più. Mi aspetto che dimostri quanto è legato al Milan”.
LA FORMAZIONE — La formazione “non sarà stravolta perché non sono un pazzo. Ma spero che tutti mi diano buoni segnali, anche chi in teoria non fa parte del gruppo titolare. In settimana è già successo. La filosofia è aggredire l’avversario, perché è più facile occupare gli spazi in avanti piuttosto che correre all’indietro”. Nuovamente rinviato il primo saluto ufficiale con Berlusconi. Il presidente era atteso a Milanello, dove era presente già la scorta, ma alla fine non si è presentato per un contrattempo dell’ultimo momento. È la terza volta che succede in una settimana, dopo Milan-Juve e il giorno della presentazione di Brocchi.
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