Brocchi: «Non ho paura di bruciarmi»

Il Milan presenta l’ennesimo allenatore nel tentativo di tornare a vincere. Questa volta tocca a Brocchi, tecnico della Primavera promosso a condottiero per le ultime sei partite di campionato, e per la finale di Coppa Italia contro la Juve.

L’ex mediano rossonero eredita da Mihajlovic un sesto posto in classifica che al momento – pur considerando l’eventuale esito negativo della finale del 21 maggio contro i bianconeri all’Olimpico – significa la qualificazione in Europa. Era l’obiettivo minimo chiesto a Mihajlovic (che ieri ha ricevuto anche il Tapiro di Striscia («ringrazio e saluto tutti i tifosi»), sollevato dall’incarico dopo una buona partita contro i campioni d’Italia della Juventus. Alla fine ha pagato lui per tutti. «La situazione al Milan non è caotica» afferma Galliani cercando di tranquillizzare la piazza rossonera, ma è un tentativo inutile: l’ultima mossa di Berlusconi – almeno guardando i sondaggi – non è piaciuta ai tifosi milanisti che hanno bocciato l’avvicendamento in panchina e che temono l’arrivo di un tecnico filogovernativo. «Non è una questione di essere uno yes man, ma di rispetto – puntualizza Brocchi – ho sempre rispettato i miei superiori. Col presidente ho un rapporto di scambio di vedute e sarà così anche con Galliani e il mio staff. Trovarmi allenatore della prima squadra nel club che mi ha dato tutto, per me è la cosa più bella del mondo – ha concluso Brocchi – sono pronto a mettermi in gioco, dare il massimo con la speranza di essere qui anche all’inizio della prossima stagione: mi gioco l’opportunità con la massima voglia e umiltà, non ho paura ma massima tranquillità. Darò il 110%».

Berlusconi su Facebook conferma la sua scelta: «Io rivendico con orgoglio tutte le mie scelte dalla prima all’ultima, e cioè quella di correggere, con il cambio dell’allenatore, un trend di gioco non all’altezza della storia del Milan perchè al di là dei risultati, non abbiamo mai visto il Milan giocare così male. Quello che però non posso condividere è il fatto che si metta in discussione il mio amore per il Milan».

Il Tempo