Brienza al 96′ abbatte i rossoneri. Addio Europa?

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Buone notizie da fuori: gli ultrà di Atalanta e Milan sono stati impeccabili e la partita – su cui lungo la settimana si erano addensati grandi timori – è iniziata e si è conclusa senza problemi. Notizie meno buone, però, da dentro: a metà del secondo tempo, in una fase concitata dopo il pareggio bergamasco, dagli spalti sono piovute banane su Mexes e Constant. Il francese non ha avuto la prontezza di sbucciarla e mangiarla come Dani Alves, ma l’ha raccolta da terra e mostrata a Rizzoli. E poi, notizie pessime per il Milan: il k.o. di Bergamo significa il virtuale addio al sesto posto, ultimo vagone del treno europeo.

KAKÀ SENZA BENZINA — Il Milan non ha senz’altro dato l’impressione di una squadra che ha lottato alla morte per restare agganciata all’Europa. Il primo tempo, a parte gli ultimi cinque minuti, è stato giocato dai rossoneri su ritmi al cloroformio: lenti, prevedibili, senza cambi di passo. Honda – inserito a sorpresa al posto di Taarabt sulla trequarti – ha corricchiato senza convinzione e soprattutto senza trovare una vera zona di competenza, Kakà – è ufficiale – ha esaurito la benzina e Balotelli, come al solito, il più delle volte ha preferito andare a prendersi i palloni largo a sinistra e a trenta metri dalla porta. A ritmi così blandi ovviamente l’Atalanta ha tentato di infilare il Milan ripartendo in velocità, e spesso c’è riuscita. Denis, Moralez e Bonaventura, con l’aiuto frequente e lucido di Brivio a sinistra, si sono scambiati e incrociati spesso, riuscendo a non dare punti di riferimento alla difesa rossonera. La parte centrale del primo tempo è stata un monologo nerazzurro: prima un tiro di Carmona parato al termine di una magnifica azione che ha lanciato l’Atalanta verso la porta in quattro passaggi, quindi Denis di testa, poi ancora un tiro velenoso dell’argentino e infine un colpo di testa di Moralez a lato di poco. Il Milan si è svegliato al 39’, ovvero il minuto della prima conclusione in porta (Kakà). Due minuti dopo Balotelli ha colpito la traversa su punizione e al 44’ Honda ha sfiorato il palo.

FONDO TOCCATO — Nella ripresa Seedorf, che ha vissuto una settimana molto complicata alle prese con i siluri di Berlusconi, ha buttato dentro El Shaarawy (l’ultima partita di Stephan risaliva all’11 dicembre) passando dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1, con Montolivo avanzato dietro Balotelli. E al 7’ il Milan è passato, grazie a un ottimo lavoro di Muntari che Bellini ha deviato nella propria porta. I rossoneri però hanno avuto il potere di rovinare una partita che si prospettava in discesa: al 21’ Constant aggancia ingenuamente in area Carmona e Denis dal dischetto non sbaglia. Gli ultimi venti minuti diventano più che altro una guerra di nervi da parte del Milan, che si riversa nella metà campo nerazzurra. Al 46’ Balotelli centra il palo e all’ultimo secondo Brienza trova il classico gol da raccontare ai nipotini. Viene giù lo stadio. L’Atalanta si congeda dal suo pubblico nel migliore dei modi (e con una difesa completamente reinventata) al termine di una stagione assolutamente positiva, in cui è stata anche vicino alla zona Europa. Il Milan, invece, quella zona la saluta virtualmente dopo averla frequentata ininterrottamente dalla stagione 1999-2000. Adesso che è stato toccato il fondo, è davvero arrivato il momento di riorganizzare sotto tutti gli aspetti e provare a ripartire.

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