Brasile: proteste e scioperi a meno di un mese dai Mondiali

MONDIALI

Manifestazioni di protesta e scioperi in molte delle principali citta’ del Brasile a soli 28 giorni dal calcio d’inizio dei Mondiali, che potrebbero trasformarsi in caos se all’astensione aderiranno anche gli agenti della polizia federale, dopo gli insegnanti e altre categorie di lavoratori pubblici. Circa 10 mila persone sono scese in strada a Belo Horizonte, Brasilia, Manaus, Porto Alegre, Rio e San Paolo, dove alcune migliaia di manifestanti del Movimento dei lavoratori senza casa hanno dato fuoco ai copertoni inscenando un corteo verso il Corinthians Arena, lo stadio che il 12 giugno ospitera’ la partita d’esordio fra Brasile e Croazia. I dimostranti hanno anche infranto i vetri delle macchine di un rivenditore di auto sponsor ufficiale della FIFA.

La polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperderli e ha proceduto a una ventina di arresti. Scontri con le forze dell’ordine sono avvenuti anche Rio e Brasilia, mentre a Recife grippi di giovani hanno approfittato dello sciopero parziale della polizia militare per saccheggiare in negozi. In due giorni sono state fermate 170 persone. Le proteste hanno come obiettivo soprattutto la Federazione del calcio internazionale, che secondo il giudizio della maggioranza dei brasiliani guarda solamente ai propri interessi.

”Soldi per la Coppa, niente per i salari”, ”FIFA torna a casa in Svizzera”, ”Hey FIFA pagami le bollette” erano alcuni degli striscioni esposti. Il Brasile ha speso oltre 11 miliardi di dollari per organizzare la Coppa del Mondo, soldi che per l’opinione pubblica sarebbe stato meglio dedicare a trasporti, educazione, sanita’ e case.

ASCA