Brasile, ciao Dunga: l’esonero è ufficiale

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Con una nota sul sito la Federazione brasiliana ha ufficializzato l’esonero di Carlos Dunga. Dopo la disastrosa campagna statunitense che ha segnato il peggior risultato in Coppa America degli ultimi 29 anni per la nazionale verdeoro, il tecnico è stato sollevato dall’incarico insieme al suo staff e al direttore tecnico Gilmar Rinaldi. L’indiscrezione delle ultime ore è stata confermata al termine del faccia a faccia tra il tecnico gaùcho e il presidente federale Marco Polo Del Nero avvenuto nella sede della federcalcio brasiliana, a Rio de Janeiro, subito dopo il rientro della comitiva verdeoro dagli Usa. Insieme a Dunga, lascia anche Gilmar Rinaldi, che occupava il ruolo di coordinatore della Seleçao e delle giovanili verdeoro. Qyuesto il comunicato ufficiale: “La Cbf comunica di aver deciso di sollevare dall’incarico la commissione tecnica della Nazionale brasiliana. Gilmar Rinaldi e Carlos Dunga lasciano i rispettivi incarichi di coordinatore generale e direttore tecnico. La decisione è stata presa oggi di comune accordo”.

SOLO CONTRO TUTTI — Dunga è partito per gli Usa consapevole che il suo destino sulla panchina verdeoro sarebbe dipeso da una Coppa America quantomeno dignitosa. Senza Neymar (preservato per l’obiettivo prioritario che è l’Olimpiade) e con numerosi forfait dell’ultimo momento, dal tecnico ci si aspettava qualche segnale di miglioramento sul piano del gioco e il consolidamento di un gruppo nuovo dopo le rinunce (per scelta tecnica) a pezzi da novanta come Thiago Silva, David Luiz, Marcelo e via dicendo.

La volontà di voltare rapidamente pagina con l’onta del “Mineirazo” non ha prodotto i risultati sperati e, dopo due anni, Dunga ha dovuto fare i conti con i risultati deludenti, le critiche feroci da parte della stampa e il crescente malessere del gruppo, che dopo il k.o. contro il Perù pare averlo scaricato. Da Miranda, che ha preferito puntare il dito sulle “prestazioni scadenti degli ultimi tempi, segnale che è necessario fare autocritica”, fino a Willian e Dani Alves, che hanno ammesso “il basso livello di calcio mostrato nel torneo”. La scorpacciata di gol contro la malcapitata Haiti, d’altra parte, non poteva cancellare i problemi già evidenziati nelle prime sfide di eliminatorie mondiali (dove la Seleçao è al momento fuori dalla zona qualificazione) prima di esplodere negli Usa.
L’ALTERNATIVA — Come già accaduto nei momenti di maggior crisi del secondo ciclo Dunga, il principale candidato a prenderne l’eredità è Tite, l’attuale tecnico del Corinthians che in passato ha già rifiutato due volte la panchina verdeoro. Nel frattempo, ai microfoni del programma “Bem Amigos”, Douglas Costa ha confessato che “a Guardiola piacerebbe allenare il Brasile. Me l’ha detto più volte. Chissà, magari un giorno”.

La Gazzetta dello Sport