Borse in altalena. Draghi: «Faremo il necessario per aumentare inflazione»

MARIO DRAGHI

Andamento altalenante per i mercati azionari europei, in una giornata condizionata ancora una volta dalle possibili mosse delle banche centrali sui tassi, con molti dei banchieri Bce e Fed (a cominciare da Mario Draghi) impegnati in uscite pubbliche. L’indice Ftse Mib ha oscillato lungo l’intera giornata per chiudere a -0,23%, mentre gli altri listini del Vecchio Continente si sono mossi meglio. A dare spinta ha contribuito l’avvio positivo di Wall Street (qui gli indici), che poi ha chiuso in rialzo di circa mezzo punto percentuale. Lo spread BTp-Bund scende di nuovo a 100 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,48% . L’euro resta ancora debole attorno a 1,07 dollari (cambio euro/dollaro e convertitore di valuta).

Raffica di interventi fra Francoforte e Washington
In attesa degli appuntamenti cruciali di dicembre (il giorno 3 per la Bce, il 15 e 16 per la Fed) la retorica utilizzata dai banchieri centrali viene seguita sempre più da vicino per avere indicazioni utili alle future mosse sui tassi. Dopo la diffusione dei verbali dell’ultimo Consiglio Bce (ieri), stamani all’European Banking Congress 2015 di Francoforte hanno parlato Draghi, Peter Praet, Benoit Coeuré e il vicepresidente Vitor Constancio. Attesi anche i discorsi del banchiere tedesco Jens Weidmann e del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble. Sul versante Usa sono invece intervenuti il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard e il presidente della Fed di New York, William Dudley.

Weidmann replica: «politiche ultra espansive hanno sempre meno effetto»
Draghi ha per il momento ribadito i concetti dei giorni scorsi, spiegando che la Bce «farà ciò che è necessario per aumentare l’inflazione il più rapidamente possibile» e nominando gli strumenti possibili, fra cui l’aggiustamento del piano di riacquisti di titoli di Stato (Pspp) e il livello del tasso sui depositi. L’euro, già indebolito dopo i dati sui prezzi alla produzione tedeschi (-2,3% in ottobre), ha ulteriormente perso terreno subito dopo le parole del presidente Bce. Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a due anni (Schatz) ha aggiornato i minimi storici a -0,39%. Piuttosto blando per il momento l’usuale contrappunto del «falco» Weidmann: «Quanto più a lungo si rimane una una situazione ultra-espansiva, minore efficacia hanno le politiche monetarie», ha detto il banchiere tedesco.

Focus Piazza Affari
Sul listino milanese, intanto, si è registrato un andamento debole soprattutto per le banche (Ubi Banca e Unicredit in primis). Giù anche Eni (-1,3%), che ha concluso la cessione della quota detenuta in Galp (4%) per 325 milioni di euro. Bene invece Telecom (+1,5%) grazie anche alle crescenti attese per l’assemblea del prossimo 15 dicembre.

Il Sole 24 Ore