Borsa: Asia ancora in difficoltà, Shanghai -6%

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All’indomani del lunedì nero con il tracollo delle borse asiatiche, e soprattutto di Shanghai -8,5%, che ha contagiato i listini del Vecchio continente e Wall Street, i mercati cercano di correre ai ripari per evitare che si riaffaccino i fantasmi e le cadute dei tempi del fallimento di Lehman Brothers che certificò l’inizio della lunghissima crisi economica.

Proseguono le vendite a raffica sui listini asiatici, all’indomani di una disfatta epocale, ma non mancano segnali di inversione di rotta. Tokyo chiude a -3,96%, mentre Shanghai perde il 6,06%. Più cauta Hong Kong (-1,06%), mentre Taiwan (+3,58%), la prima a chiudere, guida il gruppo del rimbalzo, seguita da Sidney (+2,42%), ancora aperta insieme a Seul (+0,92%). Negativi i futures sull’Europa, positivi invece quelli su Wall Street.

Euro poco mosso a 1,1566 dollari – Euro poco mosso nei primi scambi della mattinata sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,1566 dollari (contro 1,1579 di ieri sera a New York) e a 137,79 yen (ieri intorno a quota 138).

Un lunedì nero quello che ha aperto la settimana dei mercati: il crollo di Shanghai, che ha chiuso a -8,49% (Shenzhen -7,83%), oltre a contagiare i mercati asiatici (Hong Kong -4,63% e Tokyo -4,61%) ha trascinato a fondo i listini del Vecchio Continente che hanno vissuto la peggior seduta borsistica dal 2011, con il Dj Stoxx Europe 600 che è precipitato del 5,3%. Ha chiuso in territorio negativo anche Wall Street. Il Dow Jones ha perso il 3,55% a 15.874,82 punti, il Nasdaq il 3,82% a 4.526,25 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno il 3,9% a 1.893 punti.

Analisti, e’ circolo vizioso, si allontana rialzo Fed – I mercati si trovano in un ”circolo vizioso”: la crisi dei mercati emergenti e’ cosi’ severa che si sta ”diffondendo a livello globale”. Lo affermano gli analisti commentando le recenti tensioni sui mercati finanziari. ”I mercati si trovano in un circolo vizioso. C’e’ un’intensa debolezza nelle commodity e sui mercati emergenti, cosi’ come ci sono timori per la crescita globale” afferma Nick Gartside, analista di J.P. Morgan, sottolineando che in questo contesto e’ improbabile che la Fed alzera’ i tassi di interesse il prossimo mese. ”Alzarli sarebbe una mossa molto coraggiosa”. Le chance di un aumento dei tassi della Fed a settembre ”stanno evaporando molto velocemente” aggiunge Paul Markham, manager a Newton, una divisione di BNY Mellon. La debolezza sui mercati emergenti, e soprattutto in Cina, ”sta portando a un deterioramento dell’appetito di rischio su scala globale” afferma Mark Dowding, analista di BlueBay.

ANSA