Bonucci: “Italia con le palle quadrate” Buffon: “Poche squadre come noi…”

Bonucci

Quel lancio a Giaccherini è una meraviglia da genio del calcio. Eppure Leonardo Bonucci, di mestiere, fa il difensore. Solo che lo fa a modo suo, come sa anche Guardiola, che non a caso lo vorrebbe con sé. Per ora se lo gode Conte in Nazionale e con lui tutta l’Italia. Si gode quei piedi, quella grinta, quell’orgoglio che ne fanno un giocatore straordinario: “Sapevamo che contro questo Belgio – spiega lo juventino a RaiSport – dovevamo dare qualcosa in più. Abbiamo iniziato alla grande, ma questo è solo l’inizio. Questa vittoria ci dà la carica per continuare così. Abbiamo umiltà, sacrificio e palle quadrate”.

orgoglio — È un Bonucci senza peli sulla lingua: “Il nostro segreto è l’abnegazione da parte di tutti, avete visto Candreva al 92′? E Immobile? È entrato ed ha corso per tre. Il segreto è il gruppo. E la mia miglior partita all’Europeo deve ancora arrivare. In fase offensiva ci siamo mossi alla grande e con un pizzico di cinismo avremmo potuto fare grandi cose. Le occasioni le abbiamo avute, comunque queste sono cose provate e riprovate e quando in campo ci riescono ci esaltiamo tutti e siamo felici di faticare in allenamento per provare queste giocate”.

buffon — “Sono contento perché abbiamo vinto nell’unico modo in cui potevamo vincere – spiega il capitano -. Questo è sinonimo di intelligenza: sappiamo cosa mettere in campo per cercare di fare almeno gara pari contro le squadre più forti. Abbiamo vinto grazie all’organizzazione che ci ha dato il nostro allenatore, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, i ragazzi in panchina sono stati determinanti, abbiamo avuto una compattezza che difficilmente trovi in altre squadre. Però dobbiamo tornare con i piedi per terra: siamo stati anche fortunati”.

gli altri — L’Italia che vince sorprende tutti, tranne De Rossi: “Ero stranamente sicuro che avremmo potuto fare una gara così nonostante la forza del Belgio. I miei amici a Ostia e Roma si sono giocati le case sul Belgio, ma io glielo dicevo: guardate che siamo forti… Ma non abbiamo fatto niente: anche in Brasile eravamo partiti così, poi siamo usciti in modo indecoroso”. Eder al Mondiale non c’era, ma ha fatto di tutto per essere a quest’Europeo: “Ho la fiducia di Conte, lavoravo a casa da solo per essere pronto in Francia. Critiche? Non guardo la tv, non leggo i giornali. Vedo solo le partite, e basta”. Marco Parolo, forse, non vede solo calcio: “Ho la corsa nel sangue, mi piace, vengo da una famiglia di ciclisti. Il c.t. ci tiene sempre sulla corda e questo ci fa dare il massimo. Soffrire e vincere è la cosa più bella”.

La Gazzetta dello Sport –