Bombe, sassi, feriti. Terrore a Roma

Scontri Rivolta Roma

Terrore tra turisti e negozianti. Serrande che si abbassano in gran fretta, gente che scappa spaventata tra il rumore dei petardi che esplodono uno dietro l’altro. E poi lanci di uova, arance, bottiglie di vetro, oggetti di varia natura e cariche da parte delle forze dell’ordine. E la strada della Dolce vita che in un attimo, incredibilmente, si trasforma nel teatro dell’ennesima guerriglia urbana.

Sembra un incubo, invece è la realtà. La manifestazione organizzata ieri a Roma dai Movimenti per il diritto all’abitare, ha violentato e vandalizzato anche via Veneto, una delle strade di Roma più note al mondo. Lo spettacolo a cui hanno assistito i numerosi i turisti presenti in zona è di quelli da far accapponare la pelle. Sguardi increduli e paura tra chi, a spasso in un caldo pomeriggio di sole, si è visto allontanare dalle forze dell’ordine all’arrivo del corteo. «Via di qui, via di qui – urlano gli agenti – è pericoloso». I turisti non capiscono immediatamente cosa sta accadendo, ma poi vedono i negozianti e le caffetterie abbassare le serrande in tutta fretta, gli albergatori chiudere dove possibile le porte e le poche persone ancora in giro allontanarsi in tutta fretta. È il caos. «In 45 anni non ho mai visto nulla del genere», racconta Gabriella, titolare di un ristorante di via Sistina. Il bilancio è di 6 manifestanti fermati, 15 feriti di cui 8 tra le forze dell’ordine e 7 tra i manifestanti. Tra questi ultimi un uomo peruviano di 45 anni ha perso la mano destra a causa dell’esplosione di un petardo. Trasportato in codice rosso al policlinico Umberto I in serata è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Quando il corteo arriva a piazza Barberini, infatti, l’aria è tesa e il rischio di scontri con le forze dell’ordine è altissimo. Già da largo Santa Susanna, infatti, all’interno della manifestazione è comparso un gruppo di incappucciati. Una volta imboccata via Veneto la sensazione di ciò che sarebbe accaduto di lì a breve, era nettissima. Gran parte del corteo rimane indietro, avanzano soltanto i facinorosi. Alcuni indossano un k-way e giacche a vento blu, altri hanno il volto coperto da sciarpe e caschi. Avanzano verso i cordoni delle forze dell’ordine schierati davanti al ministero del Lavoro. Inizia così la guerriglia con i blindati che chiudono l’accesso all’altra parte di via Veneto. I manifestanti lanciano le prime bombe carta e sale il panico tra gli altri partecipanti che si sono diretti di corsa verso piazza Barberini. Petardi, bottiglie e fumogeni sono stati lanciati contro la sede del ministero dello Sviluppo economico. Dalle terrazze degli alberghi e dei ristoranti altre persone si affacciano per assistere a quello che sta accadendo. Dopo l’ennesimo lancio contro i blindati sono iniziati gli scontri e poi le cariche. I facinorosi retrocedono di corsa e travolgono manifestanti, turisti, passanti e tutto quello che hanno trovato sul loro cammino. E’ una scena terribile. Il fumo dei petardi riempie l’aria che ad un tratto diventa irrespirabile. Il rumore dello scoppio e le urla fanno il resto. Ancora una volta, infatti, Roma ha pagato un tributo altissimo, messa in ginocchio davanti ad un gruppo di violenti. Quando il corteo è ripartito per proseguire il percorso, sulla strada della Dolce vita rimangono devastazione, sporcizia e sangue, come su un campo di guerra dopo la battaglia. Un ragazzo con una busta di ghiaccio in mano cerca disperatamente qualcosa. «Mio padre – dice – ha perso la mano destra qui». La scena è orribile. Juan gira e raccoglie lungo via Veneto i frammenti di pelle e dita dell’arto del padre, poi li ripone con cura nel ghiaccio.

Dopo questo episodio il corteo è ripreso regolarmente, senza far registrare altre particolari criticità ed è ritornato a Porta Pia Ma la violenza e lo stupro subito da Roma, colpita nel cuore, non è finito. Durante la manifestazione dei movimenti antagonisti, infatti, alcuni partecipanti hanno voluto «multare» alcuni ministeri orinando davanti. Le foto delle “azioni” sono state diffuse sui social network . Il gruppo Cagne Sciolte rivendica con un’immagine su Twitter l’azione al ministero della Salute, a difesa della legge 194 sull’aborto, accompagnata dallo striscione con scritto «Pisciamo sulle vostre coscienze – No all’obiezione». Un’altra foto mostra invece di spalle dei manifestanti – stavolta uomini – che fanno pipì. Insomma una giornata da dimenticare per la Città Eterna e i suoi abitanti. Sconcerto invece tra i turisti che, dopo le cariche, si guardano attorno smarriti. May, inglese di 34 anni è in viaggio di nozze con il marito. Piange seduta sul marciapiede. «Sono svenuta e mi hanno fatto riprendere con l’acqua in faccia – spiega – avrò per sempre un brutto ricordo della mia luna di miele. Ora voglio solo andare via da qui». La volontà di arrivare allo scontro con le forze dell’ordine, dunque, era chiara. A dimostrazione di ciò, qualche ora prima dell’inizio della manifestazione dei Movimenti per la casa, nel corso dei servizi preventivi, la polizia ha fermato in piazzale del Verano, per un controllo, un gruppo di persone «trovate in possesso di manici di piccone, caschi, parastinchi, passamontagna, mascherine antismog, ricetrasmittenti, bombe carta, fumogeni e petardi completi di mortaio artigianale per il lancio a distanza». I fermati, identificati, saranno denunciati all’autorità giudiziaria. La Questura della Capitale, inoltre, precisa che “sono state messe in atto tutte le procedure finalizzate ad individuare gli altri manifestanti che si sono resi protagonisti degli episodi di violenza”. Il caos e i disordini di oggi, però, non sono bastati agli antagonisti. Dopo aver fatto ritorno nell’accampamento di Porta pia, infatti, gli stessi organizzatori hanno fatto sapere che resteranno nelle tende. Oggi, inoltre, si riuniranno in un’assemblea pubblica.

Il Tempo