Blu-bloc a Roma, guerriglia urbana. Danni, feriti e arresti-

Scontri,cariche e feriti:guerriglia corteo Roma,6 fermi

Pomeriggio di guerriglia nel centro della Capitale. Il corteo degli antagonisti (indetto dai ‘Movimenti Sociali contro la Precarietà e L’Austerity’) era cominciato in modo pacifico, ma poi dopo un lancio di oggetti, bottiglie e petardi contro i blindati sono iniziati gli scontri e infine le cariche. Gli incidenti più gravi sono avvenuti in via Veneto, nei pressi del ministero del Welfare, e in via del Tritone. Si contano una decina di manifestanti feriti. Il più grave é un manifestante, un peruviano di 47 anni che ha avuto una mano amputata per lo scoppio di un petardo. Un agente ha un’ustione alla gamba, provocata da una bomba carta. 5 le persone arrestate e due denunciate. I reati contestati sono violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha elogiato le forze dell’ordine ed ha espresso “La più ferma condanna per gli episodi di violenza verificatesi”. ‘Una violenza che colpisce l’intera città’, ha detto il sindaco Ignazio Marino.

Ripercussioni anche per i commercianti: Federmoda lamenta un calo del 70% degli incassi in centro, dove molti negozi sono rimasti chiusi per paura.

Non più black bloc ma forse blu-bloc. Le azioni nel corso del corteo a Roma sono stati portate avanti da un gruppo di manifestanti che non indossavano la “classica” felpa nera con cappuccio ma dei k-way e giacche a vento blu. Finite le azioni i manifestanti si sono tolti le giacche a vento lasciando in terra un tappetto di kway blu, soprattutto lungo via del Tritone.

La violenza anche questa volta ha oscurato un corteo di migliaia di persone che era partito da Porta Pia dietro lo striscione ‘Ribaltiamo il governo Renzi. Cancelliamo il decreto Lupi e Jobs Act’, tra le bandiere dei movimenti, No-Tav e No-Muos in primis. Giovani e anziani, ma anche famiglie con i bambini e molti immigrati, sfilano contro la precarietà del lavoro e le misure di austerity che vengono rimproverate al premier. Rigide le misure di sicurezza, con oltre 1500 uomini schierati, blindati e cancellate mobili nei punti nevralgici. ‘Il nostro piano casa, occupiamo tutto’, si legge su uno striscione. E ancora ‘Casa reddito dignità’ o ‘Dalle metropoli alle Università assediamo austerity e precarietà’. Sui muri manifestini che dicono ‘Potete chiamarci Neet (acronimo inglese che indica chi non studia, non lavora e non fa formazione, ndr), rimaniamo precari incazzati’. Si rivede il book-bloc, gli scudi di gommapiuma con i titoli di libri famosi, da Omero a Shakespeare. Qualche manifestante orina davanti alle sedi dei ministeri, come un gruppo di donne a difesa della legge sull’aborto, all’ingresso di quello della Salute. Tutto sempre documentato in diretta su Twitter e sugli altri social network. Ma alcune decine di militanti non si accontentano di urlare.