Non c'e' neve che tenga: nel
campionato devastato dal meteo, ma, soprattutto, dall'incredibile
disorganizzazione della Lega, giocano tutti per la Juve. Che frena in casa con
il bel Siena di Sannino, ma si volta indietro e scopre che il Milan non riesce
piu' a vincere. Che la Lazio paga pegno ad un organico insufficiente non appena
l'assilla l'emergenza infortuni e cade a Marassi contro uno splendido Genoa.
Che l'Inter aveva speso cosi' tante energie per infilare 8 vittorie
consecutive (7 in campionato e 1 in Coppa Italia), da schiantarsi sin
Coppa Italia per mano del Napoli e arrancare nel massimo torneo con il
4-4 interno di mercoled' scorso prima di rimediare una batosta davanti alla
Roma trasformata rispetto alla squadra balbettante travolta a Cagliari.
Il pareggio interno della capolista
conferma che non c'e' mai nulla di scontato nella serie A italiana, il cui
coefficiente di difficolta' e' piu' alto di altre competizioni meno
equilibrate. Ma, per vincere lo scudetto, ala Juve sta bene anche il punto
scaturito dal confronto con il Siena. Sono le altre ad essere in ambasce.
A cominciare dal Milan che,
da quando si e' inceppato Ibrahimovic, non sa piu' vincere. La sconfitta
con la Lazio e il pareggio interno con un Napoli convalescente - che comunque
gioca sempre meglio con le Grandi rispetto alle deludenti prove
offerte al cospetto delle medio-piccole - fano suonare le campane a
martello. Non tanto per la situazione in classifica che vede i campioni
d'Italia ancora in lizza per il titolo sebene la Juve contiuna gara in meno - quanto
per il nervosismo a fior di pelle che e ' tornato ad assalire Ibrahimovic e ha
contagiato pure Allegri.
L'uno
e l'altro sono stati espulsi
(per Ibra questo e' il quinto cartellino rosso da quando gioca in Italia),
Robinho s'e' mangiato un gol grande come San Siro, l'allenatore ha adottato una
tattica troppo difensivistica e le conseguenze si sono viste. Risulta che
Berlusconi non sia molto soddisfatto e lo stesso dicasi di Ibrahimovic, al
quale manca tanto Cassano, come a tutto il Milan del resto.
Sta peggio l'Inter: difesa colabrodo
(8gol incassati negli ultimi 180 minuti), inopinati errori di Ranieri che
schiera un centrocampo troppo lento (Cambiasso accanto a Palombo) di fronte
alle furie scatenate di Luis Enrique, al quale non e' parso vero di aggredire i
nerazzurri con il gioco che predilige.
La doppietta di Borini e il gol di Krkic non
sono sttai casuali: la Roma ha reagito subitopo dopo il tonfo di Cagliari,
dimostrando di possedere un potenziale di crescita altissimo. Essendo una
squadra profondamente rinnovata, ha bisogno di tempo per crescere. Ma la
lezione di calcio impartita agli orfani di Sneijder e' di quelle che smuovono
le montagne della diffidenza.
A proposito
di Borini, che vive la domenica di gloria assieme a Giovinco, autore di
una meravigliosa prodezza e a Di Natale capocannoniere unico: buone notizie per il calcio
azzurro, sia per l'Under 21 di Ciro Ferrara sia per la Nazionale di Cesare
Prandelli che il 29 febbraio, a Genova, per il test con gli Usa, si portera'
l'uomo simbolo del Parma nonche' il capitano dell'Udinese, pronto a fare coppia
con Balotelli. Il divertimento e' assicurato.
P.s. 1: il puntuale Roberto Vinciguerra, statistico
di Radio Sportiva e uno fra i migliori in circolazione, nella giornata del
ritorno alle partite pomeridiane tutte in contemporanea, tranne una, si e'
registrata soltanto una vittoria esterna, contro le 2-3 che costituiscono la
media di questo torneo. "Proprio come succedeva al tempo di Tutto il
calcio minuto per minuto" - annota Vinciguera - quando nacque il
mito del Fattore Campo". Vorra' dire qualcosa? Chissa'. Un fato e'
certo. I tifosi ne hanno le tasche piene del campionato spezzatino e di un
calcio sempre ad angolo retto di fronte alle tv oltre che incapace di leggere le
previsioni meteorologiche. Bisognerebe mandare a spalare la neve la
nomenklatura che lo dirige.
P.s. 2: dopo l'espulsione di Ibrahimovic, Galliani si e'
affrettato ad intimare che le giornate di squalifica devono essere due, perche'
fra tre turni il MIlan afrontera' la Juve. Da quando il braccio
destro di Berlusconi e' diventato anche il giudice sportivo?
Xavier Jacobelli
Direttore www.quotidiano.net


