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IL BLOG

Tony Damascelli

Il blog di...

Tony Damascelli

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Fool-ball

Il film horror del nostro calcio non finisce mai. Non bastava la morte di Morosini, non bastavano i fatti di Genova, le aggressioni, gli sputi, gli stadi in mano agli ultras, i cori razzisti, i bengala, le bombe carta. Non, adesso ci siamo fatti riconoscere anche per un allenatore che prende a cazzotti umn proprio calciatore, maleducato, volgare. leggi tutto

Rometta

La Roma è tornata a essere Rometta. Non per i limiti tecnici dei suoi calciatori. Ci ha pensato un allenatore con zero esperienza e mille presunzioni. Ci ha pensato un uomo che viene da Barcellona e qualcuno riteneva, e ritiene ancora, possa cambiare la testa a un calcio che finora ha vinto quattro titoli mondiali e altre cose illustri grazie ai suoi club. leggi tutto

Thiago Alcantara

Thiago Alcantara è un ragazzo del Barcellona, un talento vero. Ha detto ieri:”Quelli del Madrid dovranno sudar tinta per vincere la liga”. Sudar tinta sarebbe dalle parti nostre e sue sputare sangue. Ora, per chi lo avesse dimenticato, Thiago Alcantara è nato a San Pietro Vernotico, terra di Puglia e di Salento, essendo figlio di Mazinho, brasiliano che per un anno giocò con il Lecce e da quelle parti portò la moglie a far nascere il pupo. Che significa tutto questo? Beh, in quel Lecce giocava anche Antonio Conte, giovane promessa salentina. leggi tutto

Una razza di bastardi

Che differenza c’è tra un miserabile ululato nei confronti di Juan e di Diakitè e l’agghiacciante striscione esposto ieri pomeriggio a Bologna che recitava: “Pessotto simulatore, si è buttato o è rigore”? Qualcuno pensa che se ne parlerà, si discuterà, si censurerà il comportamento dei meravigliosi ultras? Qualcuno chiederà una multa, una punizione? Oppure due ragazzi di colore sono cosa seria mentre un suicida mancato è un coglione qualunque che fa anche ridere? Vediamo chi ha il coraggio di urlare e di sbattere fuori dal tempio questi mercanti. Aspetto, ma non spero. leggi tutto

Derby maligno

Derby acido, calcio sporco, arbitro nevrastenico, vittoria giusta della Lazio, la Roma si arrende i dieci ma tira in porta poco. Non basta il cuore, il progetto è una balla che accontenta i gonzi, la Lazietta approfitta e si ritrova al terzo posto da sola, con un allenatore, un presidente e un direttore sportivo che vanno d’accordo come i signori della nuova maggioranza di governo. La Roma perde il secondo derby o meglio Luis Enrique concede a Reja l’onore di vincerne due nello stesso anno, il successo esterno biancazzurro non accadeva da sedici anni. Sarà una combinazione, saranno le stelle ma il derby ha confermato che il football è una cosa semplicissima resa complicata da noi giornalisti, dagli allenatori e dai tifosi che si illudono. Una partita piena di errori dovuti al nervosismo e ai limiti tecnici degli interpreti, la Lazio avrebbe potuto rendere più corposa il proprio successo, la Roma ha giocato come poteva ma non come doveva, i ricami finali rientrano in una filosofia che nulla hanno a che vedere con lo spirito del derby. Luis Enrique con ironia amara rimanda al prossimo derby magari undici contro undici dimenticando che le espulsioni fanno parte del gioco leggi tutto

Immaginate

Il Milan ha perso due punti. Per colpa di Romagnoli e di Tagliavento. Non altro da dire, non altro da leggere. La Juventus si è salvata, grazie ai due di sopra, ma non ha vinto per colpa di Conte e di Bonucci, gli errori di formazione del primo, i limiti di presunzione del secondo. Milan superiore, Juventus impaurita. Di solito si dice che uno a uno non fa male a nessun, nel caso in questione fa malissimo eccome. Ma adesso incominciate ad immaginare. Immaginate che cosa si scriverebbe, che cosa si direbbe oggi se a guidare la società juventina ci fossero ancora Moggi e Giraudo. Immaginate che razza di pensieri e di parole andrebbero a illustrare il pareggio di San Siro, immaginate l’elenco di precedenti, di arbitro e assistente, di telefonate, condizionamenti, insinuazioni. Eppure quei due non ci sono più, uno radiato, l’altro in esilio inglese. Eppure a nessuno è passato per la capa che gli arbitri sono modesti, mediocri e non vedono, e con loro gli assistenti, perché sono uomini e sbagliano. leggi tutto

Non capisco

Mi permetto un’incursione in territorio romanista. Domanda: il progetto prevede il tiro in porta o no? Il progetto prevede di schierare tutte le punte a disposizione come farebbe un allenatore di parrocchia? Il progetto prevede di giocare lo stesso football, in fase difensiva, con o senza De Rossi? Il progetto prevede di cavarsela con la frase di repertorio: “stasera non c’eravamo”. Non chiedo risposte, tanto il campo sta dicendo cose chiarissime anche se la propaganda distribuisce volantini e pacchi gratuiti di pasta. Il calcio è una cosa semplice, resa complicata dagli imbonitori e affascinante dai romantici. Ma essere semplici è un merito, banali è un difetto. Il resto è fuffa, presentata con il fiocco di chi crede di avere inventato il football. leggi tutto

Inter-rotta

Il Novara batte l’Inter 3 a 1 e Moratti licenzia Gasperini. Il Novara ribatte l’Inter, 1 a 0, a San Siro ma Moratti che fa? Non può licenziare Ranieri, anche perché lo ha appena confermato con comunicato ufficiale pubblicato sul sito web del club. E allora? Allora niente, questo passa il convento nerazzurro, molto nero e pochissimo azzurro. Perdere ci sta, riperdere con il Novara che fu di Tesser ed è di Mondonico è una cosa da carnevale, tipica di una squadra e di un ambiente che sa passare dai coriandoli alle corone funerarie. L’Inter è a pezzi, è reduce da se stessa, lo aveva detto per primo Rafa Benitez e sappiamo che fine abbia fatto. Lo ha ribadito Leonardo che se ne è andato a Parigi, lo ha capito Gasperini che in ritardo ha denunciato le cause della crisi, adesso Ranieri si ritrova con le mani bucate e la cassa vuota. leggi tutto

C'è poco da stare Allegri

Viste a San Siro due squadre che pensano di vincere lo scudetto. Una lo ha già sul petto ma gioca un football modestissimo, l’altra è alla ricerca del tempo e dell’onore perduti e esprime un calcio mai visto prima anche ai giorni illustri di Capello, Lippi, Trapattoni e scegliete voi chi. Forse soltanto la Juventus di CestmirVycpalek riuscì a giocare con tanta lucidità e tanta sicurezza. Totale: l’andata di semifinale di coppa Italia dice che la Juventus ha vinto ma non soltanto nel risultato, grazie ai colpi di Caceres bocciato un anno fa dagli stessi che lo hanno richiamato, su ordine di Conte, un anno dopo. Allegri non ha capito nulla per un’ora e mezzo, confermando i suoi limiti di lettura tattica. La Juventus ha organizzato una ventina di contropiede senza che l’allenatore livornese aggiustasse una linea mediana di intelligenza, oltre che di filtro. leggi tutto

Freddo in testa

Gelo su Torino e Milano. Clima meteorologico a parte. Due pareggi velenosi e avvelenati di Juve e Milan, contro avversari diversi per censo ma uguali per capire come stanno le cose delle due concorrenti al titolo. Partite subito intossicate dagli allenatori, Conte manda in campo Vucinic che è un morto che cammina, all’ex giallorosso si affianca come ritmo e presenza Vidal, il resto è confusione mentre il Siena fa quello che sa e che può, con qualche incertezza arbitrale che non cambia il quadro generale sulla situazione juventina. Poi senti Marotta che ha la faccia di bronzo di parlare dell’arbitro che non ha fischiato un rigore a favore (dopo non averne fischiati almeno due o tre contro la Juve in passato, dico io) e chiede arbitri internazionali per la Juve. Queste cose le diceva Luciano Moggi e sappiamo come è andata a finire. Marotta dove vive e con chi vive? Ne parli con John Elkann che, risulta, ha avuto allergie dopo le parole di Andrea Agnelli sullo stesso Moggi definito “il più bravo di tutti”. Vengo al Milan. leggi tutto

Palle di neve e palle di football

Hanno scoperto il gelo. Si sono accorti che l’inverno è rigido come certi cervelli di riferimento. Eccoli, allineati a discutere del calendario, quello del football che non conoscono come quelli di certe femmine esplosive. Lega, Coni, federcalcio, dirigenti, allenatori, improvvisamente si occupano di quella cosa di cui per altri trecentosessantaquattro giorni evitano, trascurano, snobbano. Riporto una splendida immagine di un collega amico “il calcio italiano è una splendida astronave guidata da scimmie”. Chiedo scusa ai primati ma avete capito il senso. C’è una Lega che non è affatto legata, non riesce a eleggere un vicepresidente, ha un presidente part time, quando si ritrovano parlano di denari, per i regolamenti non c’è posto e tempo. leggi tutto

Mozione di fiducia

Roba buona dal campionato. A parte la Juventus (che mi sembra la protagonista di quei film dove dalla prima scena si intuisce che possa essere lei l’omicida ma tutti si aspettano un colpo di scena finale) la giornata ha offerto imprevisti e prestazioni curiose. La Lazio, ad esempio, dopo tre sconfitte consecutive esterne è andata a prendere tre punti nel momento peggiore ma con l’uomo migliore, al secolo Klose. L’Inter, che fino alla partita persa in coppa Italia con il Napoli, sembrava in salita irresistibile ma è ricaduta, tre giorni dopo, con il Lecce. leggi tutto

Fedro e il diavolo

La volpe e l’uva è una favola bella. Scritta da Fedro che era romano. Qualche migliaio di anni dopo la volpe italiana è vestita di rosso e di nero e il grappolo d’uva sta in una vigna inglese. Il Milan ha girato attorno a Carlos Tevez dimenticandosi che il Manchester City non crede alle favole come qualche beota nostrano riteneva. Maxsimiliano Gaston Lopez è argentino pure lui, meno illustre del connazionale, non è un grappolo d’uva ma un frutto meno dolce e prezioso. E’ il nuovo attaccante del Milan e si affianca a Ibrahimovic, Robinho, Pato, ElShaarawy, Cassano, Pato. Non so quello che accadrà a giugno anche se l’agente di Tevez ha preannunciato che probabilmente il suo assistito sceglierà la Francia e Parigi, dunque la volpe continuerà a girare attorno ad altra frutta. leggi tutto

Il Pagellone di Tony Damascelli

JUVENTUS 9 Mai vista giocare così. Nemmeno quelle di Lippi, Ancelotti, Capello che disponevano di un organico nettamente più forte. Merito di Conte e dei calciatori. La società finalmente parla poco, lasciando che il campo illustri e lustri il lavoro. Pirlo è l’uomo che ha cambiato la testa e il gioco bianconero, se ne stanno accorgendo al Milan. La qualità paga sempre, specie a centrocampo. Personalmente, la Juventus prima è un miracolo, mai avrei immaginato che la squadra potesse arrivare, dopo il girone di andata, a questo risultato. E con me molti juventini, non soltanto i tifosi. MILAN 7,5 Senza Ibrahimovic sarebbe in altra classifica ma Ibra è rossonero e dunque Allegri ne approfitta. Il caso Pato, il numero incredibile di infortuni (dove è finita la propaganda del Milan Lab? Ha chiuso per ferie?), spiegano alcune difficoltà ma forse il Milan sta cambiando pelle. Perché cercare Tevez a quelle cifre quando si ha un ragazzino come El Sharawi? Forse perché i procuratori sono più importanti dei calciatori? leggi tutto

Conte la Contessa

Se Antonio è Conte, la Juventus è una Contessa. Tratti di nobiltà calcistica mostrati a Bergamo, dopo le paure di Lecce e di Cagliari, roba plebea direbbe qualche idiota. Nobiltà confortata dal censo del gioco che la squadra ha sviluppato dal primo all’ultimo minuto, sprecando dieci occasioni e mettendo dentro due gol non con le punte affamate o i centrocampisti di moda ma con due onesti portatori di football che si chiama Lichsteiner e Giaccherini, roba voluta fortissimamente dal salentino che ha trasformato questa squadra reduce, non si dimentichi, da due settimi posti consecutivi. leggi tutto

Claudio il calmo

Non è vero ma ci credo. O, se preferite, non ci credo ma è vero. Così stanno e vanno le cose dell’Inter, pazza Inter secondo tradizione, usi e costumi. Ranieri sta facendo il miracolo a Milano ma pochi se ne sono accorti, anzi il professionista romano e romanista viene guardato e raccontato come si fa con il vecchio nonno che sta seduto a capotavola ma tanto il resto della comitiva parla di altro, ogni tanto dedicandosi a coccolare l’anziano parente. Ranieri è lui a osservare i convitati, esperto di situazioni e siti ben più delicati e contorti, da Valencia a Madrid, da Londra a Parma, a Torino, a Roma, insomma una valigia piena di ricordi e di esperienze. L’Inter si è sistemata in ambito più tranquillo, era a pezzi, indisciplinata, per responsabilità divise tra lo spogliatoio e la società. Ranieri ha fatto lo stretto necessario mettendo le cose al loro posto, ha recuperato alcuni giocatori, ha ridato fiducia ad altri che sembravano smarriti e distratti, ha riportato la calma laddove c’era la tempesta nevrastenica di Mourinho (vedi alla voce Real Madrid). Adesso incomincia il bello, il girone di ritorno dovrà servire a recitare il copione vero, così come la champions. L’Inter era tornata nelle barzellette ma oggi incomincia a mettere qualche preoccupazione a quelli che la consideravano spacciata. Il Milan ha pagato dazio. Domenica sera arriva la Lazio che all’Inter è unita da alcune coincidenze “storiche”, non certo societarie, considerato il profilo diverso, anzi opposto. Inter rivista e corretta, grazie a Ranieri e non ad altri. leggi tutto

Turno divertente. Con ricchi premi e cotillons, sorpresissime incluse.

La Juve non vince ma va via sola, grazie all’Inter che toglie tutte e tre le A del Milan, cornuto e mazziato, con Pato, traditore di Parigi e fischiato a San Siro, davvero. Scherzi dell’ultima di andata. Il derbyssimo si rivela roba piccola e noiosa, risolta da Milito dato per scomparso fino a due domeniche fa ma decisivo nelle ultime due. Ranieri conferma di essere l’uomo giusto nei posti sbagliati, al Chelsea, alla Juve e alla Roma lo hanno fatto fuori pensando che fossei lui il problema. Date un’occhiata e ne riparliamo. leggi tutto

Un football troppo strano

Se non ci fossero state intercettazioni, arresti, confessioni, pentimenti sulle scommesse e le partite addomesticate che cosa potremmo pensare oggi, dopo aver visto alcune prestazioni offerte dalle squadre in questa ripresa del campionato? Come ha giocato la Lazio a Siena? Come il Parma a Milano? Come il Catania? Come il Novara? Roba strana ma roba di football. Eppure il sospetto è maligno, la calunnia è un venticello e l’aria che circola nel football è viziata, tossica, carica di veleni. Non voglio pensare, dunque, che la storiaccia degli accordi più o meno taciti continui e sia come un male oscuro e terribile che non può essere debellato ma al tempo stesso serve riflettere: a volte non è vero che riguardando certe partite si capisce che, si intuisce che, si deduce che. Non è affatto come sembra. Almeno così mi auguro perché altrimenti sarebbe davvero la fine. leggi tutto

Mezzaroma e Mezzalazio

Che roba era la Lazio di Siena? Che roba è stata quella squadra senza sponsor e senza cuore? Niente da dire sulla vittoria dei toscani che hanno avuto gamba e cervello per mettere all’angolo l’inesistente avversario. Il ventuno di dicembre scorso Reja aveva detto che ai suoi era finita la benzina e, dunque, la sosta sarebbe stata necessaria per passare dal distributore, controllare anche il gonfiaggio delle gomme, il livello dell’olio. Ma qualcuno si è dimenticato che forse anche il pilota ha qualche problema e anche il costruttore che ritiene di essere il depositario del calcio. Squadretta, dunque, mezzalazio per giocare contro Mezzaroma che è il padrone “perfido” del Siena che si è divertito un pazzo a vedere la Lazio andare per funghi. Squadra senza fantasia, senza cattiveria, senza la fame necessaria, distratta, ingenua in difesa. Due rigori, un espulso nel primo tempo sono la radiografia di una situazione di pieno allarme che ha alcuni responsabili. Innanzitutto i limiti dei personaggi e interpreti, da Sculli a Stankevicius, da Ledesma a Biava, quindi gli errori nelle scelte di Reja, perché punire i brasiliani che sono arrivati in ritardo o non sono allenati al massimo è un harakiri infantile, tagliarsi gli attributi per fare dispetto alla moglie non serve a nessuno se non a provocare risate,sfottò e sconfitte. leggi tutto

Sopra la panca

Qui venivano i migliori del cucuzzaro. Dicvo Maradona e Rummenigge, dico Platini e Briegel, dico Batistuta e Rui Costa, dico Socrates e Zico, aggiungete voi tutti gli altri illustri che ho tralasciato. Allora si parlava e si scriveva di calciatori, di piedi d’oro, un po’ meno di chi stava in panchina, anche se si trattava di gente esperta, per la massima parte indigena e di pelo antico. Oggi il campionato nostrano si occupa della tattica, degli allenatori, non avendo più merce bella da esporre, quelli buoni vanno all’estero, Spagna o Inghilterra, laddove il calcio è meno folle e più redditizio. Dunque occupiamoci dei cosidetti strateghi. Incomincio da Allegri che è il campione in carica, baciato dalla fortuna di allenare il Milan, club che garantisce a chiunque un lavoro di grande livello e di alta qualità. Allegri sta diventando un personaggio, per postura e scelte. leggi tutto
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