IL BLOG

Il blog di...
Maurizio Pizzoferrato
Stramaccioni e l'Inter: il feeling continua.
Non e' uno sprovveduto. Andrea Stramaccioni ha conquistato 7 punti in tre partite, l'Inter gioca a calcio, seppur ancora sotto ritmo, mantiene acceso un barlume di speranza per la rimonta al terzo posto. "Strama" sa quello che vuole e cerca di metterlo in pratica. Affidandosi ai piu' forti, ossia la cosiddetta vecchia guardia con qualche spruzzata di gioventu', vedi Poli e Obi.
leggi tutto
Stramala, Pazza Inter Stramala...!
Ci sono domeniche in cui vai a Londra còn i piu' piccoli per vincere la Next Generation Series e domeniche in cui fai l'esordio in serie A, al Meazza, alla guida dell'Inter vera, contro il Genoa e vinci la partita 5-4. Pubblico in festa dopo la "strizza" e Moratti finalmente allegro e sorridente. E' stata sicuramente la settimana piu' importante della carriera, finora, per Andrea Stramaccioni, il trentaquattrenne tecnico romano chiamato a ridare linfa alla Beneamata in difficoltà.
leggi tutto
Pensieri dopo Juve-Inter
Sul campo ha vinto la squadra più forte, più fresca, più affamata. L'Inter è durata un tempo. Tanto, troppo di questi tempi....e scusate il gioco di parole. Milito e Forlan hanno avuto le occasioni per profanare lo Juventus Stadium, ma Buffon ha detto no. L'agonia nerazzurra continua, -10 dal terzo posto che ormai è andato. Ranieri ride nervoso dopo ogni sconfitta, continua a dire che allena un gruppo splendido e che i conti si faranno alla fine. Parole, parole, parole.... cantava la grande Mina. Non smetteremo mai di dire grazie agli eroi del Triplete, ma urge la rifondazione, anche a difesa della loro immagine. Intanto a Londra, i baby nerazzurri conquistavano in 10 ai rigori, dopo una contesa appassionante con il fortissimo Ajax, la Champions League della "Primavera", osservati in tribuna da un Moratti volato appositamente in Inghilterra.
leggi tutto
Auguri papà gobbo
La mattina, quando gli portavo il caffè a letto, apriva gli occhi, realizzava che fosse domenica e iniziava a cantare: "Juve, Juve..". Da quel momento iniziava la "Nostra", lunga, interminabile, giornata calcistica, con mia madre che assisteva ignara, disinteressata, ma rispettosa della "nostra malattia".
Lui della Juventus, io dell'Inter. Perchè? Non so. Lui, classe 1929, mi raccontava di un innamoramento per i colori bianconeri in tenera età. Io, classe 1959, abitavo a Milano quando a 6 anni mi innamorai dei dribbling di un certo Sandro Mazzola, giocatore dell'Inter.
Mi padre non mi impose la sua fede, io non cercai di essere come lui. Fu più bello così. Si iniziava la mattina con la radio accesa e l'odore di Mennen, il suo dopobarba. Poi Il pranzo, le paste, l'attesa. Di "Tutto il Calcio" minuto per minuto, prima con i soli secondi tempi, la lettura del risultato come una sentenza.
leggi tutto
Il dolore dell'Interista
Non mi vergogno a dirlo: al gol di Brandao che sanciva la fine della grande illusione , ho provato una vero e proprio dolore fisico . Pensare all'addio alla Champions e alla gioia dei "nemici", mi ha fatto male. E dico anche che la gioia di chi non è interista e più che legittima. La rivalità, sana, senza l'ottusa violenza, rappresenta il sale del calcio. Diffidare da chi in modo ipocrita, dice di tifare per tutti in Europa, tirando anche fuori il palloso scudo del ranking Uefa.
Detto questo, torno a fare il giornalista, anche se di parte nello specifico, e dico che sarà molto difficile per Moratti ricostruire un ciclo vincente. Senza un miracolo, l'Inter non disputerà la Champions League nella prossima stagione. Complicato anche l'approdo all'Europa League. Che appeal potrà avere dunque una squadra senza Europa che solo 1 anno e tre mesi fa si laureava campione del mondo per club? Moratti deve decidere entro breve il nuovo allenatore ( Ranieri saluterà a giugno) e con lui mettere a punto la nuova strategia.
leggi tutto
Le lacrime di Claudio Ranieri
Al Bentegodi finisce con l'Inter finalmente vincente e con Ranieri in lacrime per la commozione. Tutto questo nel giorno del compleanno della Beneamata, 104 anni. Sentimenti che a fatica fanno capolino in un calcio sempre più cinico e calcolatore. Claudio Ranieri, da ieri sera, merita totale rispetto dal mondo Inter. Non è un tifoso nerazzurro, l'Inter gli ha negato due anni fa la gioia di uno scudetto da leggenda, ogni giorno legge nomi di altri allenatori sull'agenda di Moratti. Eppure ieri, al gol di Milito, quello della sicurezza, ha pianto commosso, scaricando così la tensione accumulata da troppo tempo. Non sarà l'allenatore dei sogni Ranieri, ma è una persona seria che a 61 anni non si vergogna di emozionarsi per le vicende calcistiche. E chi ha questa dote, non debolezza, ha la capacità di fare gruppo, di motivare. Lo testimonia l'esultanza stile Madrid dei giocatori dell'Inter al fischioi finale di Mazzoleni.
leggi tutto
Non si fischiano gli dei
Sedicesimo del secondo tempo a San Siro. Il Catania sta battendo l'Inter per 2-0, il baratro è li, ad un passo. Ranieri chiama in panchina Esteban Cambiasso. La gente esulta, fischia l'argentino, che non trattiene le lacrime. Scena disgustosa per chi si definisce interista, ma è successo.
Perchè? Cambiasso, 32 anni il prossimo agosto, 5 scudetti consecutivi e colonna del Triplete, può e deve andare in panchina. La gamba non c'è, chiunque accelleri ora gli passa davanti senza pietà. Lui si sbraccia e sembra più un vigile che un calciatore. Ma rimane Esteban Cambiasso, dedizione totale alla causa, l'Inter come seconda pelle. Decisivo negli anni d'oro nello sradicare palloni all'avversario e spesso anche letale in zona gol con i suoi inserimenti a sorpresa. Qualche volta si è anche sacrificato come difensore centrale e con successo. Per tutto questo Cambiasso meriterebbe riconscenza a vita, auspicando, magari, che un giorno possa essere lui l'allenatore ideale, dopo averlo di fatto, per anni, in campo.
leggi tutto
Meno codice etico, piu' Campioni!
A 100 giorni dall'Europeo, l'Italia di Prandelli fa come il gambero. Gli elogi giustamente arrivati dopo una qualificazione senza problemi, si stanno trasformando in dubbi e critiche. Ci si giustifica con l'idiosincrasia azzurra alle amichevoli, dato storico reale, ma contro gli Stati Uniti, non contro il Brasile, non si e' visto nulla di bello e incoraggiante.
Nel club Italia imperversa il cosiddetto codice etico, nelle conferenze di Coverciano, Cesare Prandelli sembra piu' un educatore che un commissario tecnico con licenza di allenare. Fermo restando che e' giusto far pagare con multe ed esclusioni chi si macchia di atti violenti e non rispetta le regole. Ma ora si esagera, non si pensa quasi piu' a come segnare i gol e a non incassarne per vincere le partite, i quesiti che vanno di moda sono: E' giusto togliere la fascia di capitano a Buffon? Balotelli va convocato dopo i calcetti in Premier?
leggi tutto
La beffa del Velodrome. Al ritorno servirà un'impresa.
Se la sconfitta arriva anche quando la partita, compresi i tre minuti di recupero, e' finita da qualche secondo, allora vuol dire che per l'Inter questo e' veramente l'anno horribilis. A Marsiglia, contro una squadra modesta, ma organizzata, non e' mancato l'impegno. E rispetto al nulla assoluto dell'ultimo mese, timidi progressi si sono visti nel primo tempo, poi nuovamente il nulla. Fino alla mazzata finale firmata Ayew, figlio di tal Abedi Pele', vecchia conoscenza dei tifosi del Torino.
leggi tutto
Inter in caduta libera! E dietro l'angolo l'incubo Marsiglia.
Anche il Bologna dell'ottimo Pioli gode al Meazza. La squadra che un giorno faceva tremare il mondo ne fa 3 senza se e senza ma a quella cosa senza capo ne coda che ora si chiama Inter. Moratti lascia lo stadio dopo un'ora, lo stadio invoca Jose' Mourinho, mostrando il pollice verso a Claudio Ranieri. Dopo il derby vinto, sembrava il padrone incontrastato dei navigli nerazzurri. Adesso sembra il condannato a morte che attende l'esecuzione. E come il condannato, il tecnico di Testaccio ha il diritto dell'ultima sigaretta: la fumera' a Marsiglia, dove Deschamps lo aspetta per affossarlo di nuovo dopo averlo eliminato in semifinale di Champions League nel 2004 quando i due guidavano Monaco e Chelsea. Al momento non si capisce come una squadra che ha totalizzato un solo punto nelle ultime 5 partite, che nelle ultime due gare in casa e' stata sconfitta da Novara e Bologna che hanno realizzato la bellezza di 5 reti senza subirne alcuna, possa uscire indenne dal Velodrome.
leggi tutto
Disastro a San Siro: finito il credito degli eroi del Triplete!
Il Novara ultimo in classifica strappa alla celebrata Inter 6 punti in due partite. San Siro contesta giocatori, tecnico e societa' per la prima volta dopo la conquista del Triplete. Il credito e' finito. Un solo punto conquistato nelle ultime 4 partite, per l'Inter anche il terzo posto che vuol dire preliminare di Champions League sembra ora un miraggio. La clamorosa sconfitta interna con il Novara e' figlia, a mio avviso, di due aspetti ben distinti. Il primo riguarda gli episodi, tutti a sfavore dei nerazzurri, a partire da un clamoroso calcio di rigore negato al 36/mo del primo tempo, sullo 0-0, per un fallo di Garcia su Poli. Poi, le occasioni, tante, prima e dopo il gran gol di Caracciolo, ma il pallone non ne voleva sapere di entrare. Da mani nei capelli la traversa interna colpita da Sneijder all'87/mo' e una girata a colpo sicuro di Pazzini parata dal portiere avversario in pieno recupero.
leggi tutto
Inter non pervenuta. Ranieri sotto accusa
La peggiore Inter della stagione. Sicuramente nella gestione Ranieri. Perdere 4-0 a Roma senza attenuanti pesa come un macigno. Nell'Olimpico "protetto dalla neve", non c'è stata partita, la Roma di Luis Enrique sembrava il Barcellona, noi il Piacenza,con tutto il rispetto per gli emiliani. Senza Snaijder. senza Alvarez, zero qualità. In campo il solito 4-4-2, con Zanetti e Obi esterni, Cambiasso e il nuovo arrivato Palombo al centro del campo. Qualità zero, ma anche corsa zero, la Roma palleggiava, l'Inter stava a guardare. "Non siamo entrati in campo". ha detto onestamente a fine gara Javier Zanetti. "Non capivamo come loro giocavano", ha replicato Ivan Ramiro Cordoba. "La Roma sembrava un piccolo Barcellona, ha detto in sala stampa Claudio Ranieri. Già Claudio Ranieri, l'artefice della rimonta che aveva illuso chi tifa Inter addirittura per un possibile inserimento nella lotta scudetto. Ora "l'aggiustatore" sembra in grande difficoltà, rimpiange la partenza di Thiago Motta, ci mette del suo con scelte che paiono incomprensibili,vedi la sostituzione di Pazzini con Poli sul 2-0 per la Roma.
leggi tutto
Il Caso Sneijder
Wesley Sneijder e' un campione assoluto, forse un fuoriclasse. Ma in questo particolare momento può diventare il tallone d'Achille dell'Inter di Ranieri. In campo dal primo minuto sia a Napoli in Coppa Italia, sia a Lecce: sono arrivate due sconfitte, anche se a Via del Mare proprio la sostituzione dell'olandese alla fine del primo tempo potrebbe aver contribuito alla debacle nerazzurra. A Lecce e' esploso il bubbone. La necessita' di impiegare i campioni, obbliga Ranieri ad abbandonare la sua coperta di Linus, quel 4-4-2 senza salti nel buio e che ha partorito la remuntada de" noantri." Con Sneijder e' di nuovo rombo, con il fantasista olandese dietro due punte, anche se male assortite come Pazzini e Milito. Ma senza Thiago Motta, Wesley deve anche indietreggiare a cercare palloni, quasi sempre in mezzo al traffico e le ripartenze avversarie sono pericolosamente dietro l'angolo.
leggi tutto
L'Inter di Ranieri non gioca, vince!
L'Inter di Claudio Ranieri batte anche la Lazio, centra il settimo successo consecutivo in campionato, scavalca in classifica proprio i biancocelesti e si insedia al quarto posto. E pensare che a fine ottobre, il posto che occupavano i nerazzurri era il quart'ultimo, dopo la sconfitta interna con la Juventus. La rimonta e' inesorabile, sorprendente, ancora di più dopo una prestazione come quella contro la Lazio. I biancocelesti giocano, comandano in tutte le zone del campo, passano in vantaggio, ma alla fine vince l'Inter che faticava a fare due passaggi di seguito. Il redivivo Milito e Pazzini i match-winner, mentre l'ingresso di Sneijder nella ripresa al posto di un deludente Alvarez, dava un po di qualita' al gioco nerazzurro, sino a quel momento assente. La Lazio si lamenta dell'arbitraggio, Ranieri smonta le accuse e ricorda a Reja i torti passati subiti dall'Inter. Ma il tecnico romano ammette che la notte di San Siro e' stata dolce solo per i tre punti: "Non siamo stati squadra, abbiamo fatto due passi indietro. Poi, quando guarderò la classifica sarò molto più contento".
leggi tutto
La vittoria di Ranieri
Un romano ha conquistato la Milano nerazzurra. Si chiama Claudio Ranieri, tra i suoi hobbies c'e quello, gustosissimo, di vincere i derby. Al suo esordio in quello sotto la Madunina, Ranieri ha messo in campo tutto quello che serviva alla sua Inter per battere il Milan capolista. Non ha ceduto al fascino dei nomi (Sneijder e Forlan), ha mantenuto l'assetto "allineati e coperti" e ha raccolto quanto seminato grazie al lampo del Principe, alias Diego Milito. Lo ha sempre difeso Ranieri, anche quando falliva i gol più facili del mondo. I campioni si aspettano, diceva il mister. Ben detto, il Campione e' ufficialmente tornato, Abate come nel 2010, sviene al suo cospetto e lui, El Principe, piazza il colpo da biliardo che manda in estasi la Nord nerazzurra.
leggi tutto
E ora il derby
L'Inter di Claudio Ranieri continua la sua scalata verso l'alta classifica. 5-0 al Parma, quinta vittoria consecutiva, eguagliato il record stabilito da Mourinho nella stagione del Triplete, settimo successo nelle ultime otto gare. Nove reti segnate nelle ultime due partite, un solo gol subito. Quinto posto ad un solo punto dalla Lazio. Spazzati via i timori della lunga vacanza post-natalizia, cinque giorni di allenamenti alla Pinetina sono bastati per presentare in campo una squadra perfetta nel primo tempo, terminato 3-0 e abile nel gestire la situazione nella ripresa con altri due gol realizzati.
leggi tutto
E' qui la festa!
Sei vittorie nelle ultime sette gare. Quattro successi consecutivi. L'Inter di Ranieri non si ferma più. E contro il Lecce, su un terreno infame, e dopo ben 4 pali colpiti nel primo tempo, si sono visti anche momenti di buon gioco. La Beneamata, quella che i nemici volevano in serie B (roba che a Noi non appartiene), arriva alla sosta natalizia a -6 dalla zona Champios e a-8 dalla vetta biancorossonera. Il 4-1 contro la squadra di Serse Cosmi, passata inaspettatamente in vantaggio, e' frutto del lavoro sempre prezioso della vecchia guardia nerazzurra e, finalmente, dell'esplosione di qualche giovane di qualita' come Ricky Alvarez. Il talentuoso argentino ha giocato, dribblato, ha offerto un assist d'oro per il gol di Milito (bentornato Principe) e ha segnato, nonostante una fastidiosa zoppia per affaticamento, la sua prima rete in campionato. Insomma, il Dottor Ranieri sembra aver trovato la medicina giusta per una squadra che per DNA deve stare lassù e non laggiù.
leggi tutto
Avanti così
Nel giorno dell'addio al titolo di campione del mondo, l'Inter centra a Cesena la quinta vittorie in campionato nelle ultime 6 partite giocate. Terzo successo consecutivo, terza gara di fila senza subire goal. Non sarà più la squadra del Triplete come ha sottolineato qualche giorno fa Ranieri, ma è ancora una squadra di Campioni che non intendono scrivere la parola fine alla loro carriera. L'1-0 del "Manuzzi" porta la firma di Andrea Ranocchia, fino al quel momento in grande difficoltà di fronte alla ripartenze veloci del Cesena, ma bravissimo a salire in cielo per deviare nella porta difesa da Antonioli la palla al bacio messa da Maicon. La parte finale della gara è stata tutta bianconera, Mutu e compagni avrebbero meritato il pari, ma ancora una volta Julio Cesar, autentico fuoriclasse tra i pali, ha effettuato una parata in mischia su Ghezzal che vale un goal. L'Inter è quinta con 23 punti, a -8 da quel terzo posto che vuol dire preliminare di Champions League. Mercoledì a San Siro, contro il Lecce, l'opportunità di continuare la corsa che solo la sosta natalizia fermerebbe.
leggi tutto
La cura del Dottor Ranieri
Accorso al capezzale della Beneamata morente, Claudio Ranieri ha osservato, valutato, agito. La malattia non e' debellata del tutto, ma il paziente si sta rialzando in piedi. La terapia, seppur con qualche crisi di rigetto, sembra funzionare. Nelle ultime 5 partite di campionato l'Inter ha ottenuto 4 vittorie, ora e' sesta, a 8 punti dal terzo posto, a 10 dal primo. Da scalare c'e ancora l'Everest, ma i nerazzurri hanno deciso di provarci. A Genova l'Inter non ha brillato, tutt'altro. Avrebbe potuto anche perdere contro un Genoa inguardabile se il signor Banti di Livorno non avesse annullato, imbeccato dall'assistente di linea, un gol dello svedese Granqvist per fuorigioco millimetrico. "A parti invertite lo avrebbero concesso, da 20 anni e' la stessa storia", il commento di Malesani. "Si riguardi cosa e' successo al trentasettesimo del primo tempo, cosi' si rasserena", ha risposto Ranieri, riferendosi alla mancata espulsione di Granqvist per fallo da ultimo uomo su Milito. Nel frangente, l'arbitro non ha nemmeno concesso la punizione a favore dell'Inter.
leggi tutto
La fine di una Squadra!
Forse la banda Guidolin ha sancito la definitiva fine dell'Inter Squadra. Quella che, giocando bene o male, appariva comunque una sorta di muro invalicabile, pieno di certezze, di campo e di mente, dopo i fatti di calciopoli. E questo ancor prima del recente, ma lontanissimo Triplete. E' vero, l'eta'media nerazzurra e' alta, troppo per chi invece corre e rincorre. Ma ripetere solo questo concetto, mi pare facile luogo comune. L'Inter ha perso identita', dopo Mancini e Mourinho, non accetta guide, Leonardo aveva illuso perche' abile imbonitore. Gasperini ha tentato di stravolgere il DNA chiedendo a Cambiasso e compagni di fare il Genoa, ma a correre non e' stata la squadra, bensì lui, a casa. Ranieri l'aggiustatore, avvita, rismonta, incastra. Ma il motore non gira, batte in testa, non certo a quella della classifica. E come se non bastasse, come la vecchia attrice, un tempo bellissima, che non accetta il declino, la Beneamata continua a pensare che dal prossimo turno si tornera' a dettar legge, tanto quelli davanti non corrono....
leggi tutto
I NOSTRI BLOGGER
La Vamp
di Paola AspriDiritto o Rovescio
di Matteo RaimondiHic Manebimus Optime
di Francesco VergovichLilliput
di Valeria ColangeloAll In
di Stefano MolinariSale & Pepe
di Gabriele CosmelliGlobetrotter
di Zeljko PantelicNon Mi Sta Bene
di Bruno Ripepi

