Blitz nel covo, 2 jihadisti uccisi in Belgio

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Due jihadisti morti e uno ferito gravemente in un assalto delle teste di cuoio belghe in un appartamento di Vervier, vicino a Liegi; perquisizioni e arresti anche nella capitale; poi, vicino ad Anderlecht, trovato anche dell’esplosivo: a una settimana dall’attacco contro Charlie Hebdo a Parigi, ieri il Belgio si è ritrovato nel mirino della minaccia terrorista, dopo che la polizia federale ha condotto una serie di operazioni contro presunti gruppi islamisti per prevenire il rischio di nuovi attentati. «Le perquisizioni rientrano nel quadro di un’inchiesta su delle persone di ritorno dalla Siria», ha spiegato la procura federale in una conferenza stampa: le indagini hanno dimostrato che i presunti jihadisti avevano previsto di colpire in Belgio. Secondo la procura, gli attentati erano imminenti e l’obiettivo era la polizia. L’allerta anti-terrorismo è stato rialzato a livello 3, mentre il governo belga si appresta a annunciare una nuova serie di misure per rafforzare l’arsenale di sicurezza volto a prevenire eventuali attacchi.
LA TENSIONE

La catena degli eventi lascia intendere la portata della minaccia. A Verviers, una piccola cittadina a forte presenza musulmana vicino a Liegi, nel tardo pomeriggio le squadre dell’anti-terrorismo hanno dato l’assalto ad un’abitazione dove si trovavano tre giovani tornati dalla Siria. Secondo le intercettazioni telefoniche condotte dagli investigatori, i tre erano sul punto di commettere attentati sull’onda degli eventi in Francia. Durante il blitz i presunti jihadisti hanno sparato con armi automatiche, provocando la reazione della polizia e una lunga sparatoria. Secondo la procura, due di loro sono morti, mentre il terzo è gravemente ferito. «Sono immagini di guerra», ha spiegato alla televisione Rtl l’esperto anti-terrorismo, Claude Moniquet: «Questo dimostra che i jihadisti sono estremamente determinati e non hanno paura di nulla».
In serata le autorità hanno condotto una decina di perquisizioni nei comuni della capitale e della sua periferia, dove vivono ampie comunità musulmane. A Bruxelles centro, Vilvorde, Molenbeek e Schaerbeek le sirene e gli elicotteri della polizia si sono sentiti per alcune ore. A Anderlecht c’è stato un altro assalto. Il commissariato del quartiere di Ixelles, a meno di un chilometro dalla sede dell’Europarlamento, è stato evacuato per un allarme bomba. Secondo alcuni media, due presunti jihadisti sarebbero invece stati fermati al principale aeroporto della capitale.
LEGAMI CON PARIGI

Ufficialmente non c’è alcun legame tra gli attacchi di Parigi e le operazioni anti-terrorismo di Bruxelles: l’inchiesta belga è iniziata prima dell’attentato contro Charlie Hebdo. Ma quanto accaduto in Francia avrebbe accelerato la preparazione di attacchi in Belgio. Il paese non si è ancora ripreso dalla strage al Museo ebraico di Bruxelles del 24 maggio 2014, quando Mehdi Nemmouche uccise 4 persone con revolver e fucile d’assalto. L’islamismo politico si è ampiamente diffuso negli ultimi anni. Ieri la polizia ha fermato un uomo che avrebbe urlato Allah Akhbar armi in mano in una stazione della metro di Bruxelles. Mercoledì alcune edicole sono state minacciate di rappresaglie se avessero venduto il nuovo numero di Charlie Hebdo con il profeta Maometto ritratto in copertina. Più di 300 belgi sarebbero partiti ad andare a combattere in Siria nei ranghi dello Stato Islamico o di altri gruppi jihadisti. Oggi il governo belga varerà una serie di misure per ampliare il numero di intercettazioni, proteggere i punti sensibili e tentare di limitare la radicalizzazione nelle prigioni.
In nottata, intorno alle 23, un’altra sparatoria è avvenuta al termine di un inseguimento ad Angleur (Liegi), vicino al centro commerciale di Belle-Ile: due le persone fermate dalla polizia stradale. Non vi è alcuna indicazione che ci sarebbe stato un collegamento tra questi eventi e il blitz di Verviers.

Il Messaggero