Bilanci, linea dura Ue con la Francia spiragli per l’Italia

CRISI 3

Linea dura con la Francia che viola apertamente il Patto di Stabilità, uno spiraglio per l’Italia grazie all’accelerata sulle riforme del governo Renzi: alla vigilia della scadenza per inviare i progetti di bilancio alla Commissione Europea, i ministri delle Finanze della zona euro ieri si sono scontrati sulla possibilità di concedere più tempo a Francia e Italia. «I dati che provengono da Parigi non sono molto confortanti», ha avvertito il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: «ci sono sicuramente preoccupazioni». Secondo diverse indiscrezioni, la Commissione si appresterebbe a bocciare la Loi de Finance francese, con cui il governo di Parigi ha rinviato di altri due anni il rientro del deficit sotto la soglia del 3% di Pil. La Francia non intende cedere alle richieste dei partner di ulteriori tagli alla spesa pubblica. «Chiediamo di usare la flessibilità in funzione della situazione economica attuale», ha annunciato il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin: «non è una esigenza solo francese, ma anche italiana». L’Italia, che ha spostato al 2017 il pareggio di bilancio, rischia di farsi trascinare nella disputa, con alcuni falchi che chiedono di trattare Parigi e Roma allo stesso modo. Ma, secondo Dijsselbloem, «l’Italia è diversa» perché già uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Va giù duro il falco della Bundesbak Weidmann: Francia e Italia sono come dei bambini problematici in «ritardo sulle riforme strutturali».
PORTA STRETTA

«Non c’è nessun negoziato con Bruxelles», ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per smentire le voci di pressioni europee per apportare modifiche alla Legge di Stabilità. Dopo l’invio del documento a Bruxelles domani, «avvieremo un dialogo normale che si concluderà rapidamente quando la Commissione avrà analizzato non solo i numeri, ma anche la logica nella quale questo programma si iscrive», ha spiegato Padoan. Il Jobs Act è stato accolto con un plauso dell’Eurogruppo: secondo il commissario agli Affari economici, Jyrki Katainen, in Italia «ci sono state riforme strutturali maggiori». Katainen ha promesso di tenere conto anche delle «circostanze economiche», ma la minaccia di «un esercizio puramente aritmetico» per valutare i bilanci è un rischio per l’Italia. In caso di non conformità alle regole europee, Katainen può chiedere delle modifiche alla Legge di stabilità entro due settimane. L’Eurogruppo è comunque d’accordo sulla necessità di trovare un meccanismo per incentivare le riforme. Dijsselbloem ha proposto un «New Deal per la Crescita» che prevede di concedere più margine di bilancio e più investimenti ai paesi che attuano riforme con un impatto su competitività e bilancio. Il tedesco Wolfang Schaeuble ha dato il suo appoggio al piano Dijsselbloem e la discussione proseguirà all’Ecofin di oggi. Nel frattempo, Padoan ha reagito alle accuse della Svizzera sui ritardi dell’intesa fiscale con l’Italia. «In questi mesi ho registrato da parte della delegazione svizzera atteggiamenti ondivaghi», ha spiegato il ministro. «Quelli che prendono in giro la controparte non siamo noi. La mia pazienza è al limite».

Il Messaggero