Berlusconi striglia FI «Il leader resto io ora ci servono soldi»

SILVIO BERLUSCONI 1

Quella di battere cassa non è stata mai una delle abitudini più frequentate da Silvio Berlusconi, anche se ultimamente in Forza Italia si era diffuso un certo sentore di casse vuote. E ora che il voto di domenica ha lasciato vuote anche le urne, l’ex Cavaliere, in una assai tesa riunione del comitato di presidenza degli azzurri, è sbottato lasciando allibita buona parte dei presenti: «Siamo con l’acqua alla gola, servono soldi». Il leader forzista non ha esitato a evocare lo spettro del «fallimento» e a dipingere di «profondo rosso» la situazione finanziaria del partito. A fare i conti del fabbisogno è stato l’esperto dei numeri di casa, Denis Verdini: «Dobbiamo raccogliere – ha detto l’ex coordinatore nazionale – almeno 30 milioni per mandare avanti questo partito». Quanto poi a mandare avanti FI, dal punto di vista di chi avrà in mano il timone, ancora una volta nessuna sorpresa: «A guidare il partito rimango io. Per favore – ha precisato Berlusconi – non parliamo più dei miei figli. Questa è una questione chiusa». Doccia gelata anche sul tema primarie, più volte evocate in queste ore soprattutto da chi, come Raffaele Fitto, è uscito vincente dall’agone elettorale: «Le primarie di coalizione si faranno quando non sarò più io il leader di questo partito».
AUTOASSOLUZIONE
Analizzando i fatti della campagna elettorale, l’ex premier si autoassolve da ogni errore: «L’unica colpa che ho – ammette – è che ho detto che Renzi era simpatico e capace. Non lo farò più». Poi una spruzzata di ottimismo ad incoraggiamento dei presenti: «Abbiamo un margine di recupero altissimo. Renzi ha vinto con meno di un quarto dei voti degli elettori italiani». Quindi il rilancio fondato su un tesseramento più oneroso per gli iscritti per sanare le finanze del partito, e il via all’operazione ”Mille azzurri“ per la creazione di una squadra di esponenti del mondo dell’imprenditoria e delle professioni da affidare alla responsabilità del consigliere Giovanni Toti e del giovane sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo. Progetto che gela i residui entusiasmi di Raffaele Fitto e di quanti non digeriscono la logica dei nominati dall’alto. Ma anche su questo l’ex Cavaliere taglia corto: «Attorno a me non esiste nessun cerchio magico. Di magico, ve l’ho detto, ci sono solo io».
Del futuro di FI fa parte anche il tema tutt’altro che risolto delle alleanze e della ricostituzione del centrodestra con cui affrontare, quando verranno, le prossime elezioni. Berlusconi non intende certo isolare il suo partito ma, per ora, la porta la spalanca solo a uno che dal voto di domenica non è uscito male: Matteo Salvini. «Apriremo un confronto a tutto campo – dice – con le forze che si considerano alternative alla sinistra, a partire dai nostri storici alleati». «Storici», come appunto non è il Ncd di Alfano. Infatti, aggiunge Berlusconi: «Dobbiamo fare una coalizione, ma non subito e non con tutti. Con la Lega sì». E annuncia che oggi farà una conferenza stampa con Salvini per promuovere le firme di Forza Italia ai referendum dei lumbàrd. Infine, un’assunzione di responsabilità sulle riforme: «Ne abbiamo votate alcune che erano le stesse proposte da noi in passato. Elettoralmente non è stato producente, ma noi siamo responsabili e continueremo ad esserlo». 

Il Messaggero