Berlusconi sferza FI: partito da rifondare Mano tesa di Alfano

SILVIO BERLUSCONI 1

«Dobbiamo rifondare il partito»: questa la parola d’ordine lanciata ieri da Silvio Berlusconi a 25 giovani amministratori locali e quadri di Forza Italia, riuniti per un incontro a porte chiuse a Villa Gernetto, insieme con il consigliere politico Giovanni Toti, la responsabile comunicazione Deborah Bergamini, la leader dei giovani azzurri Annagrazia Calabria e il responsabile della formazione amministratori locali Alessandro Cattaneo.
LA GIORNATA

L’appuntamento era in agenda da un po’, primo di una serie che ha per obiettivo il rilancio del partito sul territorio: una lunga lezione in cui il leader forzista ha fatto il punto della situazione politica, ripercorrendo l’elenco dei «colpi di Stato» degli ultimi anni, ha raccontato del patto del Nazareno come delle modifiche alla legge elettorale che non piacciono agli azzurri, per arrivare alla crisi economica e tornare a battere sull’urgenza di una rivoluzione azzurra: «Resto convinto che la maggioranza di questo Paese sia di centrodestra, dunque noi siamo pienamente legittimati a governare». Una rivoluzione che dia spazio a nuovi volti: «Immagino tante facce giovani ed energie fresche in Parlamento», ha detto alla platea selezionata da Calabria e Cattaneo tra i curricula provenienti dal territorio. Uno schema di selezione dei quadri già in passato aspramente criticato dalla parte del partito che preferirebbe passare per congressi e primarie. E non certo a caso, Berlusconi ieri avrebbe fatto attenzione a non relegare l’attuale establishment azzurro in un ruolo marginale, nello svolgimento del suo intervento, per non scatenare nuovi mal di pancia o conflitti generazionali, a garanzia dell’unità del partito e della tenuta dei gruppi parlamentari.
IL RILANCIO

Il rilancio, insomma, nella visione dell’ex Cavaliere, sarà possibile soltanto «mettendo insieme le forze più giovani e l’esperienza della vecchia guardia». Alla vigilia di un voto regionale che si annuncia doloroso per Forza Italia, Berlusconi ragiona su come partire al contrattacco, suggerendo che le urne nazionali potrebbero essere più vicine del previsto. Come pure ragiona di alleanze, nella convinzione che «divisi si perde».
L’EX DELFINO

Un punto su cui ieri è convenuto anche il leader di Ncd Angelino Alfano: «Quello che è prevalso nelle elezioni regionali, al di là dell’esito, è stata la separazione delle forze del centrodestra. Mi auguro che anche attraverso la nuova legge elettorale si possa riunire un’area che sia alternativa alla sinistra». Nel frattempo, i cannoni berlusconiani sono tornati a sparare contro le scelte del governo in materia elettorale. «In questo scorcio di fine anno Renzi vuole trasformare l’Italicum in una legge elettorale da Ddr di Honecker che gli consenta di correre rapido ad elezioni, con premio di lista e soglie bassissime. Inaccettabile, eversivo nella sostanza e persino nella forma», tuonava ieri il “Mattinale” di Renato Brunetta. Che ha aggiunto: «Così il patto del Nazareno scricchiola, ma in maniera pericolosa».

Il Messaggero