Berlusconi rottama FI: basta egoismi

SILVIO BERLUSCONI 1

ROMA Stanco dei malumori che fanno fibrillare Forza Italia, ma anche delle pressioni che arrivano dai alcuni esponenti forzisti per essere messi in lista per le europee, Silvio Berlusconi riunisce, come ogni lunedì, figli, manager delle sue aziende e, in serata, una ristretta cerchia di fedelissimi, tra i quali Paolo Romani e Denis Verdini, per mettere a punto i criteri con cui presentarsi alle elezioni di maggio. Con una priorità: far capire anche ai suoi che chi decide è sempre e soltanto lui che sceglierà «la migliore strategia per rappresentare al meglio i moderati italiani perchè- spiega- sono convinto che si andrà anche a votare per le politiche tra un anno, un anno e mezzo». Di qui l’appello diretto a quei forzisti che scalpitano, da Raffaele Fitto a Claudio Scajola, «a mettere da parte interessi personali, ambizioni individuali e la difesa di rendite di posizione».

PARLAMENTARI FUORI
In realtà, il leader di FI ha già scelto di rinnovare profondamente il partito. «Renzi lo ha fatto e lo dobbiamo fare anche noi», tuona. Quindi, al voto di maggio andrà con liste profondamente rinnovate, guidate da giovani o da chi si è già impegnato in Europa. Il che significa che i parlamentari italiani non potranno correre. Largo invece a Giovanni Toti, che, quasi certamente, guiderà la lista del Nord ovest, al vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani nel Centro, ma anche a Marcello Fiori, che sta lavorando ai club Forza Silvio e a uno stuolo di giovani. Si cercano inoltre donne pronte a candidarsi in Europa, ma anche a portare voti. Cosa abbastanza complicata, visto che, al momento, sembrano portare in dote una cospicua quantità di consensi solo le eurodeputate uscenti come Elisabetta Gardini, la Sartori o Iva Zanicchi, che ha voglia di ricandidarsi per Strasburgo.
Nelle riunioni di ieri, Berlusconi ha anche nominato il sospirato comitato di presidenza di FI. Una trentina di membri effettivi, più un’altra trentina di partecipanti. Dentro ci sono i soliti noti, più nuovi innesti come Toti, Fiori, Furlan, ma anche il redivivo Clemente Mastella.«In questo ufficio ci sono tutti, così nessuno potrà lamentarsi- nota un vecchio quadro forzista- ma le decisioni le prende sempre e soltanto Silvio».Infatti, il leader, dopo aver precisato che «il mio nome connoterà comunque le liste», ha anche archiviato il problema della discesa in campo dei figli, i quali, a parte Barbara, non hanno nessuna voglia di spendersi per le Europee. Anche la candidatura ipotizzata della fidanzata, Francesca Pascale, sembra essere più un suo pensiero, una disponibilità, che una carta sulla quale punta l’ex premier. Che, invece, contrariato per gli ultimi sondaggi che non premiano Forza Italia, chiede alla sua classe dirigente «di fare quadrato per respingere ogni egoismo e per costruire insieme il partito del futuro».
Il che la dice lunga sul suo fastidio per certe esternazioni, certe pretese, certi consigli interessati. «Leggo anche oggi sui quotidiani articoli che descrivono scenari inverosimili- avverte- alimentati anche da talune lunari dichiarazioni che non corrispondono minimamente nè alla realtà del nostro movimento nè a quella del Paese in generale». Ma la preoccupazione per lo sfarinamento del suo progetto c’è. Per questo, cerca di «rassicurare tutti i nostri militanti ed elettori che anche in queste ore stiamo lavorando alla elaborazione del programma per le elezioni europee, alla composizione delle liste per le stesse e alla definizione degli organismi dirigenti di Forza Italia».Non a caso, l’ex Cavaliere si augurache «tutti all’interno del nostro movimento politico ben comprendano la gravità del momento, la crisi di fiducia che investe la politica tutta, e l’esigenza di rinnovarci che viene chiesta con forza dal Paese».

IL MESSAGGERO