Berlusconi ricoverato tenta la carta rinvio

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MILANO Chi gli è accanto in queste ore assicura che Silvio Berlusconi è di buon umore. Nonostante il ginocchio sinistro gli dia il tormento e manchino solo cinque giorni all’udienza del Tribunale di Sorveglianza che deciderà sul suo affidamento ai servizi sociali, nella stanza al sesto piano del reparto ”Diamante” del San Raffaele l’ex premier non si lascia andare alla cupezza. E’ entrato in ospedale giovedì sera, con il ginocchio gonfio e dolorante, accompagnato dalla fidanzata Francesca Pascale, assistito dal medico di fiducia Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e rianimazione del San Raffaele, e subito visitato dall’ortopedico Pietro Randelli del policlinico San Donato. Niente bollettini medici, nessuna previsione sulle dimissioni: il ricovero dell’ex Cavaliere è protetto da un fitto velo di riserbo. «L’uveite insegna», è la battuta del dottor Zangrillo.
I PRECEDENTI Nella primavera del 2013, in pieno processo d’Appello Mediaset, Berlusconi fu ricoverato nell’ospedale fondato da don Verzé per un «offuscamento» visivo: «Uveite», decretarono i medici. Gli avvocati chiesero il rinvio dell’udienza per legittimo impedimento dell’imputato, i giudici ordinarono una visita fiscale e sulla base del referto medico respinsero l’istanza. Questa volta però andrà diversamente: «Non chiederemo rinvii anche se Berlusconi sarà in ospedale», afferma l’avvocato Niccolò Ghedini. Considerata la patologia, comunque, per il ritorno a casa del paziente è questione di ore. Ieri mattina Berlusconi è stato sottoposto a una tac, dall’esame è emersa un’infiammazione della cartilagine del ginocchio sinistro e uno stato di artrosi compatibile con la sua età, riferiscono fonti mediche. Nel frattempo, tra esami e terapie, nella suite da 200 metri quadri che divide con la fidanzata, l’ex premier continua a lavorare. Chiama al telefono in Sicilia i vertici di FI riuniti per nominare i nuovi coordinamenti regionali e si scusa del tono un po’ dimesso: «Sono gli effetti degli antidolorifici». Poi racconta dell’infortunio, di aver sentito molto dolore al ginocchio e della necessità di immediati accertamenti clinici. E ci scherza su: «Visto che sono giovane, in questi ultimi mesi ho abusato del mio fisico e lavorando dalle 7 del mattino fino alle 3 di notte, questo è il risultato…». LA VISITA DEI FIGLI Nel primo pomeriggio è arrivata la figlia Marina, poco dopo il figlio Pier Silvio. «L’ho visto benissimo», rassicura prima di filar via in macchina. Il consigliere politico Giovanni Toti gli ha parlato al telefono: «L’ho sentito in mattinata, ha un ginocchio che gli fa male ma non è nulla di grave. E’ sereno e tranquillo, abbiamo discusso del programma per le europee e dei fronti aperti». Certo è che l’infortunio brucia le ultime ore di «agibilità politica» del leader di FI: cancellati tutti gli impegni milanesi di oggi, annullato l’incontro elettorale di lunedì a Torino. E cosa accadrà dopo il 10 aprile? Risponde Renato Brunetta: «Conoscendo Berlusconi, dà il meglio di sé quando è in difficoltà. Quindi tremate tremate, soprattutto i nemici della democrazia, giustizialisti e furbastri. Tremate, tremate».

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