Berlusconi: Renzi mi aveva promesso modifiche a Severino. Renzi: barzellette

BERLUSCONI

“La modifica della legge Severino era nel Patto del Nazareno”. “Barzellette, si confonde con l’altro Matteo…”. Il botta a risposta tra Berlusconi e Renzi riapre il dibattito sulla presunta parte “non detta” degli accordi tra il premier e il capo di Fi sulle Riforme.

Ad esordire è l’ex Cavaliere a Porta a Porta: “Ha mancato di rispetto alla parola data e questa è stata una cosa molto grave. Il patto con lui era quello di ridarmi l’agibilità politica dopo la condanna. Ma ciò non è avvenuto”. Per sottolineare poi che la grazia da parte del Colle non era invece nell’accordo.

Pronta la smentita del Partito democratico. “Berlusconi preoccupa – dice ironicamente il vicesegretario dem Guerini -, oltre a
sbagliare le piazze e infilarsi in quelle della Lega, sbaglia anche i patti, non so se apposta o perché le cose cominciano a sfuggirgli. Nessun Nazareno prevedeva modifiche alla Severino, il tentativo di intorbidare le acque, se non è una amnesia, è smaccato e puerile”.

Poi arriva anche una dichiarazione del capo del governo, che affonda: “Forse è una delle sue barzellette ma non fa ridere. Io non gli ho mai promesso una modifica della Severino. Probabilmente si confonde con l’altro Matteo”.

Infine, una nota di Forza Italia che smussa i toni delle frasi del leader. “Il Presidente Berlusconi non ha mai inteso sostenere che la modifica della Legge Severino o di qualunque altro provvedimento che incidesse sulla sua condizione giudiziaria fosse inclusa nel Patto del Nazareno. Quell’accordo, che come è noto non consisteva in un contratto ma in una serie di accordi politici, comportava evidentemente la legittimazione reciproca delle forze che lo avevano promosso. Era quindi incompatibile con la persecuzione politico-giudiziaria di un leader espressione di milioni di italiani, e con una cattiva interpretazione retroattiva, tutta politica, della Legge Severino, culminata con l’esclusione dal Parlamento, forzando leggi e regolamenti, del Presidente di Forza Italia. Un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica. La logica del patto del Nazareno era quella di un lavoro comune sulle regole e sulle garanzie: nel momento in cui questo spirito è venuto meno da una delle due parti, il PD di Renzi, è caduto il presupposto su cui tutto il resto si basava”.

Per quanto riguarda la leadership, l’ex Cavaliere ha cercato di non gettare acqua sul fuoco. “Vedremo con l’andare del tempo – ha spiegato – intanto è molto importante che il centrodestra si è ricompattato e farà opposizione in Parlamento insieme. Poi, nel tempo si troverà anche il nuovo leader del centrodestra da presentare come candidato premier alle elezioni politiche tra due anni”.

Alfano? Con Renzi. Il futuro di Angelino Alfano non sarà vicino a Forza Italia: “Penso assolutamente che andrà con Renzi”, ha detto Berlusconi, aggiungendo che “Ncd da solo vale l’1%”. Quanto a Gaetano Quagliariello, in forte contrasto con la linea attuale di Ncd, Berlusconi non esclude la possibilità che possa tornare con Forza Italia: “Chiunque pensa di poter essere utile al centrodestra sarà certamente il benvenuto, ma ci sarà il tempo in cui queste cose potranno chiarirsi se andare in piccoli partiti o se tornare alla casa madre”.

Mattarella poco incisivo. Parlando dei primi mesi di Mattarella al Quirinale, Berlusconi ha detto: “Non l’ho incontrato quindi non posso dare dei giudizi, ma fino ad ora non ha dato segni incisivi”.

5 Stelle, pericolo grave. Il leader di Forza Italia ha parlato anche della possibile crescita di consensi del Movimento 5 Stelle: “Con questa legge elettorale al ballottaggio vanno il Pd e M5s e secondi i sondaggi vincono i Cinque stelle ed è un pericolo grave per gli italiani e l’Italia”.

Si all’abolizione della Tasi. Sulla questione fiscale, rispondendo alla domanda di Vespa sulla eventuale disponibilità di Forza Italia a votare l’eliminazione della Tasi, Berlusconi è stato categorico: “Certamente sì”, ha detto “se dalle promesse – ha aggiunto – si arriva poi a delle proposte in Parlamento, non è detto che voteremo contro”. Del resto, ha ricordato, “Renzi sta copiando il nostro programma ma lo sta facendo male”. E poi, “bisogna vedere se la sinistra in Parlamento lo seguirà”. Il giudizio sulla legge di stabilità è però complessivamente negativo, perchè “Renzi ha annunciato di voler abrogare la tassa sulla casa ma lo fa senza tagliare la spesa pubblica e aumentando il debito, così scarica sulle spalle di chi verrà dopo il costo”.

La Merkel? Dovrebbe farsi perdonare. Berlusconi ha parlato anche della Merkel:”Al congresso del Ppe a Madrid ho ricevuto un’accoglienza di festa da tutti i leader, Angela Merkel compresa. È andata bene perchè ho sempre avuto un rapporto cordiale con lei: non ero io a dovermi far perdonare qualcosa, era lei che casomai ha qualcosa da farsi perdonare”. Per quanto riguarda la famosa frase offensiva, “non era in quella intercettazione telefonica dove si diceva dovesse essere”. Ma cosa ha da farsi perdonare Angela Merkel? “Nel 2011 la Banca Centrale tedesca ha dato ordine a tutte le banche tedesche di vendere i titoli del debito pubblico italiano facendo salire lo spread” e da lì, ha ribadito ancora una volta Berlusconi, si è arrivati al successivo “colpo di stato” che ha portato al governo Monti.

Il lapsus. Nel centrodestra di nuovo unito, ha detto l’ex Cavaliere, “Matteo Renzi
porterà la grinta”. Quando Bruno Vespa gli fa notare l’errore, il fondatore di Fi si corregge con una battuta, ironizzando sul suo passato trascorso in affidamento ai servizi sociali: “Matteo Salvini – ha chiosato – Si vede che è da molto tempo che non vengo in Tv”.

La Repubblica