Berlusconi punta tutto su Francesca e Dudù Poi attacca il Quirinale

SILVIO BERLUSCONI 1

Nella campagna elettorale del Cavaliere irrompe il fattore «F»: Francesca. «Non accetto le calunnie su di lei, vorrei proteggerla. E poi non deve stupire se una persona come Francesca stia a vicina a me, in fondo c’è poca differenza d’età, solo mezzo secolo». Berlusconi lo dice nel salotto di Barbara D’Urso, a Canale 5, ormai appuntamento fisso dell e sue domeniche pomeriggio. Un’ora prima, all’Arena, ospite di Giletti, era stato il consigliere di fiducia Giovanni Toti a tessere l’elogio della Pascale, «appassionata di politica», «molto preparata», che ha deciso «di fare un passo indietro e non avere in ruolo pubblico».
L’AMICO DEGLI ANIMALI

Due indizi non bastano a fare una prova, certo. Ma il sospetto che sotto sotto si celi un cambio di strategia è forte. Il leader azzurro si spinge oltre. Promette pensioni minime a 800 euro e il veterinario gratis grazie all’impegno dei club di FI. Nessuna parola invece sulla gaffe anti-tedesca. In quanto ai servizi sociali, «aspetto una telefonata, domani mi farnano sapere». Ma dicevamo della Pascale. Dall’emiciclo ristretto del Cav è filtrata l’ipotesi che a non giovare ai sondaggi sia la vicinanza della giovane fidanzata. Invidie? Forse. Nel dubbio è partita però la controffensiva per ridisegnare il vestito da indossare da qui al voto. «Francesca è una sinfonia, c’è dentro tutto, mi ha sostenuto anche nei momenti più delicati – ha flautato in tv il leader – Io lavoro sempre fino alle 2 e mezza di notte e lei legge per aumentare la propria istruzione, è una curiosona, è è una enciclopedia vivente». E ancora: «Ha un grande intuito, capisce subito tutte le situazioni e le persone. E ha sempre ragione lei, riesce a leggere nella mente quello che sto pensando, ecco perché mi devo tenere sempre con pensieri puri».
Dei circa 60 minuti passati negli studi di Cologno Monzese più di un terzo Berlusconi li ha trascorsi parlando della sua compagna Francesca. Solo un caso? 
LE MIE RIFORME

Paroline meno dolci l’ex premier le ha dispensate al «simpatico tassatore» Renzi, accusato di aver prelevato dai conti correnti degli italiani 775 milioni in 64 giorni. Insomma, Berlusconi non si sente finito. Teme una «damnatio memoriae», rivendica «le 40 riforme fatte in 9 anni di governo». E ripete programmi che fanno parte dei suoi cromosomi: l’elezione diretta del presidente della Repubblica; le accuse al capo dello Stato, perché «se non mantenni la promessa fatta alla Merkel e a Sarkozy, che poi organizzarono il noto siparietto con lo scambio dei sorrisini, fu perché mi fece la scortesia di non firmare un decreto legge». Il dito resta sempre puntato contro le toghe rosse, i giudici della Corte costituzionale, «scelti dalla sinistra». Per risalire la china il Cavaliere ha deciso attaccare tutto e tutti, fino a mettere sul suo spiedo anche Grillo, finora accuratamente aggirato. Ecco allora che l’ex comico diventa «uno sfasciacarrozze senza nessuna proposta propositiva», l’uomo «che ha portato in Parlamento solo degli urlatori». Si rivolge ai 28 milioni di italiani «che non votano o votano l’antipolitica», bacino che farebbe la felicità di chiunque. Senza dimenticare «la realtà che Dudù mi ha fatto scoprire», «i 7 milioni di italiani che possiedono un cane e i 12 che allevano un gatto». Se sarà percezione geniale lo sapremo solo il 25 maggio.

Il Messaggero