Berlusconi: pronto a ricandidarmi

SILVIO BERLUSCONI 1

«Sono pronto a ricandidarmi». Silvio Berlusconi ci crede. I suoi legali già dalla fine della primavera scorsa lo avevano fatto sperare. Hanno avuto ragione e insomma: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ammesso, dopo tanti niet, uno dei tanti ricorsi di Berlusconi dopo la condanna per frode fiscale del 2 agosto del 2013 e per l’ex Cavaliere «già questa è una vittoria». Si sente in procinto di essere pienamente riabilitato e dice ai suoi interlocutori prima di recarsi ieri sera alla partita del Milan: «Ho sempre saputo di essere innocente. E sono molto ottimista sul fatto che mi daranno ragione in Europa». Ci vorranno due mesi, e se la ragione gliela daranno davvero, comincerà un’altra vita per Berlusconi. «Tornerò in pista del tutto e, se le elezioni ci saranno, ma mi auguro che non ce ne sia bisogno almeno per ora, io alle elezioni ci sarò».
A SIRMIONE

Oggi Berlusconi si avvierà con questo mood alla scuola di formazione politica promossa da Maria Stella Gelmini e Marco Marin a Sirmione, in Lombardia. Un Berlusconi a cui il format pacato da padre costituente sta facendo un effetto balsamico e se il verdetto di Strasburgo sarà quello che lui si attende, il nuovo centrodestra avrà ancora il sigillo di Silvio – che si autodefinisce «il federatore» – nonostante proprio ieri dal Ncd, Gaetano Quagliariello abbia avvertito: «Il centrodestra del futuro sarà tutto diverso da quello del passato». Ma Quagliariello è una parte del partito alfaneo. La foto che ieri a Sirmione si sono fatte scattare e hanno twittato Nunzia De Girolamo (capogruppo Ncd alla Camera) e le due berlusconiane Gelmini e Bernini, a giudicare dalla vicendevole gioia, racconta un’altra storia. La De Girolamo vorrebbe un «patto federativo» con Forza Italia. E dice anche però: «Non torno all’ovile». Una parte degli alfanei sarebbero, secondo i berluscones, disponibili a rientrare in Forza Italia. Forse per vantarsi, si racconta nell’inner circle di Silvio, che anche Renato Schifani prima o poi potrebbe tornare verso Arcore. E vere o false che siano, girano le prime liste di eventuali rientranti: la De Girolamo, che nega, più il siciliano D’Alì e il bravo ex sottosegretario Gigi Cesaro che a loro volta non assecondano affatto le voci che li riguardano.
VOLTI NUOVI

Ma il centrodestra che ha in mente l’ex Cavaliere – su cui gli intimi ironizzano: «L’articolo 18 varrà solo per lui e grazie a Strasburgo avrà il reintegro in Senato» – è un centrodestra all’insegna dei volti giovani. E oggi a Sirmione, dopo aver visto la partita ieri sera del Milan, passerà in rassegna quella che secondo lui dovrà essere la Forza Italia 2.0. Guidata da figure fresche. Come Alessandro Mattinzoli, sindaco proprio di Sirmione, che nella sua cittadina non fa pagare nè la Tasi nè le addizionali. O Nicola Sodano, primo cittadino di Mantova, unico sindaco forzista in un capoluogo lombardo. E ancora: Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno. O Chiara Sernagiotto, leader dei giovani azzurri di Treviso. O Giacomo Massa, sindaco 26enne di un paese del bresciano, Gottolengo. Per non dire di Alessandro Cattaneo, l’ex sindaco di Pavia, su cui Berlusconi ancora punta molto. «Il Pd – è il ragionamento dell’ex Cavaliere avviandosi a Sirmione – ha già cominciato a fare opera di rinnovamento nelle sue schiere. Ora che, forse, il massacro giudiziario contro di me si sta placando, il mio impegno da padre e da nonno sarà quello di far crescere un partito tutto diverso e più aderente ai bisogni dei cittadini». Il cuore di Silvio è qui. L’occhio è a Strasburgo.

Il Messaggero