Berlusconi: mi offro a un centro per disabili

SILVIO BERLUSCONI 6

MILANO La resa di Silvio Berlusconi è lunga dieci pagine. E’ una memoria, depositata lunedì al Tribunale di Sorveglianza di Milano, nella quale con formula standard si ribadisce la «richiesta di affidamento ai servizi sociali o in subordine i domiciliari». E soprattutto viene indicato il lavoro socialmente utile che l’ex premier intende svolgere nell’ambito del percorso di resipiscenza alla base dell’affido: assistenza a disabili fisici e mentali «che rinunciano a qualsiasi aiuto terapeutico ospedalizzato».
Se in un primo tempo i difensori di Berlusconi parevano orientati alla soluzione più blanda, indicando semplicemente Arcore (cioè la residenza di Villa San Martino) come luogo in cui scontare il residuo anno di pena dei tre di condanna nel processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset, a poche ore dall’udienza cambiano direzione: affermano che l’ex Cavaliere è pronto a lavorare per dimostrare il proprio percorso riabilitativo, mettendosi a disposizione di persone in difficoltà. Ora «non resta che convincere Berlusconi ad accettare», riferisce che gli sta accanto in questi giorni di attesa.

GLI AVVOCATI
Mentre l’ex Cavaliere continua a fare politica, diffondendo una nota che è un duro ultimatum alla Forza Campania di Nicola Cosentino («Non si può fare parte di Forza Italia e militare contemporaneamente in un altro partito, o dentro o fuori»), nella memoria i difensori Niccolò Ghedini e Fausto Coppi spiegano nel dettaglio l’attività alla quale ha intenzione di dedicarsi l’ex presidente del Consiglio nel suo programma di recupero. Vuole occuparsi di pazienti con handicap fisici e mentali, «su cui sviluppare nuovi stimoli in quanto rassegnati alla disabilità». Non si tratta di un’attività da svolgere in ospedale – come quella indicata dall’Uepe che propone l’aiuto ad anziani e disabili in una casa di cura – ma di un lavoro all’aria aperta e in un centro che al momento non esiste: la struttura infatti, specifica il documento della difesa, non è ancora aperta. Un luogo di cura che Berlusconi è pronto a frequentare a scadenze fisse, prestando la sua opera per un anno che si riduce a nove mesi con la buona condotta. Nel documento presentato alla Sorveglianza, i legali tracciano poi un ritratto del condannato a supporto di un progetto che sperano sia il più blando possibile. Berlusconi è una persona retta, scrivono, che ha tutti i presupposti per l’affidamento ai servizi sociali in quanto ha risarcito l’erario ottemperando a statuizioni civili nell’ambito del processo Mediaset. Poi c’è la spinosa questione dell’ostilità nei confronti dei «giudici comunisti», che potrebbe pesare sul giudizio complessivo della Sorveglianza. Ebbene, è scritto nella memoria, gli attacchi non sono ai singoli magistrati ma alla magistratura in generale, con finalità politiche e finalizzati al proprio elettorato.
Berlusconi sarà in aula? «Dipende dalle condizioni fisiche, deciderà all’ultimo», è quanto trapela da Arcore. Dopo l’udienza i giudici si ritireranno subito in camera di consiglio e decideranno i destini dell’ex Cavaliere, mentre la sentenza con motivazioni contestuali verrà depositata entro cinque giorni, termine ordinatorio e non perentorio motivo per cui il giudice potrebbe anche impiegare più tempo. In ogni caso, nel giro di dieci giorni dal deposito la sentenza diventa esecutiva. Viene inviata all’Uepe, l’Ufficio esecuzioni penali esterne la firma e Berlusconi può mettersi al lavoro.

IL MESSAGGERO