Berlusconi: l’esito elettorale non influirà sulle riforme

BERLUSCONI

ROMA Matteo Renzi non ha alcunché da temere: il risultato elettorale non cambierà l’esito delle riforme su cui Pd e Forza Italia hanno siglato un accordo. Parola di Silvio Berlusconi che ieri sera, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, ha confermato come, in questa tornata elettorale, il nemico da battere non sia Beppe Grillo, il terzo incomodo che minaccia di marginalizzarlo, di farlo scomparire nella polarizzazione della sfida con il leader democrat. Così, giusto il tempo di un “selfie” con il conduttore, da mostrare a inizio trasmissione così com’era accaduto con Grillo, e anche ieri l’uomo di Arcore è tornato a snocciolare il rosario di accuse rivolte al capo del Movimento 5 Stelle.

BEPPE COME HITLER
«Grillo è stato condannato per triplice omicidio colposo, non è stato un incidente ma una cosa che ha voluto lui e questo la dice sulla sua natura. Grillo ha detto certe cose di me continuamente, mi ha chiamato il pregiudicato, ha detto che era uno scandalo che Napolitano mi ricevesse e io sono stato zitto». Finché non ha toccato l’amato barboncino: «Quando ha detto che voleva consegnarmi alla vivisezione per evitarla a Dudù, io ho tirato fuori il foglio della sua storia: nel 1988 Grillo fu condannato per triplice omicidio colposo». Non bastasse, «Grillo parla come Hitler nella campagna del 1933, campagna che lo portò al potere, e poi è andata a finire come sappiamo». Nella visione di Berlusconi, il leader ligure «specula sulla disperazione», laddove «votare Fi è l’unico modo per sperare che ci sia in Ue qualcuno che difenda i nostri interessi», visto che zgli eletti del M5S non conteranno nulla». 

IL PSE
Diverso il discorso sul Pd, i cui rappresentanti hanno come pecca principale l’appartenenza al «Pse, minoranza nel Parlamento europeo». Per l’alleato delle riforme, il Pd di Renzi, il linguaggio di Berlusconi cambia registro. Negando, prima di tutto, qualsiasi accordo circa «la svendita di Raiway», paventata dal presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, grillino naturalmente, contro cui l’ex Cavaliere ha annunciato una querela. Riferendosi a Renzi, Berlusconi ha provato a smussare gli spigoli: «Non è stato carino nei miei confronti, dice che io vado fuori di testa sugli 80 euro. Io considero quei soldi, ho provato la povertà in gioventù e so benissimo che sono una cosa seria». Ma Renzi «è andato a prendere le tasse sulla casa, aumentando quelle di Monti e Letta: non è un sistema di cui si può essere fieri, dare a qualcuno togliendo ad altri, si chiama redistribuzione del reddito e della ricchezza, da sempre nell’ideologia della sinistra». E, in ogni caso, «se entro il 31 dicembre non ci saranno le coperture, aumenteranno le accise e quegli 80 euro saranno pagati da tutti noi». 

RIPRESA IMPOSSIBILE
Un quadro che Berlusconi ha confermato dichiarando che «la ripresa economica non è possibile in queste condizioni». Ma una cosa sono le diverse visioni economiche, un’altra i patti sulle riforme, è la lusinga che Berlusconi continua a sussurrare all’orecchio di Renzie e dell’elettorato moderato: «Se FI andrà male alle europee farò saltare le riforme con Matteo Renzi? E’ una cosa assolutamente ininfluente sulle decisioni che noi prenderemo», ha chiarito il leader forzista, ricordando però che la sua «idea del Senato era quella che avevamo varato nel 2005, adesso di fronte a ciò che sta venendo fuori io dico: è meglio abolirlo del tutto, costa un mare di soldi, con la modifica di Renzi si risparmia poco, ma la grande macchina rimane così intatta». 
Fa e disfa in continuazione, Berlusconi, in attesa di capire quale sarà il punto di caduta nel dopo elezioni (compreso il suo), senza escludere alcuno scenario: «A quelli futuri ora non penso», ha commentato l’ipotesi di un risultato elettorale particolarmente favorevole al M5s. Senza, dunque, chiudere la porta a un suo ingresso in un governo di larghe intese.

IL MESSAGGERO