Berlusconi: io oscurato dal match Beppe-Matteo L’incubo dell’astensione

BERLUSCONI

ROMA «Di magico ci sono soltanto io». Silvio Berlusconi lo dice e lo ridice. Ci crede. Ma fino a che punto? Questa volta, l’ex Cavaliere si trova in una situazione nuova. Era il bomber in ogni campagna elettorale, la star, l’imprendibile che tutti cercavano di scimmiottare o di demonizzare (perche si sentivano subalterni alla sua «magia» e alla sua agenda) e il campione delle rimonte impossibili. Stavolta, invece, no. E sa anche ridere di questa sua condizione imprevista: «La vostra – ha detto ieri sera a Paolo Del Debbio, conduttore di Quinta Colonna su Rete4 – è una trasmissione di casi umani. Quindi vi occupate di me. Bella carriera che ho fatto». Autoironico, e un po’ preoccupato. E non tanto perchè – come ha detto ancora nel canale Mediaset – «i giudici non mi fanno tornare a casa a mezzanotte, ma solo alle undici, in quanto non sono Cenerentola». 

LA SINDROME 
Il rischio che pesa su Silvio è quello dell’irrilevanza. La sindrome di non essere uno dei due grandi duellanti ma soltanto il convitato di pietra alla mensa elettorale, il terzo incomodo tra Renzi «il bluff che copre i comunisti» e Grillo «l’aspirante dittatore». E lui? Non à più il Caimano che fa paura a tutti? Non è più il giaguaro da smacchiare che smacchia sempre gli altri? Quasi quasi, rimpiange quella vecchia etichetta di Cavaliere Nero, che gli ha sempre portato fortuna e vittorie. Adesso, invece, parla così l’ex premier: «Nessuno mi attacca, Renzi e Grillo cercano di oscurarmi, perchè gli faccio paura». Non un complotto del silenzio ai suoi danni, ma quasi. E la paura che Silvio vede in Beppe e in Matteo deriverebbe, secondo lui, dal fatto che Forza Italia al Sud è oltre il 22 per cento (gli ultimi report gli dicono questo) e «ovunque siamo sopra il 20». Ma la risalita, nonostante le apparizioni televisive a raffica e oggi sarà da Mentana su La7, sta risultando meno veloce del previsto e mancano appena cinque giorni al voto. La risalita lenta è testimoniata dai sondaggi sull’astensionismo. Secondo cui l’area del non voto non si starebbe prosciugando granchè. Ed è così esteso l’astensionismo, secondo i pronostici, che potrebbe far segnare un record storico: il 40 per cento. Il che significa meno elettori alle urne, rispetto a quel 66,5 che finora, Europee del 2009, è stato il dato più negativo. L’obiettivo di Berlusconi, che non demorde da questa sua fissazione su cui in passato ha avuto sempre ragione, è di recuperare in parte gli astensionisti ma vede che adesso è più difficile che in passato. Anche perchè, Grillo e Renzi giocano la partita come se fosse una partita a due, cercando di relegare ai margini l’ex Cavaliere abituato in queste contese ad essere il one man show. E quello che dettava la cosiddetta agenda setting della campagna elettorale, a cui tutti si adeguavano rincorrendolo sui suoi temi. A cominciare da quello del fisco, che ora se l’è preso Renzi. E Silvio è costretto a parare il colpo, così: «Gli ottanta euro sono la foglia di fico che copre i nuovi rincari del simpatico tassatore». 

ARRIVA L’EREDE
A piazza in Lucina, sede nazionale di Forza Italia, è convinzione dei più che qualsiasi sia il risultato, non solo negativo ma anche superiore al venti per cento, la leadership di Marina Berlusconi non tarderà. E forse anche questo contribuisce a creare nell’ex premier la sindrome dell’irrilevanza. Gli attacchi, che lui non riceve quasi più, vengono rivolti semmai alla figlia maggiore e probabile erede. Come quello di Beatrice Lorenzin, ministra del Ncd, ieri: «Possibile che tra migliaia di consiglieri comunali, regionali, deputati, senatori ed ex ministri, per il dopo, come leader, non c’è altro che sua figlia? Io non ho mai conosciuto Marina Berlusconi, ma se in 18 anni di attività politica non l’ho mai vista ci sarà un motivo?».

IL MESSAGGERO