Berlusconi insiste sulle riforme. E Pier Silvio “renziano” scuote Fi

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Di commenti ufficiali non v’è praticamente traccia. Eppure tra i banchi degli esponenti azzurri l’argomento teneva banco: l’endorsement di Pier Silvio Berlusconi nei confronti di Matteo Renzi non ha certo lasciato indifferenti i parlamentari di Forza Italia. D’altra parte il disorientamento regna da tempo sovrano e il partito continua ad essere diviso tra chi considera necessario rispettare il patto sulle riforme siglato con il premier e chi giudica la linea troppo soft verso l’esecutivo tra le ragioni principali della crisi di consensi nelle urne. Tra i parlamentari tuttavia la convinzione diffusa è che quella espressa dal secondogenito sia la “linea di famiglia” (e quindi anche del capofamiglia): una maggiore stabilità è nell’interesse delle aziende e un leader con il 40% è meglio non averlo contro.

Berlusconi oggi dovrebbe incontrare Renzi ma allo stato attuale intende tener fede a quell’accordo: è quanto ha ribadito nella riunione con i vertici del partito che ha tenuto a palazzo Grazioli ed è quello che dovrebbe ripetere anche nell’incontro con gli eletti azzurri in programma alle 15 a Montecitorio. Le perplessità degli esponenti di Forza Italia non mancano: Renato Brunetta avrebbe rimarcato le sue anche nel corso del pranzo dal Cav e il senatore Augusto Minzolini continua a “distinguersi” durante le votazioni. Ma il dato di fatto è che per ora l’intesa regge anche alla prova degli emendamenti.

Certo, Berlusconi è consapevole dei malumori e anche per questo oggi ribadirà che da parte di Forza Italia c’è sì l’intenzione di agevolare il cammino delle riforme ma che Renzi deve dimostrare la stessa solerzia sulla legge elettorale. Un discorso “pensato” per cercare di placare gli animi e al quale, almeno nelle intenzioni del Cav, non dovrebbe seguire alcuno ‘sfogatoio’.

Quello dell’atteggiamento sulle riforme, tuttavia, non è stato l’unico argomento affrontato nell’incontro a palazzo Grazioli. Anzi, buona parte della riunione, che si è protratta fino a pomeriggio inoltrato, è stata dedicata alla questione delle casse vuote del partito. Lo stesso Berlusconi nell’ultima riunione allargata con gli esponenti azzurri non aveva usato mezzi termini, dicendo “siamo con l’acqua alla gola”.

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