Berlusconi incassa servizi sociali soft e punta a rimonta per Europee

SILVIO BERLUSCONI 3

Sollevato sì, ma contento sarebbe chiedergli troppo. Dal tribunale di Milano è arrivata una sentenza favorevole ai servizi sociali che gli lascia ampia “agibilità politica”: quattro ore a settimana in un centro anziani e possibilità di recarsi a Roma dal martedì al giovedì. Ma per Silvio Berlusconi il problema resta a monte: e cioè che tutto ciò nasce da una condanna per frode fiscale che considera “inaccettabile”. Certo, a lui non è più consentito sfogarsi contro qualsivoglia magistrato: eventuali esternazioni del genere – hanno scritto i giudici di sorveglianza di Milano – potrebbero “inficiare quegli indici di resipiscenza” dimostrati. Ergo, tornerebbe il rischio di arresti domiciliari.

D’altra parte all’ex premier anche la sentenza che i suoi avvocati si sono affrettati a giudicare “equilibrata e soddisfacente” non può che stargli stretta. “Ora posso riprendere a lavorare ma certo, tutte quelle restrizioni…” si è sfogato con chi lo ha sentito al telefono: passare da leader dei Paesi del G8 a individuo da “riabilitare” non è proprio idea con cui riesca a fare pace.

Pubblicamente, però, l’ex premier ha evitato commenti. Ma è come sempre il consigliere politico Giovanni Toti a dare mediaticamente la linea: “La condanna continuiamo a considerarla ingiusta ma l’applicazione della sentenza da parte del tribunale di Milano – ha affermato – ci sembra ragionevole perché consente a Berlusconi di rappresentare i moderati di questo Paese in campagna elettorale”. Insomma, non si potrà impostare la battaglia per le Europee sul “Berlusconi martire dai giudici”, ma trasformare il 25 maggio in una sorta di referendum in suo sostegno sì. La “ferita” inferta dalla condanna – ha detto per esempio Mariastella Gelmini – potranno “rimarginarla soltanto gli elettori che sapranno riconoscere ancora una volta, come fanno da vent’anni, una leadership limpida e indiscutibile”.

Ed è proprio sulla riscossa in vista del voto per Bruxelles che ora Berlusconi intende concentrarsi. “Adesso sono pronto a guidare la rimonta”, avrebbe detto. Nel pomeriggio di ieri ha infatti presieduto una riunione fiume dedicata alle liste e al programma. Negli ultimi mesi il partito si è sentito in balia dell’umor nero dell’ex Cavaliere e dei suoi cerchi magici, privo di rotta e di indicazioni su come andare avanti, con voci di fuga che si sono moltiplicate dopo l’addio di Paolo Bonaiuti.

L’obiettivo di Berlusconi è quindi dimostrare di essere ancora “in campo” ma anche di far risalire Forza Italia in quei sondaggi che negli ultimi tempi si sono rivelati impietosi. D’altra parte nell’incontro con il premier Renzi Berlusconi ha siglato un accordo bis sulle riforme che lo tiene ancora in gioco e più la sua leadership uscirà rafforzata dalle elezioni del 25 maggio più forte sarà la sua forza negoziale.

Nessuna sorpresa dovrebbe arrivare per quel che riguarda i capilista: Giovanni Toti nel Nord-Ovest, Elisabetta Gardini nel Nord-Est, Antonio Tajani al Centro, Raffaele Fitto al Sud e Gianfranco Micciché nelle Isole. L’ex premier però ha insistito anche sulla necessità di rinnovamento delle liste: vuole facce nuove e “quote” per club e Esercito di Silvio. A dispetto della vecchia guardia. Senza però trascurare il target degli anziani: dopo aver anticipato promesse di dentiere per tutti, infatti, l’ex Cavaliere sarebbe pronto a ribaltare mediaticamente ‘l’umiliazione dei servizi sociali nella Fondazione Sacra famiglia. “Ha già dimostrato in passato – ha spiegato una persona dell’inner circle – di saper fare campagna elettorale come nessuno”.

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