Berlusconi in tv piccona il patto sulle riforme e attacca il Colle

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ROMA Matteo Renzi gli piace sempre, «almeno sul piano personale, perché politicamente da simpatico rottamatore del passato è diventato un simpatico tassatore». Silvio Berlusconi torna in tv, a Porta a Porta e punta a invertire i sondaggi, che danno Forza Italia sotto il 20 per cento. E per farlo attacca tutto e tutti: premier, Quirinale, riforme. E così, dopo la sua assegnazione ai servizi sociali, «cosa che non mi spaventa, anzi mi piace», ripete, spedisce a Renzi un avvertimento pesantissimo sulla legge elettorale e sulla modifica del Senato. «L’Italicum per il momento è spiaggiato al Senato, mentre doveva essere votato prima della riforma del Senato. Se va avanti su questa strada, non penso che questo riordino del sistema di voto potrà essere costituzionale», dichiara a Bruno Vespa, che lo incalza. «Quindi Forza Italia non voterà la riforma del Senato prima del 25 maggio, come chiede Renzi?». La risposta è glaciale: «No, credo proprio che non si farà in tempo perché così come è non è votabile, visto che non tutto il Pd è d’accordo. E poi non è stata definita la struttura del Senato. C’è ancora molto lavoro da fare». Il patto del Nazareno, dunque, comincia a vacillare. O quasi. La campagna elettorale, come è ovvio, obbliga Berlusconi a non consegnare a Renzi un altro successo dopo l’erogazione degli 80 euro a dieci milioni di italiani, che, comunque, definisce una mancia. 
NESSUN IMPEGNO
«A me non sarebbe mai stato permesso», si lamenta. Ma sulle riforme sa di poter dire l’ultima parola. E così alza la posta, sottolineando che «sul Senato elettivo non c’è nessun impegno da parte nostra». Subito dopo la pausa pubblicitaria però dice il contrario. Ma, in sostanza, vuol far capire al premier che «per andare avanti insieme sulle riforme è necessario un altro tavolo di confronto». Anche perché, spiega, «illustri costituzionalisti che abbiamo consultato ci hanno detto che se il nostro sistema parlamentare diventa monocratico, l’Italicum diventa incostituzionale». 
Il suo obiettivo più immediato sembra essere una nuova legittimazione attraverso un altro incontro con Renzi e il Pd. E, dopo essersi spinto a dire di «essere anche pronto ad andare subito al voto per le Politiche», l’ex Cavaliere fa una parziale marcia indietro e si dichiara «sempre disponibile a favorire quelle riforme che l’Italia aspetta da troppi anni». La scommessa che, recalcitrando, Berlusconi vuol vincere tornando «in tv ovunque mi sarà possibile, anche da Santoro, perché non ho paura di nessuno, neppure di Travaglio che è cattivo, ma il più intelligente dei giornalisti», è «arrivare al 25 per cento alle Europee e alle Politiche tornare ai livelli del 2008, magari riunificando il centrodestra». Missione per ora impossibile. Bondi a parte, «giustificato perché ha frequenti crisi di malinconia, ma mi vuole sempre bene», gli altri abbandoni, ammette, «mi hanno provocato un grande dolore sul piano personale. Alcuni, che hanno ricevuto molto, hanno fatto una vera mascalzonata, lasciandomi nel momento del bisogno».
L’EX LEADER DI AN: FANTASIE
Berlusconi, dunque, cerca di costringere tutti, come sempre, a parlare di lui, grazie all’aut aut a Renzi e al suo ultimo fuoco artificiale, quando, non potendo attaccare la magistratura, accusa il Capo dello Stato «di aver complottato contro di me. Ha convinto Fini allo strappo facendogli credere che sarebbe stato il nuovo premier- denuncia- ho dodici testimoni, che lo sentirono in viva-voce, pronti a confermarlo». Lapidario il commento dell’ex presidente della Camera: «Quei complotti sono solo nella mente di Berlusconi».

IL MESSAGGERO