Berlusconi in allarme: ci vogliono azzoppare

SILVIO BERLUSCONI 3

MILANO «Sarò santo molto presto per quello che mi è successo e per quello che andrò a fare». Così Silvio Berlusconi si avvia al primo giorno – evento globale – di affidamento ai servizi sociali. É indignato e furente però l’ex Cavaliere, alla vigilia della sua «opera di bene» da volontario coatto, per la tegola della nuova Tangentopoli che piove addosso a lui e al suo partito. «Ci vogliono azzoppare elettoralmente e consegnare l’Italia a Grillo»: ecco il suo sfogo, ma nessuna nuova crociata contro le Procure, soltanto rabbia e paura, e grande attenzione a non far esplodere ufficialmente il suo stato d’animo. «Perché io di giustizia non voglio e non posso parlare». 
Sennó i magistrati s’arrabbiano, e la pena da scontare diventa più dura di quella che lo aspetta nella palazzina San Pietro dell’istituto Sacra Famiglia, dove «cercherò di ridare il sorriso a chi non sa più che cos’è». Cioè ai malati di Alzheimer di Cesano Boscone. E «lí farò quello che ho sempre fatto, opere di bene, come mi ha insegnato mamma Rosa». «Ma guai a fare comizi», è la prescrizione numero uno che gli rivolge l’avvocato Ghedini. Ma chissà se dopo quattro ore di silenzio blindato, senza neppure possibili contatti telefonici dal reparto San Pietro, il Grande Comunicatore saprà davvero tenere a freno la sua indole, uscendo da quel luogo di sofferenza. 

VIA GIACCA E CRAVATTA
Intanto Berlusconi è «addolorato» per l’arresto di Scajola, forse se lo aspettava e ci tiene a precisare: «Comunque non lo abbiamo candidato». Non fa che dire che é tutta un’assurdità la nuova Tangentopoli. E ancora, ma stando attento a non farsi sentire troppo: «Giá mi fanno fare la campagna elettorale come un pugile che combatte con una mano sola, e ora riecco la giustizia ad orologeria che rischia di falsare la gara del voto». Sta preparando i vestiti per stamane, e non porterà la giacca e la cravatta tra i malati della «casa dei matti», come affettuosamente a Cesano chiamano la Sacra Famiglia, perché le sue mansioni prevedono sudore personale e altrui e possibili macchie di cibo e insomma meglio stare in panni più semplici. Marina, Piersilvio e tutti gli altri figli, in ordine sparso, ieri sera lo hanno chiamato per fargli coraggio e lui: «Andrà tutto benissimo». Ma l’emozione c’é e prima di entrare nel padiglione, e subito dopo, il suo medico perdonale ed amico fraterno, il dottor Zangrillo, gli farà una visita. Proprio per assicurarsi che l’emozione non gli fiacchi il fisico e per vedere se quel che ha visto non gli farà male allo spirito. 
Un colpo a sorpresa potrebbe essere, prima di entrare nell’istituto, quello di una sosta a casa di massimo Tartaglia, che abita lí accanto ed è l’uomo che gli tiró in faccia una statuetta del Duomo, facendolo sanguinare. Francesca Pascale vorrebbe essere con lui, stamane, da volontaria tra i volontari, ma non si può. Lo aspetterà ad Arcore. Raddoppiando, poi, le dosi di carezze per lenire a Silvio i segni interiori del dolore che avrà visto e cercato di addolcire. Magari soltanto con uno sguardo. «A volte basta anche quello – ripete Berlusconi alla vigilia – per fare felice una persona che soffre». Il parroco della Sacra Famiglia è pronto ad aspettarlo, si chiama don Luigi Caldara, ed è anche nel cda dell’istituto. «Questo è un luogo – assicura il sacerdote – che potrà fare del bene al presidente. Saprà trovare qualcosa di buono e di utile in questa sua condizione». 

VECCHI AMICI
La sofferenza politica non è facile da lenire, però. «Siamo sempre sotto attacco – è il refrain di Berlusconi – e mettono in mezzo perfino San Gianni Letta che è la persona più pulita che io conosca e non la smettono proprio mai». I pm sono andati a colpire Gianstefano Frigerio, che è buon amico di Silvio. Mentre l’arresto dell’ex berlusconiano Luigi Grillo, passato con l’Ncd gli fa dire: «Nessuno ci può dare lezioni di morale». Non basta questo, però, per attenuare la preoccupazione dell’ex premier. Il quale vede, alla luce della nuova Tangentopoli milanese che entra nel cuore di tenebra di certo berlusconismo, ancora più complicata la rimonta elettorale. Che nella bufera giudiziaria si fa più difficile, proprio mentre – secondo i report di Alessandra Ghisleri – Alfano e Renzi starebbero pagando il caso Genny ‘a carogna. Ma se Silvio si gioca bene l’occasione di Cesano Boscone, visto che gli anziani sono stavolta il target elettorale prediletto da Nonno Silvio che non può competere tra i giovani con Renzi e con Grillo, qualcosa può recuperare. «Ma se parlo troppo – ecco il suo cruccio – poi come la mettiamo con i giudici?». E il discorso, vent’anni dopo, torna sempre lí. 

IL MESSAGGERO