Berlusconi e Salvini restano lontani Tosi spacca la Lega «Pronto a correre»

BERLUSCONI

MILANO Prima un salto da Berlusconi per assicurarsi l’appoggio di Forza Italia alla ricandidatura di Luca Zaia in Veneto. Poi l’ennesimo schiaffo a Flavio Tosi: «Le beghe mi hanno stufato. Adesso basta, chi non sta con Zaia è fuori». Traduzione: non ci sarà alcun ripensamento sul commissariamento della Liga Veneta in fatto di liste e alleanze. E poiché quella era la condizione posta dal sindaco di Verona per non strappare, le conseguenze paiono inevitabili. Infatti, ecco la replica di Tosi: «Se Salvini non fa marcia indietro sul commissariamento posso dimettermi da segretario della Liga Veneta».
Qualche inguaribile ottimista continua a sostenere che una mediazione sia ancora possibile. Ma nel Carroccio sono rimasti in pochi a crederci. L’idea diffusa è che all’inizio della prossima settimana il sindaco di Verona e una nutrita pattuglia di fedelissimi annunceranno l’addio al partito. Seguiti, magari, da qualche parlamentare: «Dopodiché, liberi tutti». Liberi anche di presentarsi alle regionali contro Zaia e contro la Lega, con un proprio candidato governatore (lo stesso Tosi) e l’appoggio del Nuovo Centrodestra.
COL CAVALIERE GIOCHI APERTI
Salvini fa spallucce. I sondaggi gli dicono che il ribelle potrebbe sottrarre al Carroccio pochi voti, comunque non sufficienti per mettere in dubbio la vittoria di Zaia. «E ce la possiamo fare anche da soli, senza Forza Italia» ha detto ieri pomeriggio al suo staff. Però sarebbe, in questo caso, una vittoria assai più risicata. Proprio per questo s’è premurato di parlarne direttamente col Cavaliere. I due – malgrado le maldestre smentite di Salvini – si son visti in una delle residenze milanesi di Berlusconi, un’ora di faccia a faccia interlocutorio.
In Veneto Forza Italia è disposta ad appoggiare Luca Zaia e a respingere eventuali proposte di accordo da parte del partito di Tosi. Però la scelta finale è condizionata da ciò che avverrà in Liguria e Toscana dove la Lega ha già reso noti i nomi dei suoi candidati alla presidenza. Berlusconi non vuole che i padani abbiano il monopolio degli aspiranti governatori del centrodestra e a Salvini ha chiesto la disponibilità a sostenere un candidato azzurro almeno in Liguria. Risposta evasiva: «Se ne può discutere a patto che i nomi siano spendibili».
Luca Zaia, per quel che lo riguarda, ha ripetuto al segretario della Lega Nord di essere sicuro della sua riconferma alla guida del Veneto: «Anche se dovessimo correre da soli». Ma in questo momento non potrebbe dire null’altro: è lui, più ancora di Salvini, a non volere Tosi. Se mostrasse qualche perplessità sull’esito del voto rischierebbe di rimetter tutto in discussione.

IL MESSAGGERO