Berlusconi dichiara guerra «Li faccio finire sotto il 4%»

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«Berlusconi sta benissimo, in gran forma e con tutti i sassolini che ha raccolto nelle scarpe è più alto di venti centimetri!». La riunione ad Arcore per la scelta delle candidature per le elezioni Europee è appena cominciata quando Berlusconi apprende della scelta fatta dal suo ormai ex portavoce. La parola «ingratitudine» è quella più gettonata a villa San Martino, ma i problemi sono altri, perché l’uscita di Bonaiuti è un colpo all’immagine del leader, ma poco sposta sul piano elettorale. Ciò non toglie che la scelta del suo ex portavoce accentua l’irritazione del Cavaliere nei confronti del Ncd e la rabbia è pronta a trasformarsi, dopo le vacanze pasquali, in una campagna elettorale dai toni durissimi nei confronti del partito di Alfano e di Schifani.
TALENT

Ad irritare ancor più l’ex presidente del Consiglio, il modo con il quale l’attuale ministro degli Interni ha dato l’annuncio di aver «catturato Dell’Utri a Beirut». «Si è fatto scappare sotto il naso la Shalabayeva e poi si vanta di aver ”catturato” colui che lo ha portato per la prima volta da me insieme a Miccichè». «Una vera e propria vergogna», definisce la solitamente moderata Gelmini l’annuncio fatto da Alfano al congresso del Ncd. D’altra parte la fama di talent scout di giovani, Dell’Utri l’ha avuta sin da tempi di Publitalia, ma stavolta la scoperta gli si è rivoltata contro anche per via di recenti punzecchiature. Resta il fatto che il Cavaliere è convinto che alla fine «Marcello tornerà», perché «non è uno che scappa».
Una convinzione mista a speranza, visto che la faccenda rischia di monopolizzare la campagna elettorale. In attesa che il tribunale di Sorveglianza metta nero su bianco le ”regole” dell’affido ai servizi sociali, Berlusconi si è dato la consegna del silenzio. Smontato l’argomento della giustizia, anche a seguito del curioso altolà preventivo datogli dalle toghe, a Berlusconi non resta che l’attacco al governo e una buona dose di euroscetticismo.
Il «golpe» ordito da Bruxelles e Berlino a suo danno, insieme a numerosi argomenti contro l’Europa delle burocrazie, saranno i cavalli di battaglia sui quali il Cavaliere intende raccogliere i consensi il 25 maggio. Malgrado il momento non certo facile, i sondaggi in possesso del Cavaliere danno Forza Italia intorno al 20% con oscillazioni in alto e in basso di un punto. La base di partenza è quindi sempre la stessa anche se le difficoltà sono aumentate visto l’esodo che continua ad esserci nei gruppi parlamentari e che potrebbe diventare una valanga se il 25 maggio Forza Italia non dovesse fare un risultato sopra il venti per cento e, al tempo stesso, il Ncd dovesse superare di molto il 4%. Più che una campagna contro il Pd di Matteo Renzi, si avvicina quindi uno scontro tra FI e i candidati della galassia centrista formata da Ncd, Udc, Scelta Civica, i Fratelli d’Italia di Meloni e Crosetto e, un po’ più in là, dalla Lega.
Pur restando nel Ppe, gli ancoraggi euroscettici non mancano a Silvio Berlusconi che continua a mantenere uno stretto rapporto con il premier ungherese Orban e con l’ex primo ministro spagnolo Aznar che potrebbero sfidare le rispettive opinioni pubbliche e partecipare ad iniziative comuni con Berlusconi.
SFIDA

Il lavoro sulle liste elettorali è proseguito ieri sera sino a tarda ora. La decisione di Bonaiuti di lasciare FI potrebbe aiutare le chance di Claudio Scajola a rientrare nella stessa lista guidata dal consigliere politico Giovanni Toti che il 25 maggio cerca una legittimazione elettorale in una competizione dove i voti si contano uno ad uno. Nel Nord Est dovrebbe guidare la lista l’uscente Elisabetta Gardini che si troverebbe in lista insieme agli imprenditori Samorì e Malgara e al capo dell’esercito di Silvio, Simone Furlan, il quale – per i numeri che vanta di collaboratori e adepti – dovrebbe stracciare tutti.
Il commissario Ue Antonio Tajani sarà il capolista del Centro-Italia, mentre al Sud a tirare la volata sarà Raffaele Fitto il quale, dal giorno in cui ha vinto il braccio di ferro sulla sua candidatura, ha iniziato un tour de force proseguito anche ieri. Nelle isole a guidare la lista dovrebbe essere Gianfranco Miccichè, un azzurro della prim’ora che dovrà vedersela con il radicamento in Sicilia di molti esponenti del Ncd.

Il Messaggero