Berlusconi al premier: nome di garanzia

BERLUSCONI

ROMA Cita Dante, a proposito della sua «vita nova». Si ritiene born again. E’ tutto pimpante Silvio Berlusconi ma non come lo sarebbe stato un tempo: ora lo è moderatamente, anzi responsabilmente. Come si addice a un padre della patria. Perché così ormai l’ex Cavaliere considera se stesso. «Sono pronto a fare il regista. Troveremo un leader giovane, capace di rivaleggiare con Renzi, e nel 2018 le elezioni le vinciamo noi. Scommettete?». Sono le parole di Silvio nel day after della vittoria schiacciante del Patto del Nazareno. Ha festeggiato per telefono con Marina, la figlia, la colomba per eccellenza, quella molto renziana in onore della difesa delle aziende che sono malmesse. Ha festeggiato con Gianni Letta. Ha festeggiato con Fedele Confalonieri. La linea della responsabilità – «L’Italicum non mi piace ma non possiamo tenerci fuori dall’elezione del Colle e non possiamo non sfruttare tutti gli errori dei nemici interni di Renzi nel Pd» – si è rivelata quella giusta e i predicatori di pace, in famiglia, in azienda, tra gli amici più ascoltati, ora osservano con piacere come Silvio si avvia alla sua «vita nova». La quale prevede come obiettivo la vittoria nel 2018, e alcune tappe intermedie assai importanti: l’elezione di un Capo dello Stato «non nemico» (capace di capire le ragioni di un leader che rivuole la sua «agibilità politica»), un’opposizione «responsabile» che può diventare anche ingresso al governo nel caso il Pd si scinda («A quel punto sarà Renzi che chiederà il nostro aiuto per un nuovo governo. Ma questi sono scenari non all’ordine del giorno», fa notare l’ex Cavaliere ai suoi), il ritorno in campo con un tour d’Italia da marzo (appena finisce la «mia cattività»), l’attesa che gli indici di gradimento di Renzi scendano ancora («Già ogni giorno perde un po’») e che il Pd si allontani nel sondaggi da quel 40,8 per cento che «è già archeologia» e via così.
ROAD MAP
Siccome l’Italicum prevede il premio di maggioranza al partito che arriva primo, è il listone con dentro tutti il progetto di Berlusconi. Che si sente il regista del nuovo-vecchio centrodestra («Credo che Alfano abbia capito di avere esagerato in certi casi») ma soprattutto il «pacificatore» dell’Italia troppo divisa in questi vent’anni. «Ora si apre una fase nuova ed è sotto gli occhi di tutti che io sono la persona meno faziosa e meno divisiva che esista. E’ il tempo della pace e mi impegnerò in tutti i modi a fare quest’ultimo regalo all’Italia». Dopo aver inventato la Seconda Repubblica del conflitto permanente, Silvio si sente la levatrice della Terza Repubblica dell’armonia. Si può fare?
Il centrodestra in realtà è ancora solcato da divisioni profonde. Ma il primo terreno comune di ripartenza saranno le Regionali in Campania. «Quella è una partita che non dobbiamo perdere», è l’ordine di Berlusconi. Che crede molto nel candidato Caldoro, ha trovato l’unità con Ncd e ieri osservando le disavventure giudiziarie del sindaco democrat di Salerno, Vincenzo De Luca, ha visto un centrosinistra indebolito nel caso egli non fosse più candidato in Campania.
Ma dentro il partito? I fedelissimi di Silvio in Senato ironizzano sull’«anacronistico» Fitto: «Raffaele resterà solo con Raffaele». La fronda perde pezzi (solo dieci con lui nel voto dell’altro giorno, e Silvio ne aveva preventivati venti) ma Fitto non demorde: «Berlusconi sta svendendo la storia di Forza Italia». E ancora: «A indebolire Berlusconi non siamo noi ma le sue scelte delle ultime ore». Proprio quelle che Silvio definisce così: «La nostra rinascita».

IL MESSAGGERO