Berlusconi accelera sull’operazione Marina: è allarme sondaggi

SILVIO BERLUSCONI 2

Lo zapping continua. Da una tv all’altra, un pressing a tutto schermo per recuperare terreno. Ma gli ultimi sondaggi dicono che la ripartenza non è scontata. Uno dei motivi per cui l’operazione-Marina, fino a ieri un periodo ipotetico di terzo grado, sta assumendo sempre più contorni concreti e reali. L’ex Cavaliere ce la sta mettendo tutta. Attacchi a Grillo, frecciate a Renzi, carezze ai pensionati in attesa di svelare cosa ha in serbo per gli ultimi giorni. Ma la discesa in campo della figlia Marina di sicuro non è più un tabù.
Piace al cerchio magico, che pure aveva storto il naso quando Barbara si era proposta per correre alle Europee. E viene accettata di buon grado dalla vecchia nomenclatura del partito. Gioca a favore la fascinazione di Marine Le Pen, anche lei figlia d’arte, la pasionaria che ha sbancato le regionali in Francia? Forse. Di certo però si sa che subito dopo le elezioni ci si comincerà a lavorare sul serio. A piazza San Lorenzo in Lucina c’è già chi dice: «L’aspettiamo a braccia aperte». 
IL RITORNELLO

Per il resto la condanna ai servizi sociali si sta rivelando – mediaticamente – uno «spiacevole contrattempo» da sfruttare a dovere. Ed è quello che l’ex premier fa senza risparmiarsi occhieggiando dagli oblò televisivi. Anche perché non ha altra scelta: il Tribunale di sorveglianza gli ha già precluso la possibilità di partecipare di persona al comizio di Torino e al riuscitissimo raduno unitario ideato da Fitto a Bari. «Se potessi avere mille euro al mese», è il ritornello di una canzone di Daniele Silvestri, mutuato a sua volta da un noto brano di Gilberto Mazzi. L’ex Cavaliere ne vuole fare un cavallo di battaglia: «Sono stato l’unico presidente del Consiglio che ha alzato a 1 milione di lire per 13 mensilità tutte le pensioni che erano di molto inferiori», ha rivendicato, prima di sbilanciarsi: «Quando il nostro movimento avrà di nuovo la responsabilità di governo una delle primissime cose che faremo sarà aumentare le pensioni minime a 800 euro, e, probabilmente, stiamo facendo i conti con il bilancio pubblico, anche a mille euro». Parole lanciate in orbita a “Studio Aperto”.
Sapientemente Berlusconi calibra i suoi messaggi. I destinatari ieri erano i pensionati «che non solo non prenderanno il bonus di 80 euro, ma dovranno pagare un’imposta sulla casa che è stata triplicata rispetto a quella del governo Monti. Noi l’avevamo abrogata del tutto». In quanto alle Europee, «non vedo alternative a FI, votando il Pd avremmo come regalo il signor Schultz». 
ROBESPIERRE

Nell’entourage del leader è tornato il buon umore. La vena ritrovata ha rincuorato i fedelissimi che sognano la rimonta. Alle scorse politiche si partì da meno 11. E se con Renzi il campo delle diversità si stava restringendo troppo e si è provveduto a correggere il tiro, ecco che ora nel mirino del Cav c’è stabilmente Grillo. «A me – ha fatto la faccia scura il presidente – fa molta paura e da studioso della storia in questi giorni l’ho paragonato a tanti personaggi tipo Robespierre che promettevano un grande cambiamento, la Gerusalemme in terra, e poi hanno distrutto tutto e non c’è mai stato nessun accenno alla democrazia». 

Il Messaggero