Benzema&Casillas, colpi Real Il primo tempo è di Ancelotti

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Peccato che Real-Bayern sia solo la semifinale della Champions di quest’anno. Il numero dei trofei in bacheca e la grande qualità delle due squadre, oltre che la bellezza della sfida, apertissima fino al termine, meritavano sicuramente il palcoscenico del Da Luz di Lisbona dove invece oggi sarà di scena la Juventus nella coppa meno prestigiosa. Ma il sorteggio ha voluto così e la prima volta di Ancelotti contro Guardiola conferma la tradizione: Carletto è l’antidoto al Bayern Monaco (cinque vittorie in sette sfide). Ma l’1-0 conquistato al Bernabeu non lascia certo tranquilli in vista del return match del 29 aprile e nella caccia alla Decima che a Madrid sperano di poter finalmente coronare grazie al tecnico italiano. Il Bayern avrebbe potuto riequilibrare la partita nel finale, ma la vittoria madrilena non pare ingiusta.
Partita intensa e spettacolare sin dal primo fischio dell’inglese Webb. Il copione è subito chiaro, viste le caratteristiche delle due squadre: il Bayern crea gioco ed esercita un costante possesso palla (73 per cento nel solo primo tempo), il Real crea occasioni con improvvise verticalizzazioni. La squadra di Guardiola impone con autorità la propria manovra al Bernabeu mettendo sotto il Real, peccato che manchi la finalizzazione nonostante il «Pep» scelga come terminale d’attacco un nove vero come Mandzukic. Quella di Ancelotti concede poco e resiste alle incursioni avversarie grazie a una difesa solida e a due centrali (Sergio Ramos e Pepe) che badano sempre al sodo. E quando il Bayern perde palla nella zona nevralgica del campo, i blancos fanno subito male avendo una batteria di attaccanti di livello assoluto. Benzema sfrutta la prima occasione concessa dai tedeschi e accende lo stadio madridista con una rete delle sue (la quinta in 9 apparizioni stagionali in Champions): abile Coentrao a sorprendere Boateng e a spedire in area un passaggio perfetto per il francese che non sbaglia.
Chi invece fallisce una facile occasione sotto porta sono prima Cristiano Ronaldo (recuperato in extremis dal problema al ginocchio, alla fine il portoghese si è detto disponibile a giocare nonostante il rischio di una ricaduta) e poi Di Maria. Insomma tanto Bayern che però talvolta si dimentica di difendere essendo sempre proiettato alla ricerca del gioco, Real più sornione e addirittura rammaricato di andare all’intervallo con un solo gol all’attivo.
Non cambia l’atteggiamento del Bayern nella ripresa, se non quando l’ingresso di Martinez riporta l’assetto tattico al classico 4-2-3-1 con Lahm che da frangiflutti davanti alla difesa torna a fare il terzino destro. Il Real continua a difendersi con ordine, mentre la squadra di Guardiola non riesce a dare continuità alla propria azione offensiva. È Robben il più attivo, ma le sue conclusioni sono murate dalla retroguardia spagnola e un tiro centrale è facile preda di Casillas.
Nella girandola della sostituzioni (addirittura quattro in un minuto e mezzo) il tecnico del Bayern inserisce Götze e Müller e saranno proprio loro ad impegnare seriamente il portierone degli spagnoli, fino a quel punto spettatore o quasi ma poi decisivo. In particolare, il secondo stava per premiare una delle rare azioni in velocità dei tedeschi. Ancelotti inserisce solo negli ultimi 15 minuti un Bale svuotato di energie da un brutto virus intestinale (non è casuale la staffetta con il Ronaldo acciaccato) e il gallese farà la sua parte nel tenere vivo il Real nonostante il gran finale del Bayern, con tanto di proteste di Müller per un contrasto in area con Xabi Alonso. Finisce 1-0 per il Real, fra cinque giorni all’Allianz Arena ci diverteremo ancora.

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