Belgio, che delusione: non basta Nainggolan, è primo solo nel ranking

LEIRIA, PORTUGAL - MARCH 29: Belgium midfielder Nainggolan during the match between Portugal and Belgium Friendly International at  Estadio Municipal de Leiria on March 29, 2016 in Lisbon, Portugal.  (Photo by Carlos Rodrigues/Getty Images)

Nell’anno in cui poteva finalmente togliersi un po’ di complessi di colpa nei confronti dell’Olanda – neppure qualificata, anche se ultimamente uscire contro l’Islanda è un po’ meno infamante – il Belgio saluta l’Europeo nei quarti, pur essendo finito nella parte del tabellone che si concludeva con scapoli contro ammogliati, almeno nella fortunatissima parodia che girava sul web al termine dei gironi. E pur essendo andato in vantaggio, con il secondo gol di Nainggolan, l’uomo che Marc Wilmots aveva escluso per scelta tecnica dal Mondiale in Brasile, senza che nessuno, in patria, avesse a che ridire. Anche due anni fa l’eliminazione era arrivata nei quarti, ma con tutta le differenza che può fare uscire con l’Argentina con gol di Higuain o finire fuori col Galles con giocata da fuoriclasse di Robson-Kanu, uno che a oggi è disoccupato (ma col procuratore che sarà già uscito a brindare a champagne, offrendo pure agli sconosciuti).

GOLEADE VANE — Il ripescaggio con tante scuse del centrocampista della Roma non ha cambiato le carte di una tavola in cui Hazard resta il settebello: il Belgio ha chiuso 3 gare su 5 senza prendere gol, oggi aveva una difesa con gli uomini contati – e in campo si è visto – ma quella col Galles è la seconda gara steccata, dopo l’esordio con l’Italia, e due gare sbagliate, per una squadra con quel talento sono decisamente troppe. Bastano e avanzano per far vedere sotto una luce diversa il 3-0 all’Irlanda, con doppietta del Lukaku più famoso e celebrato (il fratellino col Galles è stato quantomeno rimandato), o il poker all’Ungheria, con quattro marcatori diversi – Alderweireld, Batshuayi, capitan Hazard e Carrasco – e pure il portiere avversario migliore in campo, il pigiama volante di Gabor Kiraly.

la beffa — Sono giovani e bravi, hanno riserve del calibro di Dries Mertens e Origi, quelli rimasti direttamente a casa valgono fior di milioni e le nazionali Under partono spesso favorite, come ancora non capita ai grandi: il futuro è loro, ma non diventa mai presente. La vittoria dell’Italia aveva rotto le dighe, fiumi d’inchiostro sull’accozzaglia di grandi solisti battuti dalla squadra che si sente tale, il 3-1 subito dal Galles sarà la seconda ondata. Con la beffa dell’unico primo posto che non vale una coppa, quello nel Ranking Fifa, preso nel 2015 e perso nel 2016, a scapito dell’Argentina dei fenomeni. Ma una è classifica che conta poco, e spiega ancor meno. Peggio, c’è solo la Coppa Disciplina: almeno quella fa sentire scarsi, non fenomeni.

La Gazzetta dello Sport