Bce: rischi dalla Grecia per i mercati obbligazionari

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La sostenibilità del debito nel settore non finanziario dell’Eurozona desta ancora preoccupazione, dati i rischi collegati a una combinazione di elevato indebitamento, crescita economica ancora debole e bassa inflazione. Lo evidenzia la Bce nella sua periodica Financial Stability Review sottolineando comunque il favorevole calo del costo dell’indebitamento collegato alle recenti decisioni di politica monetaria e ai minori costi del petrolio.

Permangono rischi su alcuni paesi e in particolare il rischio sovrano della Grecia, evidenzia ancora la Banca centrale europea, è rapidamente cresciuto a seguito dell’incertezza politica degli ultimi sei mesi. Il settore bancario ellenico ha registrato consistenti deflussi in termini di depositi, una perdita di accesso ai mercati del finanziamento wholesale e un deterioramento della qualità degli attivi.
“Le reazioni dei mercati finanziari – aggiunge la nota – agli sviluppi in Grecia sono cambiate, ma in assenza di un rapido accordo sulle riforme strutturali necessarie, il rischio di un aggiustamento al rialzo dei premi al rischio richiesti ai Paesi dell’Eurozona più vulnerabili potrebbe materializzarsi”.

Altre incertezze sulla sostenibilità del debito nell’Eurozona probabilmente persisteranno nel medio termine, in quanto diversi Paesi prevedono ancora elevati livelli di rapporto debito/Pil nelle proprie stime.

Se insomma la ripresa economica dell’Eurozona sembra rafforzarsi, diverse sfide rimangono in campo. La Bce segnala per esempio anche che la redditività di molte banche rimane bassa con un ROE (return on equity) sotto il costo del capitale per diversi istituti di credito. Il settore shadow banking sta crescendo rapidamente e in molti casi sembra diventare un fornitore importante di risorse per l’economia reale.

La Stampa