Bce, è scattato l’acquisto dei titoli più liquidità a famiglie e aziende

MARIO DRAGHI

ROMA Mario Draghi inizia così: i primi acquisti di titoli del famoso Qe anti-deflazione vanno a pescare in quattro Paesi: Germania, Italia, Francia e Belgio. Con puntate mirate soprattutto sui bond con scadenze scadenze medie (5 e 7 anni), a sentire gli operatori. Quanto basta per far arrivare i suoi effetti sulle scadenze lunghe dei titoli Ue. E per trainare in positivo i listini di Milano e Francoforte, nonostante le tensioni greche.
È stato un tweet ieri mattina a dare il via alle danze dell’operazione che, a colpi di 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2015 e anche oltre, dovrà far invertire la rotta all’inflazione e riavvicinarla all’obiettivo del 2%. Un primo bilancio dello shopping di Francoforte arriverà con il report settimanale, ma poi toccherà ai numeri dell’economia, del credito a imprese e famiglie soprattutto dei prezzi a dire fino a che punto l’operazione ha funzionato. Nel frattempo, anche nel primo giorno di un’operazione monstre per la Bce non sono mancate le critiche arrivate della Germania. «La motivazione», del piano « è pretestuosa, visto che non esiste alcuna deflazione nell’eurozona», ha commentato il capo dell’Ifo, Hans-Werner Sinn, da sempre in prima linea fra gli scettici. Ma neanche il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, è riuscito a rinuciare alle solite puntualizzazioni: «Non è illegale» per la Bce «comprare titoli sul mercato secondario», ha ammesso il banchiere centrale tedesco, sempre «scettico» però sul fatto che «questo sia il momento giusto per espandere la politica monetaria».
IL RUOLO DI VISCO
Sul fronte tecnico, invece, a mettere le cose in chiaro su com’è diviso l’impegno degli acquisti tra Francoforte (che comprerà l’8%) e le banche centrali nazionali sono i numeri di via Nazionale. Bankitalia acquisterà titoli Italiani per 130 miliardi, che aggiunti alle operazioni effettuate dalla Bce fa salire il conto a circa 150 miliardi. Per il resto Bankitalia fa sapere che il suo bilancio salirà del 30% nel 2016 proprio grazie al Qe. Tenendo conto che secondo i dati di febbraio le attività dell’istituto, riserve auree comprese, erano pari a 540 miliardi. E l’aumento del rischio? «Non muterà in misura significativa la natura dei rischi cui è esposta», fa notare Bankitalia. «Rischi di mercato» possono scattare «solo se i titoli venissero venduti prima della scadenza a prezzi inferiori a quelli di bilancio».
A misurare la mano della Bce e delle banche centrali ieri è stato l’interesse per i titoli della parte intermedia della curva sia in Italia che nel resto dei mercati dell’Eurozona. Un effetto che, secondo gli esperti, rientra nella classica logica della Bce: allungare le scadenze del debito. Prova ne è per esempio l’impennata registrata ieri dal Bund trentennale tedesco.
Sullo sfondo, nonostante la forza del Quantitative easing, le Borse europee hanno stentato a decollare. Piazza Affari è stata l’unica a resistere (+0,57%) insieme a Francoforte (+0,27%). E per Milano superare la soglia dei 22.500 vuol dire ritoccare il record segnato a giugno 2014 e tornare ai livelli della primavera 2011. Resta intanto sotto quota 100 punti il differenziale Btp/Bund, (in salita a quota 97) con il tasso del decennale italiano che sale all’1,29% mentre quello del Bund è in ulteriore discesa allo 0,32%. Nuovo colpo anche per l’euro minimo degli ultimi undici anni e mezzo (1,0836 dollari).

IL MESSAGGERO