Bayern, l’ostacolo si chiama Rooney Pep non si fida: «United catenacciaro»

GUARDIOLA

Nessuno perde apposta, caso mai lo fa per soldi, ma c’è il sospetto che Pep Guardiola abbia voluto provocare la prima sconfitta del Bayern in Bundesliga sabato scorso. Perché il campionato era già in bacheca; perché il Bayern non veniva steso dal 10 dicembre, quando il Manchester City lo sorprese, e perché ai giocatori andava ricordato, prima di ritrovare lo United, che la squadra perfetta può anche scendere sulla terra. Il fatto che i rossi si siano fermati in campionato dopo 53 gare utili, 65 match con almeno un gol e 33 risultati positivi in trasferta ha fatto infuriare molti colleghi e il catalano è stato accusato di voler falsare il torneo e di slealtà. Soltanto perché ha messo fra i titolari tre Under 20, con le prime scelte a casa e le seconde in panchina sorridenti e spensierate? Come sono rigidi questi tedeschi. Ma anche Pep non fa finta di niente, quindi ha rispiegato la sua missione: «Non sono qui per battere tutti i record di Heynckes, non mi interessa. Sono qui per mantenere il livello dell’anno scorso: dunque, la Bundesliga è presa, ora tocca alle coppe. Se non andiamo in semifinale di Champions sarà un grande mistake». Dice errore all’inglese, così capiscono anche quelli di Manchester.

Inglesi catenacciari Come successe a lungo in autunno, al Bayern mancheranno contemporaneamente Schweinsteiger, Thiago Alcantara e Martinez. Lahm e Kroos sistemarono il centrocampo a inizio stagione, idem stasera. Una serie di guai fisici anche per le riserve fa sì che se Neuer dovesse farsi male, entrerebbe il portiere di riserva della squadra B, il 19enne Zingerle. Ma più che l’emergenza, Pep è inquieto per le difficoltà del Bayern quando riceve le inglesi: nelle ultime 4 visite, nessuna vittoria, anzi tre k.o. con Arsenal, City e Chelsea (la finale ai rigori) più un pari con i Gunners. «Queste difficoltà si spiegano con il difensivismo degli inglesi. Difesa e contropiede, farà così anche lo United: stanno anche in 8 in area e poi ti puniscono con un corner». Anche se non c’erano, gli allenatori italiani hanno applaudito: i catenacciari ora abitano oltre la Manica.

Una birra per Rooney Lo 0-0 non basterebbe al Manchester, ma il 2-2 sì. Guardiola scommette «una birra» sulla presenza di Rooney e alla sera Moyes gliela fa vincere annunciando che «Wayne è felice di fare le iniezioni al piede pur di esserci». Lo United, 10 vittorie fuori casa in Premier, resta sfavorito però ha tolto delle sicurezze ai migliori. E Pep rischia la reputazione tedesca: «Passeremo, sono sicuro», dice. «Noi ci crediamo» ribatte lo scozzese, sempre senza Van Persie. In tribuna anche il futuro carcerato Uli Hoeness; sarà inusuale invece un altro buco allo stadio. Il settore 124 – costosa tribuna, non curva da ultrà – sarà vuoto per una sanzione Uefa. Durante la gara con l’Arsenal spuntò una caricatura di Özil con ironiche accuse di omosessualità. Settecento spettatori in meno (67.300), il club chiederà i danni agli autori, ma il presidente di un Bayern club gay si è detto contrario: «Dovevano dare un segnale, ma forse hanno esagerato». Quando il tifo conta più del rispetto.

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