Bayern horror show, il Porto adesso sogna

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D’accordo, assenze come Ribery, Robben, Schweinsteiger, Alaba, Javi Martinez e Benatia non si possono assorbire facilmente, in un quarto di finale di Champions League. Ma proprio perché la sorte aveva già favorito il Porto, non era il caso che il Bayern facesse altri regali. Invece, all’Estadio do Dragao, i campioni di Germania combinano un disastro dietro l’altro, perdono 3-1 la gara d’andata e si complicano terribilmente la vita in vista del ritorno di martedì all’Allianz Arena. In Portogallo, tra l’altro, non erano mai stati sconfitti.

TRIVELAZIONI — I primi dieci minuti sono il teatro dell’assurdo, qualcosa che nemmeno il più fantasioso dei registi avrebbe potuto mettere in scena. Xabi Alonso che arretra per iniziare l’azione e perde un pallone senza senso, Dante che lo imita qualche istante dopo, Neuer che per una volta nella vita resta tra i pali, Quaresma che segna due gol al più forte portiere del mondo… Incredibile, ma vero. E’ 2-0 in un attimo, Guardiola a bordo campo abbassa la testa e non dice nulla, sperando in cuor suo che la sveglia lo ridesti di soprassalto da un brutto sogno, in albergo, e che la partita in realtà non sia mai cominciata. Il primo gol del Porto, al 4′, è su rigore, perché il portierone tedesco abbatte Jackson Martinez: giallo per lui, non rosso, visto che l’attaccante colombiano allarga molto la traiettoria del pallone nel dribbling, prima di essere steso. Il raddoppio al 10′, è invece un mini-accenno di “trivela”, un tocco con l’esterno destro di Quaresma, uno che in fondo ha fallito davvero solo all’Inter e che sarebbe ingeneroso etichettare soltanto sulla base dei trascorsi nerazzurri.
THIAGO ACCORCIA — La sveglia di Pep, per sua fortuna, in qualche modo suona al 28′: Boateng si lancia in una sgroppata sulla corsia destra, i centrali biancoblù sono mal posizionati e Thiago Alcantara appoggia in rete indisturbato il 2-1. Bayern che si rincuora, ma il Porto non smette di spingere, soprattutto a sinistra con lo scatenato Alex Sandro: un suo tiro-cross trova impreparato Neuer, ci vuole una traversa benevola per non ricacciare i tedeschi sotto un passivo doppio.
BOATENG, CHE FAI? — Si ricomincia dopo l’intervallo e Xabi Alonso, di nuovo sul palcoscenico, quasi concede una replica dello show degli orrori: stavolta riesce a rimediare sempre su Jackson Martinez, il suo incubo personale. Guardiola ne ha abbastanza, capisce che per Götze non è notte da finale mondiale e lo sostituisce con Rode. Ma lo strano gioco autolesionista del Bayern prosegue, tanto che Neuer deve superarsi per negare a Boateng un’autorete d’autore. A centrocampo, Herrera, Casemiro e Torres vanno a mille, mandando in affanno Thiago Alcantara e Lahm, reduci da lunghi infortuni. Così, là davanti, a Müller e Lewandowski non arrivano rifornimenti e Fabiano non è mai impegnato. Scocca il minuto 20, è tempo di un nuovo atto del dramma bavarese: liscio di Boateng su un lancio lungo di Alex Sandro, Jackson Martinez aggira Neuer e insacca il suo 6° gol in 7 partite di Champions.
VINCE LOPETEGUI — Rode prova a scuotere il Bayern chiamando Fabiano al tuffo, ma è l’unico brivido per Lopetegui, che vince alla grande il primo duello in panchina con l’ex compagno blaugrana Guardiola. Finisce 3-1 e il Bayern ha solo sei giorni tempi per cambiare maschera e offrire una rappresentazione più degna del suo valore. Basteranno?
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