Basanta lancia la Fiorentina. Il pari a Londra sa di vittoria

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Soffre, rischia, ma si rialza, e alla fine strappa un pareggio al retrogusto di vittoria. La Fiorentina esce con il sorriso da White Hart Lane, non solo per l’1-1 che fa pendere sensibilmente verso i viola la bilancia della qualificazione, ma per il carattere mostrato in campo dalla squadra di Montella. Subire un gol dopo 6′ (Soldado) è una mazzata all’autostima. Pizarro e compagni hanno saputo riordinare le idee, spremere ogni goccia di fiducia dal pari di Basanta e giocarsi una grande ripresa. Continua la serie positiva in trasferta di Montella, mai sconfitto in Europa in dieci gare. Di più, ora la Fiorentina può seriamente pensare agli ottavi.
TEMPESTA SPURS — L'”Uragano” Harry Kane – 21 reti stagionali – siede in panchina, in compagnia di una buona metà dei titolari (l’ex Roma Lamela, il francese Stambouli, Dembelé e Rose), ma per almeno mezzora sulla Fiorentina si abbatte una tempesta, altro che pioggia londinese. Il Tottenham si specchia nel suo allenatore: è una squadra giovane, determinata, esuberante, che sa coniugare corsa e qualità. Così, dopo neanche 400 secondi, i Viola scoprono di avere un tremendo mal di testa: Gonzalo Rodriguez atterra Townsend, scatta il giallo. Azione sulla fascia opposta: Soldado illumina per Chadli, Tatarusanu è costretto alla deviazione in angolo di piede. Dalla bandierina, Paulinho fa planare la palla sul destro di Soldado (dimenticato da Pasqual), che insacca e ritrova il gol che mancava da più di due mesi (17 dicembre, Tottenham-Newcastle in Coppa di Lega).
BASANTA-GOL — Dopo il vantaggio, gli Spurs giocano un calcio bello e vivace: il mancato raddoppio è un peccato mortale e, nell’ottica dei 180′, può rivelarsi addirittura decisivo. La squadra di Pochettino sfonda a destra dove la catena Walker-Townsend è una morsa infernale. Nell’area viola piovono cross sui quali si avventano a turno Soldado, Chadli, Eriksen, ma anche Paulinho e Vertonghen a rimorchio: tutti pronti a fiondarsi in attacco, così come a compattarsi dietro alla linea della palla in fase difensiva. E la Fiorentina? Il 3-5-2 di Montella perde le misure, Pasqual e Basanta devono rinculare sulla sinistra, Joaquin non trova spazi a destra e Salah gira a vuoto. Ma i viola hanno il merito di non farsi prendere dall’ansia: l’Aeroplanino chiama la difesa a quattro arretrando Pasqual e sistemando Salah sul lato pericolante. Si passa al 4-3-3, al 35’ arriva il pareggio. Pesantissimo. Joaquin conquista una punizione che Mati Fernandez calcia in porta da posizione defilata. Lloris respinge sulla schiena di Savic e Basanta spara in rete. Terzo gol stagionale per il difensore argentino che, dopo Palermo e Atalanta, sembra averci preso gusto.
SEGNALI INCORAGGIANTI — Il pari è un Moment. La Fiorentina ritrova coraggio e autorità, che si traduce in azioni più ragionate ed efficaci, con Pizarro in crescita e Salah più attivo. Il tempo di uno spavento – la traversa colpita da Chadli al 45’ su una respinta di Tatarusanu, con la palla che rimbalza sulla linea e schizza lontano – poi la ripresa è un confronto ad armi pari. Salah sfiora il palo al 2’ con il sinistro, Gomez si costruisce una buona azione che conclude alto al 24’. Gli Spurs tengono in ansia Tatrusanu prima con Paulinho, poi con Soldado. Pochettino getta nella mischia anche il temutissimo Kane e Lamela, ma l’ultima azione pericolosa è confezionata dalla ditta Joaquin-Alonso (subentrato all’omologo Pasqual): palla in mezzo, Gomez arriva con un attimo di ritardo alla deviazione in porta. L’1-1 non si schioda, ma è un pari condito da segnali interessanti: su tutti, la capacità di resettare e ripartire della squadra di Montella, che adesso può guardare con serenità al ritorno del Franchi. E senza nessun mal di testa.
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