Barbara chiama l’Oriente «Pronti a cedere il 30%»

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Il Milan ha un nuovo cuore. Se a Milanello pulsa quello sportivo, ora in via Aldo Rossi batte forte quello istituzionale. Nuova sede, nuove idee, nuovi progetti. Pensieri in grande. In realtà il trasferimento da via Turati al Portello – zona nord-ovest della città: una «falsa periferia», a pochi passi da San Siro e dalle autostrade ma non lontano dal centro – risale a novembre. Per rendere operativi novemila metri quadri di superficie però serve tempo, e così «Casa Milan» è stata presentata ufficialmente ieri. «Questo è ciò che per due anni è stato il mio sogno», ha raccontato un’emozionata Barbara Berlusconi, che ha voluto fortemente e curato da vicino il nuovo quartier generale. Seduta accanto al neo direttore commerciale Jaap Kalma e all’architetto Fabio Novembre, che ha tradotto le idee in realtà, la vicepresidente ha spiegato la grande differenza rispetto al passato: «Il Milan sta cambiando e sta crescendo, avevamo bisogno di una realtà polifunzionale, tecnologica, aperta ai tifosi e alla città e che avesse un importante utilizzo commerciale. Questa sede ha una forte valenza per lo sviluppo del marchio. Investire nella sede significa aumentare i ricavi. In ambito commerciale l’obiettivo è incrementare la nostra presenza nei mercati asiatici e medio orientali».

Impegno Investimento è ovviamente una parola chiave, soprattutto ora che il rubinetto Fininvest non eroga più come ai tempi d’oro. E anche perché la prossima stagione verranno a mancare gli introiti della Champions. Così Barbara prima puntualizza: «Tengo a ribadire l’impegno della mia famiglia nel Milan, l’interesse a valorizzare il nostro patrimonio e a investire nel club». Quindi chiarisce: «Si è parlato di una cessione societaria e non è corretto. Una partnership invece sarebbe molto ben vista e permetterebbe un approccio più sereno a questioni primarie come la costruzione dello stadio di proprietà. Siamo pronti a valutare la cessione di una quota di minoranza, intorno al 20-30%. Un futuro in Borsa? E’ un’ipotesi che al momento non stiamo vagliando, ma per il futuro non la escludo». Infine anticipa: «La settimana prossima è in programma un viaggio negli Emirati Arabi (da domenica 6 a venerdì 11, sarà accompagnata da Kalma e dal responsabile vendite Tavola, ndr ) per esportare i contenuti di Casa Milan, ma anche per cercare partner disponibili a legarsi con noi». Ovviamente lo stadio è al primo posto dei pensieri: «E’ ciò che ci permetterà di competere con tutti i top club. Realizzarlo è un imperativo, stiamo cercando la zona ideale. L’area Expo non è l’unica».

Erede Idee chiare dunque per la famiglia Berlusconi, con Barbara erede designata di Silvio: «Mi auguro che mio padre torni a occuparsi di Milan, ha un grande intuito sportivo e in questo momento difficile gli può servire perché per lui il Milan è una gioia. Mi dà molti consigli, ma poi inizia a parlare di tattica e allora io gli consiglio di rivolgersi a Galliani». Già, l’altro a.d., delegato all’area sportiva «cui è destinato l’80% del nostro fatturato». Racconta BB: «Il mio rapporto con lui è estremamente positivo. C’è stato un confronto duro, ma ora abbiamo ritrovato obiettivi e intenti comuni». Infine, un accenno a Maldini: «E’ una bandiera. Abbiamo parlato diverse volte, ma in termini generici. Sarebbe positivo se lui volesse portare il suo contributo». Ma le parole sono sembrate più che altro un pro forma . E poi la reginetta della festa era la sede. Da fine maggio saranno operativi il bar-ristorante «Cucina Milanello» (160 posti), il museo e il Milan Store. Wi-fi gratis ovunque. Su una facciata del palazzo sarà collocato un maxi schermo permanente (che trasmetterà le partite del Mondiale) e la piazza su cui sorge Casa Milan, fra le più grandi di Milano, nell’idea del club diventerà il luogo per celebrare i successi. In una sede che cresce, crescono anche i dipendenti. Previste 20-30 assunzioni fra museo e store: basta informarsi sul sito rossonero e mandare il curriculum a lavoraconnoi@acmilan.it .

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